
Lewis Hamilton, vincitore a Singapore e nuovo leader del mondiale
Forse Ron Howard, regista del film "Rush", ispirato dalla rivalità tra Niki Lauda e James Hunt, avrà preso appunti per un eventuale bis, stavolta riprendendo il mondiale 2014, con la sfida tra Nico Rosberg e Lewis Hamilton, sempre più all'insegna dell'incertezza e della spettacolarità. Ed a Singapore, si è assistito all'ennesimo ribaltone dell'anno. Il primo colpo di scena della giornata, nonché anche quello principale, è avvenuto prima della gara: Rosberg ha accusato problemi di elettronica alla vettura, a cui gli ingegneri non hanno saputo trovare un efficiente rimedio. Si è tentato ugualmente di farlo partire dalla prima fila ma, nel momento di iniziare il giro di allineamento, Rosberg ha lamentato di nuovo problemi al volante, che regola i vari assetti. Dunque niente prima fila ma partenza dalla pit lane. A completare la domenica nerissima di Nico ci ha pensato la Mercedes, col cambio che creava problemi nell'inserimento delle marce, appiedandolo definitivamente al giro numero 14, momento in cui è rientrato per il pit stop. Un durissimo colpo per Rosberg, in un periodo in cui nulla sembra più girargli a favore: i fischi dei tifosi per il contatto di Spa con Hamilton, la squadra che sembra avergli voltato le spalle ed ora il ritiro che lo costringe all'inseguimento nel mondiale.

Il momento della resa di Nico Rosberg.
Inseguimento per Rosberg perché Lewis Hamilton ha sfruttato alla grande il jolly, che la fortuna gli ha concesso. Partenza perfetta per il britannico che fin da subito si è messo davanti ad imporre il ritmo, mentre Alonso infilava le due Red Bull, tagliando però la prima variante e cedendo la seconda piazza a Sebastian Vettel. Il tedesco oggi è apparso decisamente più in palla del solito e, per la prima parte di gara, ha dato l'impressione di contenere il distacco dal leader. Invece dietro di loro non è mancata la lotta per il terzo posto tra Alonso, Ricciardo e Raikkonen, per una volta in grande spolvero, davanti alla Williams di Massa, a Button, Bottas e a Magnussen. Poi Alonso ha iniziato ad aumentare il ritmo, portandosi a ridosso di Vettel. La svolta è arrivata verso metà gara: Alonso è rientrato per il pit stop al venticinquesimo giro, tentando di strappare la seconda piazza a Vettel (rientrato al giro successivo ed imitato nelle tornate successive da Hamilton e Ricciardo), ma proprio quando avrebbe potuto sfruttare la strategia è entrata la safety car, per permettere ai commissari di ripulire la pista dai detriti lasciati dalla Force India di Perez, danneggiata in un contatto con Sutil. Il rallentamento del ritmo ha penalizzato la Ferrari, che così ha tentato di cambiare strategia richiamando Alonso ai box al trentaduesimo giro. Al trentasettesimo passaggio è rientrata la safety car e Hamilton è tornato ad imporre il suo ritmo, davanti a Vettel, Ricciardo ed Alonso. A nove tornate dalla fine, il leader è rientrato ai box. Rientro davanti a Ricciardo ma dietro a Vettel. Per due giri il box di Rosberg tifa per il connazionale sperando che possa evitare il sorpasso in classifica. Ma Hamilton è scatenato ed alla fine riesce a passare e a staccare Vettel. Da dietro, preso atto della crisi di gomme del tedesco, è partita la rimonta di Ricciardo e di Alonso. Vettel però ha mostrato il suo valore e ha tenuto botta agli attacchi portati dal compagno rivale. Alla fine Lewis Hamilton si è preso tutto, pole position, gara e leadership in campionato. Secondo un sontuoso Seb Vettel, davanti al giovane rampante Dani Ricciardo e ad un comunque grandissimo Fernando Alonso. Quinto Felipe Massa, autore di una gara regolare, senza errori, ottenendo un ottimo risultato. Dietro si è scatenata una bagarre incredibile, piena di colpi di scena e di emozioni. Protagonisti Vergne, su Toro Rosso, Kimi Raikkonen, Nico Hulkenberg e Sergio Perez, su Force India, Valtteri Bottas, su Williams e le due McLaren di Button (poi out per un problema tecnico) e Magnussen (molto combattivo anche se ancora acerbo). Alla fine Vergne ha chiuso davanti a questo gruppo, grazie ad una serie di grandissimi sorpassi. Settimo Perez, comunque autore di una grande rimonta; ottavo Raikkonen, a conferma di un feeling mai nato con la Ferrari 2014; a punti anche Hulkenberg e Magnussen, beffando un Bottas entrato in crisi nel finale.

Jean-Eric Vergne, su Toro Rosso, protagonista della gara di Singapore
Ora con questo risultato la Ferrari riesce a recuperare terreno alla Williams. Magra soddisfazione mentre la Red Bull tiene aperto il mondiale grazie alle disavventure della Mercedes di Rosberg. Adesso si entra in una fase decisiva del campionato, non è più ammesso commettere errori. Hamilton è riuscito nella rimonta ma Rosberg ora avrà meno pressione da gestire e tanta rabbia da smaltire. Ricciardo vorrà continuare a stupire, mentre la lotta per la terza piazza del mondiale costruttori animerà Williams e Ferrari. Prossima tappa a Suzuka, teatro di grandi battaglie della Formula 1 nel passato. Non poteva forse esserci uno scenario migliore per iniziare la volata finale più incerta degli ultimi anni.

La partenza del Gran Premio nello scenario suggestivo di Singapore
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