martedì 9 settembre 2014

SBK: a Jerez Melandri fa il pieno!


Dopo due mesi di pausa, la Superbike torna in pista a Jerez de la Frontera, storico circuito spagnolo. Dal clima instabile di luglio a Portimao al caldo dell’Andalusia. Dopo il disastro clamoroso avvenuto in Portogallo, dove una doppietta Aprilia, quasi fatta, era stata cestinata da un’assurda entrata di Sylvain Guintoli che aveva steso il compagno di squadra Marco Melandri, arriva il riscatto per la casa di Noale. Due gare, due doppiette. Il capoclassifica Tom Sykes su Kawasaky ha vissuto un week end difficile ed ha dovuto correre in difesa, cercando di limitare i danni. L’Aprilia, su questo circuito, ha dimostrato di essere superiore. Forse l’unico rimpianto per la squadra veneta è che a vincere non sia stato Guintoli, ancora in lizza per il titolo, ma il ravennate Melandri.
 

Sopra: Marco Melandri (32 anni) sulla sua Aprilia numero 33

Gara 1 iniziava con un ottimo spunto dell’Aprilia numero 33 ma ben presto il comando della corsa è stato rilevato dal compagno di team, davanti al connazionale su Kawasaki, Baz, al pilota su Suzuki, Lowes e al duo Ducati, Davies e Giugliano. Sykes ha fatto una gran fatica fin da subito e non ha mai trovato il suo solito passo di gara indiavolato. Da metà gara chi ha cambiato ritmo è stato Marco Melandri. Preciso nelle sue traiettorie, ha iniziato una rimonta inesorabile. Prima al nono giro superava Chaz Davies, poi due tornate dopo Davide Gugliano, che nel passaggio successivo scivolava, gettando alle ortiche un buon piazzamento. Quindi Melandri a suon di giri record si è portato a ridosso di Loris Baz e lo ha costretto all’errore per reggere il suo ritmo. Al sedicesimo giro, Guintoli è stato raggiunto dallo scatenato compagno di squadra e, a 3 tornate dal termine, ha dovuto subire il sorpasso. Con due giri veloci Melandri ha staccato definitivamente il rivale francese e si è involato verso la vittoria. A completare il podio, Chaz Davies su Ducati, bravo a non commettere errori e a tenere il suo ritmo. Dietro Jonathan Rea vinceva la battaglia con Sykes per la quarta piazza. Sesto posto  per Laverty, davanti ad Haslam e ad Elias

La rivincita in gara 2 ha seguito un copione analogo. Guintoli è partito nuovamente molto forte, saltando il poleman Baz. Sykes stavolta dava l’idea di reggere il ritmo imposto dalla Aprilia, seguito da Melandri. Giugliano, nei primi giri, si rendeva protagonista di diversi sorpassi prima che la sua Ducati non lo appiedasse per noie al cambio. Un vero peccato, per un talento a cui manca sempre la concretezza nei risultati. Dopo qualche giro è crollato Baz, infilato prima da Chaz Davis, quindi dal gruppo dei rimontanti Laverty, Rea e Haslam. Melandri invece non ha perso tempo e, come in gara 1, ha atteso il momento opportuno per sferrare l’attacco decisivo. All’undicesimo giro, attacco in staccata ai danni di Tom Sykes (che poi ha comunque tentato di non perdere troppo terreno). Quindi in cinque passaggi, si colmava il gap tra le due Aprilia. Dopo qualche esitazione, Melandri ha infilato con una staccata imperiosa alla prima curva Guintoli, che non ha potuto far altro che alzare bandiera bianca. Netta la differenza di passo tra i due. Splendida doppietta quindi per il ravennate, alla sua quinta affermazione stagionale e al secondo en plein. Una bella dedica per la figlia Martina, nata il 19 luglio. Guintoli con i due secondi posti riapre il discorso mondiale, rosicchiando 13 lunghezze al capoclassifica Sykes, terzo in gara 2. Ora il divario tra i due è di soli 31 punti con ancora 100 da assegnare. Ottimo quarto posto per Chaz Davis, molto regolare e in grado di raccogliere buoni risultati quando si presenta l’occasione. Quinto posto per un grande Johnny Rea, autore di due belle gare in rimonta, dopo prove piuttosto difficoltose, in volata su Laverty, su Suzuki. Baz chiude un week end disastroso con un settimo posto, davanti a Leon Haslam.

Ora con quattro manche ancora da correre, il titolo resta in bilico tra due piloti, Tom Sykes (352 punti) e Sylvain Guintoli (321 punti). Fino a poche gare fa, per la verità, l’inglese del team Kawasaki sembrava saldamente al comando ma qualche battuta d’arresto di troppo ha rimesso in corsa il rivale francese che dal canto suo può tranquillamente recriminare per due occasioni buttate alle ortiche: la caduta in gara 2 ad Assen, sotto la pioggia, regalando il successo a Rea e l’erroraccio di Portimao. Senza questi errori, il distacco sarebbe stato sicuramente inferiore. Ora però, potrà puntare a rifarsi nella gara di casa. Sykes ora deve tirare fuori il colpo da campione, che gli permetta di chiudere senza problemi questo mondiale, evitando una clamorosa beffa. Con i risultati delle due manche di Jerez, escono dai discorsi mondiali (non aritmeticamente) Loris Baz, Jonathan Rea e Marco Melandri. Al terzo posto in classifica c’è Jonathan Rea a 285: paga purtroppo la discontinuità nel corso del campionato. Johnny ha mostrato la consueta classe ed una ritrovata condizione fisica, dopo i tanti infortuni che negli anni precedenti hanno frenato le sue prestazioni. Il vero problema è stata la Honda, competitiva solamente ad inizio campionato e poi naufragata clamorosamente nel corso della stagione. In quarta posizione a 267 punti c’è Marco Melandri. Per lui i grandi rimpianti sono l’avvio stentato di campionato, con tante gare opache e disastrose, e la collisione causata da Guintoli in Portogallo, che lo ha definitivamente tolto di scena. In quinta piazza c’è Loris Baz. Il ragazzo francese ha talento ed ha fatto vedere una prima parte di stagione eccezionale ma è poi crollato nella seconda fase, non riuscendo più a ripetere con continuità i risultati dell’inizio. Per loro, il distacco è decisamente difficile da colmare ma probabilmente saranno l’ago della bilancia di questo mondiale, sempre più tirato ed incerto.

1 commento:

  1. CRONACA DELLE GARE PRECISA, LESSICO AMPIO. NON E' FACILE IN POCHE RIGHE DESCRIVERE LA DINAMICA DI DUE GARE.
    SEMPRE IMPECCABILE ! ! ! !
    COMPLIMENTI

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