JUVENTUS
BUFFON: 6. Continuano le serate tranquille di Gigi, che in 93 minuti subisce un solo tiro da distanza considerevole.
OGBONNA: 6 e mezzo. Netto miglioramento rispetto a quanto visto l'anno scorso, sia in termini di sicurezza che di intesa coi compagni. Sfiora persino il gol su calcio piazzato di Giovinco.
BONUCCI: 6. Là dietro è calma piatta, si fa notare solo con i suoi consueti lanci lunghi.
CHIELLINI: 6,5. Dietro la situazione è monotona, quindi si fa notare con qualche imbucata in avanti. Puntuale comunque nelle chiusure.
LICHTSTEINER: 7. Sulla destra è il solito treno, macinando senza problemi la retroguardia avversaria. Sfiora il gol poco prima dell'intervallo, lo trova prima del termine della partita. (Dall'87' PEPE: s.v.).
VIDAL: 7,5. Grande ritorno per l'uomo simbolo bianconero, che lascia subito il segno con una bella doppietta. Non è ancora al massimo della forma, e la sua intensità ne risente, ma per stasera va benissimo così. (Dall'80' PADOIN: 6. Fa panchina senza lamentarsi, entra per 10 minuti e sforna un assist: un onestissimo gregario).
MARCHISIO: 7. Migliora sempre più nel ruolo di regista. Pirlo è di un altro pianeta, certo, ma avercene di centrocampisti come il Principino.
PEREYRA: 7. Altra partita più che positiva per il "vice Vidal": ci mette grinta, tecnica e sacrificio, procurandosi un paio di punizioni interessanti e il rigore del vantaggio. Ottimo acquisto per la squadra di Allegri.
EVRA: 6. Può fare nettamente meglio e lo sappiamo: buone incursioni sulla sinistra, ma il rapporto coi compagni è da migliorare.
GIOVINCO: 7,5. Il migliore dei suoi, stasera non fa rimpiangere Tevez: corre, lotta, si inserisce di continuo e cerca spesso il gol, non trovandolo per pura sfortuna. Tutto un altro giocatore rispetto a quanto visto negli anni precedenti.
LLORENTE: 6. Ok, il gol non arriva, ma il suo lavoro di sponda e sacrificio è sempre fondamentale. (Dal 68' MORATA: 5,5. Entra e mette subito grinta e voglia di fare, ma è anche egoista. Sbaglia clamorosamente un tiro a pochi passi dalla porta: la condizione è giusta, la mentalità no).
ALLEGRI: 7. Le statistiche allontanano sempre di più i dubbi dei tifosi al suo arrivo, azzeccando anche il turnover infrasettimanale. È sempre troppo presto per giudicare in toto il suo lavoro, ma almeno il clima apocalittico con cui era stato accolto a Torino è ormai lontano.
CESENA
LEALI: 6. Ok, prende 3 gol, ma quanti altri ne evita? Chiude in faccia la porta a Giovinco e tenta di salvare il salvabile.
KRAJNC: 5,5. Si fa notare per un paio di chiusure interessanti, come quella su Lichtsteiner al termine del primo tempo, ma nulla può contro un assedio durato 93 minuti.
LUCCHINI: 5,5. Si trova davanti Llorente, difficile da marcare per via del fisico, ma fa quel che può.
CAPELLI: 6. Frena spesso Evra e Giovinco, ricorrendo anche alle maniere forti e rimediando un giallo.
PERICO: 5,5. Prova a frenare il più possibile Evra sulla fascia, con risultati altalenanti, ma le (poche) volte in cui il Cesena deve spingere sparisce. (Dal 56' CARBONERO: 5. Buttato in campo per tentare di dare più spinta al Cesena: inutile dire che fallisce).
GIORGI: 5,5. Trattenere i centrocampisti bianconeri è sempre un compito ingrato. (Dal 78' NICA: s.v.).
CASCIONE: 5. Graziato una volta per un tocco di mano sospetto in area, alla seconda (anche se meno evidente) Vidal dal dischetto la fa pagare a lui e a tutta la squadra.
MAZZOTTA: 5. Dovrebbe frenare gli assalti bianconeri sulla sinistra, finendo per essere costantemente travolto da Lichtsteiner. Rimane negli spogliatoi all'intervallo. (Dal 46' COPPOLA: 5. La differenza di rendimento con Mazzotta è minima).
RENZETTI: 5. Anche lui posto di guardia per frenare Lichtsteiner: per tutta risposta lo svizzero lo buca nel finale in occasione del 3 a 0.
DEFREL: 4. Il Cesena poteva tranquillamente giocare in 10, visto che non vede mezzo pallone. Ok che le occasioni di attacco sono minime, ma i suoi compagni si sono almeno impegnati.
MARILUNGO: 6. A differenza del suo compagno di reparto almeno ci prova, facendo anche l'unico tiro del Cesena di tutta la partita: peccato fosse da oltre 30 metri...
BISOLI: 5 e mezzo. Tre anni fa fu il primo a fermare l'armata di Conte in casa. Stasera, con praticamente l'intera squadra in difesa, ha tentato qualcosa di simile. Palese la sua impossibilità di tornare in partita già dopo il primo gol.
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