lunedì 22 dicembre 2014

La presa del Fortunati

Natale amaro quello in casa del Pavia, che in una sola sera vede sfumare la possibilità di chiudere il 2014 in vetta al girone A e la propria imbattibilità casalinga: il Como infatti mette sotto assedio lo stadio Fortunati, battendo un Pavia decimato dalle assenze. Risultato giusto per quanto visto in campo: i padroni di casa, infatti, dopo un primo tempo impalpabile, nel secondo crescono e dominano metà della ripresa, ma non basta ad arginare Ganz e compagni.
Gli Azzurri escono comunque tra gli applausi del pubblico, orgoglioso di questa prima parte di stagione e che ha riempito gli spalti nonostante la temperatura rigida e la fitta nebbia.

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Gli Azzurri omaggiati dal pubblico, nonostante la prima sconfitta in casa.
Fin da subito si capisce che il Como non ha timori reverenziali nei confronti di una squadra intoccabile in casa: in appena 3 minuti, infatti, son ben quattro i calci d'angolo calciati dagli avversari, pericolosi sulla fascia destra con Casoli e che chiudono il Pavia nella propria metà campo; di contro, i padroni di casa esprimono un gioco lento, macchinoso e con troppi retropassaggi. I tentativi di forcing sono dovuti soltanto a Pederzoli, oggi con la fascia di capitano, e al solito Cesarini, che fa impazzire la difesa comasca e arriva più volte al tiro: gli ospiti tuttavia coprono bene e le loro ripartenze fanno soffrire gli Azzurri.

Dopo un cambio obbligato al 14' per Maspero, costretto a far uscire l'infortunato Ghiringhelli per Cardin, il Pavia trova la prima vera occasione da rete: Cesarini innesca con un filtrante Cogliati, il cui tiro, ribattuto da Falcone, finisce sui piedi di Corvesi; il centrocampista potrebbe insaccare a porta vuota, ma viene murato dalla difesa.

Nonostante il Como continui a fare la partita, il Pavia lentamente inizia ad uscire: al 22' una deliziosa punizione di Pederzoli per poco non viene deviata in rete, e di nuovo Corvesi, 10 minuti dopo, manca l'appuntamento con il gol su assist di Cogliati.
Gli ospiti, fiutato il pericolo, ritornano a pressare, sfiorando due volte la rete nel giro di un minuto con Le Noci.

La ripresa inizia di segno opposto, con subito il Pavia che si rende pericoloso grazie al Mago, che in 2 minuti sfiora due volte la rete, prima con un rasoterra dal limite, poi con un cucchiaio di poco alto. Subito dopo sarà Falconieri a far tremare gli avversari, sfiorando di testa un perfetto cross dalla destra di Cardin.

Nonostante il Como resti pericolosissimo nelle ripartenze, ora è il Pavia a stringere d'assedio gli avversari: al 56' è ancora Pederzoli a seminare panico, facendo piovere in area una punizione perfetta, deviata però sul palo, mentre al 62' Cesarini parte da centrocampo, fa tutto da solo e solo la parata di Falcone gli nega la gioia del gol.

Proprio ora, nel momento migliore degli Azzurri, il Como colpisce: al 73', da calcio d'angolo, il neo entrato Ganz insacca alle spalle di Facchin il suo sesto gol stagionale.
Il Pavia non ci sta e nemmeno 3 minuti dopo agguanta il pareggio: tutto scaturisce da una punizione fotocopia di quella al 56', con differenza che stavolta Cesarini non si lascia sfuggire l'occasione, siglando la quinta rete con la maglia Azzurra.

La partita diventa più nervosa ora, con entrambe le squadre che cercano il gol vittoria, e all'85' eccolo che arriva: nasce tutto da una bella azione di Cogliati, che giostra il pallone al limite dell'area avversario. L'11 pavese tuttavia non la passa e perde palla: da cui Ganz innesca un micidiale contropiede, servendo poi per Defendi che, al centro dell'area, tira una gran botta che rimbalza sulla traversa prima di entrare in rete.

Il nuovo svantaggio sembra tagliare le gambe al Pavia, che all'88' rimane in 10 per l'espulsione diretta di Abbate.
Il 2014 si chiude quindi con un Pavia che fallisce l'aggancio della vetta e rimane fermo al terzo posto del girone A.


IL MIGLIORE:
nel Pavia c'è solo un giocatore che ha trascinato la squadra dal primo al 90', non arrendendosi nemmeno all'inferiorità numerica, ed è il Mago Cesarini, non a caso visionato da più di una società (anche di Serie B). Nel Como invece micidiale l'impatto di Ganz, che appena entrato sblocca la partita e che orchestra il contropiede del definitivo 2-1.


IL TABELLINO

- PAVIA (4-3-1-2):
Facchin; Ghiringhelli (dal 14' Cardin), Abbate, Malomo, Sereni; Rosso, Pederzoli, Corvesi; Cesarini; Cogliati, Falconieri (dal 68' Soncin). Allenatore: Riccardo Maspero.

- COMO (3-5-2): Falcone; Ambrosini, Giosa, Lebran; Casoli, Fietta, Ardito, Scapuzzi (dal 61' Ganz), Fautario; Le Noci, Defendi (dall'88' De Sousa). Allenatore: Giovanni Colella.

ARBITRO: Claudio Lanza.

GOL: Ganz 73' (C), Cesarini 76' (P), Defendi 85' (C).

AMMONITI: Ardito 20' (C), Rosso 27' (P), Sereni 66' (P), Fietta 78' (C), Fautario 82' (C).

ESPULSI: Abbate 88' (P).

venerdì 12 dicembre 2014

What if... Inter e Milan

Le due squadre meneghine sono in crisi ormai da un po' di anni: dopo il triplete nerazzuro del 2010 e lo scudetto milanista del 2011, i due club son lentamente, ma inesorabilmente, scomparsi dal novero delle grandi d'Italia, con i rossoneri che sono addirittura stati esclusi dalle squadre qualificate per l'Europa League.
Negli anni, le due rose si sono notevolmente abbassate di qualità, l'Inter è passata dalla gestione Moratti a quella di Erick Thohir e i cambi di allenatore in entrambe le squadre non hanno certo dato continuità al gioco e alla mentalità.
Una crisi pesante, quindi, che ad oggi sembra ancora lontana dalla fine. Ed ecco, quindi, la domanda che apre la nuova rubrica "What if...".
Immaginate che, per superare questo momento nerissimo (la mancanza di vittorie e di una rosa competitiva, problemi economici, la questione dello stadio, ecc.), i due club decidano di superare la storica rivalità che le separa e annunciassero la fusione: secondo voi

- quale sarebbe il nome del nuovo club?
- quale il colore della maglia?
- delle due rose, chi terreste a formare la nuova squadra?
- chi sarebbe il presidente? Berlusconi, Thohir o uno completamente nuovo?
- quale sarebbe la reazione dei tifosi (sempre immaginando l'annuncio come ufficiale e ormai definitivo)? Accetterebbero, anche a malincuore, sapendo che la nuova società fusa sarebbe decisamente più competitiva sul campo e sul mercato, tornando quindi tra le grandi italiane ed europee, o rimarrebbero legati all'antica rivalità?

                       

domenica 7 dicembre 2014

Pavia trionfa, Venezia affonda

Settima vittoria casalinga su otto gare disputate al Fortunati: questa l'incredibile statistica del Pavia di Maspero, che in casa ha finora sempre fatto punti. La "vittima" di questa giornata è stata l'Unione Venezia, che al contrario affronta un periodo estremamente negativo con la terza sconfitta consecutiva.
Ospiti che comunque nel secondo tempo hanno impensierito un Pavia forse troppo sicuro di sé e che ha concesso troppo, fin quando l'allarme del pareggio non ha svegliato gli Azzurri.

                                           
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Il Pavia festeggia l'ennesima vittoria casalinga al termine della partita.

La gara inizia subito sotto il segno dei padroni di casa, che impongono il loro gioco e trovano il vantaggio già al 6' minuto: Sereni si ritrova a tu per tu col portiere e non può sbagliare. La gara si sblocca immediatamente e questo dà energia agli Azzurri, che chiudono il Venezia nella sua metà campo per tutto il primo tempo: il Mago Cesarini e lo Squalo Ferretti creano scompiglio in avanti, supportati dallo stesso Sereni e dall'ex Pederzoli, e sfiorano più volte il pareggio, ma Fortunato è attento e impedisce il raddoppio.
Il primo tempo si chiude così, con i padroni di casa in pieno controllo e che forse sprecano un po' troppo.

Nella ripresa si assiste invece ad un ribaltamento di fronte, con un Venezia molto più aggressivo che mette in pesante difficoltà un Pavia troppo passivo e forse adagiato sugli allori. Gli ospiti se ne approfittano e al 60' ottengono un calcio di rigore per un brutto fallo di Ghiringhelli su Varano. Inutili le proteste dei pavesi, e Bellazzini trasforma, agguantando il momentaneo pareggio.

A questo punto Maspero corre ai ripari: esce Soncin (non bene in questa gara) ed entra il giovane Cogliati, eroe di diverse partite del Pavia. Con il pareggio e nonostante l'infortunio di Ferretti, sostituito da Romanini, i padroni di casa si risvegliano e la partita diventa ora più equilibrata.
Proprio nel suo momento migliore, il Venezia è costretto a crollare per il classico gol dell'ex: al 76', infatti, Pederzoli tira una gran botta imparabile sotto l'incrocio, regalando quindi il nuovo vantaggio e la vittoria ai suoi.

In casa sette vittorie, un pareggio, 22 gol fatti e 8 subiti: numeri da capolista per il Pavia, che continua il suo splendido Campionato e ora aspetta soltanto il Bassano.


I MIGLIORI: grande prova per il regista Pederzoli tra le file del Pavia, che trasforma in oro ogni pallone che tocca e che punisce la sua ex squadra nel suo momento migliore. Se tuttavia il Venezia rimane in gara fino alla fine, è solo grazie alla bella prova del suo portiere, Fortunato, che nel primo tempo riesce ad arginare i dilaganti Ferretti e Cesarini.


IL TABELLINO

- PAVIA (3-4-2-1):
Facchin; Malomo, Abbate, Cristini; Ghiringhelli, Rosso (dal 57' Carotti), Pederzoli, Sereni; Ferretti (dal 70' Romanini), Cesarini (dal 64' Cogliati); Soncin. Allenatore: Riccardo Maspero.

- UNIONE VENEZIA (4-3-1-2): Fortunati; Panzeri (dal 46' Cernuto), Legati, Marino, Ghosheh; Varano, Esposito (dal 77' Franchini), Zaccagni; Bellazzini; Magnaghi, Raimondi (dall'89' Siega). Allenatore: Michele Serena.

ARBITRO: Francesco Fourneau.

GOL: Sereni 6' (P), Bellazzini 62' rig. (V), Pederzoli 76' (P).

AMMONITI: Abbate 25' (P), Rosso 28' (P), Pederzoli 37' (P), Esposito 68' (V), Varano 71' (V), Legati 87' (V).

lunedì 24 novembre 2014

Un Pavia Magico cala il poker!

Inizia nel peggiore dei modi l'avventura di Marco Giampaolo sulla panchina della Cremonese, che viene travolta dalla fantastica prova di forza del Pavia, guidato da un fantastico Cesarini. Gli ospiti hanno un guizzo solo al 17', quando trovano la rete del momentaneo pareggio, ma per il resto del tempo Facchin passa un pomeriggio tutto sommato tranquillo.

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Lo splendido cucchiaio del Mago Alessandro Cesarini
Il Pavia, orfano di capitan Soncin infortunatosi durante il riscaldamento, inizia subito in modo molto aggressivo, con Cogliati e Cesarini che attaccano negli spazi e pressano bene gli avversari: ed è proprio il numero 10 che, al quinto minuto, si inventa un incredibile pallonetto che scavalca Battaiola e segna il vantaggio dei padroni di casa.

La Cremonese tenta una timida reazione, ma è ancora il Pavia a fare paura: al 10', infatti, Ferretti scappa in contropiede e fa partire un gran tiro dal limite, disinnescato in angolo dal portiere. Da questo corner ne scaturirà subito un altro, che porta gli Azzurri vicino al raddoppio, con una clamorosa traversa su un colpo di testa all'interno della mischia in area.

Dopo questo doppio brivido, la Cremonese sembra volersi riscattare, con una clamorosa tripla occasione al 12': su un tiro ravvicinato, ma debole, Facchin non trattiene; parte quindi una seconda botta, stavolta murata dalla difesa, e infine il pallone viene sparato a lato della porta.
È solo il preludio al gol del pareggio: al 17', Di Francesco scappa a Sabato (l'unico vero insufficiente nel Pavia) e insacca.

La partita si fa tesa, sia in campo che sugli spalti: è questo il miglior momento per gli ospiti, che riacquistano un po' di fiducia, senza però rendersi mai troppo pericolosi. La difesa Azzurra, infatti, fa bene la guardia e il trio Cesarini-Ferretti-Cogliati guida le incursioni nella metà campo avversaria.
Il Pavia riprende il controllo, e prima dell'intervallo segna altre due reti nel giro di dieci minuti, entrambi da calcio d'angolo: la prima segnata da Ferretti al 33', che in area si ritrova la palla tra i piedi, e la seconda al 41' da Cogliati da posizione defilata, sempre di piede.
Tra i due gol, la Cremonese fa comunque tremare il palo di Facchin, con un tiro di Favalli al 38'.

La ripresa si riapre subito con una stupenda azione personale di Cogliati, che al primo minuto scappa con un numero sulla fascia di destra ed entra in area, dove viene infine fermato.
Il Pavia sembra voler gestire il vantaggio, passando ad una tattica più difensiva ed affidandosi ai lanci lunghi per far ripartire Ferretti.

Al 63', poi, l'incontro si chiude: Battaiola è costretto a chiudere fallosamente su Cogliati, che era sfuggito alla difesa della Cremonese. Rigore ed espulsione del portiere: entra quindi il secondo, Galli, che tuttavia nulla può sul tiro di Pederzoli che cala il poker.
Non succede praticamente più nulla, con una Cremonese che tenta qualche disperato assalto, senza però mai giungere da Facchin.

Vittoria importante per il Pavia, che ora gestisce la testa della classifica, in attesa del Bassano Virtus, del Como e dell'Alessandria.

IL MIGLIORE: nel Pavia brilla tutto l'attacco, ma è il Mago Cesarini che muove le fila dell'intera squadra, aprendo la partita con un gol magnifico, fuggendo puntualmente agli avversari e disegnando assist. Impossibile invece decidere il migliore nella Cremonese, vista l'inferiorità mostrata in campo.


IL TABELLINO

- PAVIA (4-3-1-2):
Facchin; Ghiringhelli, Abbate, Cristini, Sabato; Corvesi (dal 61' Cardin), Pederzoli, Carotti; Cesarini (dal 72' Carraro); Cogliati (dal 66' Romanini), Ferretti. Allenatore: Riccardo Maspero.

- CREMONESE
(4-3-3): Battaiola; Palomeque, Giorgi, Bassoli, Favalli; A. Marchi, Jadid, Palermo; Di Francesco (dal 64' Galli), Brighenti (dal 60' Manaj), Kirilov (dal 69' M. Marchi). Allenatore: Marco Giampaolo.

ARBITRO: Luigi Rossi.

GOL: Cesarini 5' (P), Di Francesco 17' (C), Ferretti 33' (P), Cogliati 41' (P), Pederzoli 65' rig. (P).

AMMONITI: Sabato 24' (P), Jadid 31' (C), Cesarini 46' (P), Romanini 71' (P), Pederzoli 82' (P).

ESPULSI: Battaiola 63' (C).

lunedì 17 novembre 2014

Sempre più Fortunati!

Continua la striscia di imbattibilità del Pavia in casa, dove oggi ha battuto la Giana Erminio per 3 a 0. Risultato comunque che non rispecchia quanto visto in campo: gli Azzurri iniziano a carburare solo alla metà del secondo tempo, dopo aver subito per oltre un'ora il gioco e il pressing degli ospiti.
Prima del fischio d'inizio, i padroni di casa si presentano in campo con una maglietta in onore di Elena Maria Madama, il consigliere comunale di Pavia investita mercoledì sera da dei ladri e che lotta tra la vita e la morte.
                                      
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La maglia in onore di Elena Maria Madama indossata dai giocatori del Pavia
Fin da subito la Giana inizia ad imporre ai padroni di casa il proprio dominio, sfruttando molto il gioco sulle fasce e i cross al centro. Già al terzo minuto c'è la prima occasione, con un gran tiro al volo di Pinto su cross di Perico, bloccato da un bell'intervento di Facchin (premiato oggi per la sua centesima partita con la maglia pavese).
Al 5' il Pavia chiede un rigore per una spinta evidente in area su schema da punizione, ma è uno dei pochi guizzi degli Azzurri nel primo tempo: gli ospiti infatti giocano in modo aggressivo, saltando più volte la difesa a 3 di Maspero e arrivando spesso in area di rigore. Di contro, il gioco del Pavia è molto lento, macchinoso e con troppi retropassaggi che rallentano le poche occasioni offerte dagli avversari.

La Giana fa e disfa il tutto: al 21', infatti, Perico, pressato da Soncin, effettua un retropassaggio di testa che però scavalca l'uscente Sanchez e regala il vantaggio ad un impalpabile Pavia.
Pronta la reazione della Giana, che un minuto dopo cerca il pareggio con un tiro di Pinto da dentro l'area, parato da Facchin.

Il Pavia resta quasi sempre nella sua metà campo, facendosi vedere in avanti solo nel recupero, con Ferretti che dribbla bene i difensori sulla fascia e crossa a centro area per Soncin, che però non aggancia. Intanto i due allenatori sono costretti ai cambi per due infortuni: fuori quindi Ghiringhelli per Cardin e Crotti per Montesano.

Il secondo tempo si apre con un altro cambio per gli Azzurri, con Sabato al posto di Sereni e il ritorno quindi della difesa a 4.
Il Pavia sembra scendere in campo più sicuro di sé, ma l'inizio della ripresa è sempre sotto il segno della Giana, che non trova il gol solo a causa di un Facchin in stato di grazia, che in due minuti fa altrettanti miracoli: il primo al 53' , su una pericolosa deviazione su schema da calcio d'angolo; e poi al 55' la vera paratona, con prima una respinta su un tiro potente e poi la parata decisiva sul tap-in di Crotti.

Lentamente però il Pavia sale di ritmo, soprattutto con le incursioni Soncin e Cesarini: proprio quest'ultimo, al 69', servirà Ferretti che, tutto solo davanti al portiere, insacca con un gran tiro nel sette.
È questa l'azione che ribalta completamente la partita, con una Giana che sembra non averne più e un Pavia che riacquista fiducia: al 76' Soncin sfiora la gloria personale, calciando da fermo dal limite, trovando un palo clamoroso a dirgli di no, mentre 5 minuti dopo il neo-entrato Cogliati, dopo aver messo a sedere la difesa avversaria, sigla il definitivo 3 a 0.
Proprio di Cogliati l'ultima azione significativa del match, quando sfiora la doppietta in pieno recupero.

Pavia quindi che trionfa, ma che non merita per quanto visto in campo.

IL MIGLIORE: nel Pavia il migliore è senza ombra di dubbio Facchin, l'unico a tenere a galla la squadra nella prima brutta ora di gioco. Nella Giana bene tutto il centrocampo, con menzione particolare per Marotta e Solerio, devastanti sulle fasce.


IL TABELLINO

- PAVIA (3-4-2-1):
Facchin; Cristini, Abbate, Malomo; Ghiringhelli (dal 36' Cardin), Pederzoli, Rosso, Sereni (dal 46' Sabato); Cesarini, Ferretti (dal 77' Cogliati); Soncin. Allenatore: Riccardo Maspero.

- GIANA ERMINIO (4-5-1):
Sanchez; Perico, Bonalumi, Montesano (dal 42' Crotti), Augello; Rossini (dal 76' Sarao), Biraghi, Marotta, Pinto (dal 77' Recino), Solerio; Perna. Allenatore: Cesare Albè.

ARBITRO: Andrea Capone.

GOL: Perico 22' aut. (G), Ferretti 69' (P), Cogliati 82' (P).

AMMONITI: Ferretti 26' (P), Rosso 35' (P), Bonalumi 52' (G), Pederzoli 63' (P), Facchin 74' (P), Recino 87' (G), Perna 90' (G).

martedì 11 novembre 2014

La Torres ferma il Pavia

Prima vittoria mancata in casa per il Pavia di Maspero, che raccoglie un solo punto contro un'ottima Torres, in grado di mettere fin da subito in difficoltà i padroni di casa, segnando dal dischetto. Pavia poi che pareggia i conti con il gol dell'ex Pederzoli.

La gara inizia in salita per gli Azzurri, che al 6' minuto si ritrovano già sotto a causa del rigore provocato dall'intervento su Foglia: sul dischetto va Infantino, che non sbaglia e regala il vantaggio ai suoi.
Il Pavia, costretto fin da subito ad inseguire, inizia a farsi pericoloso, e all'11' sviluppa la prima azione significativa: sullo sviluppo di un calcio d'angolo Soncin viene servito da un grande Cesarini, insaccando alle spalle di Testa, ma la rete viene annullata per la posizione di fuorigioco del Cobra.

Il pressing pavese aumenta sempre più, alla ricerca del pari, trovando un clamoroso palo su colpo di testa di Ghiringhelli, ma la Torres quando riparte in contropiede fa paura: al 26' Biasi (tra i peggiori dei suoi) pasticcia e Maiorino fa partire un gran tiro, che Facchin respinge in angolo con una grandissima parata. Tre minuti più tardi Testa pareggia i conti, sfoderando una parata fenomenale su una rovesciata di Cesarini, e un'altra al 34' su una gran bordata da fuori area, mentre Ferretti al 45' sbaglia clamorosamente a porta praticamente vuota, dopo una respinta di Testa su Soncin.
Ma i tempi sono ormai maturi per il gol del Pavia, che arriva in pieno recupero: da una punizione al limite dell'area, l'ex Torres (ed ex Juventus) Pederzoli sfodera un gran tiro sopra la barriera, battendo anche il portiere. Le squadre vanno a riposo sul risultato di 1-1, con il Pavia che ora sembra crederci.


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Il gol su punizione di Pederzoli

Nel secondo tempo succede poco: il gioco si riapre con una Torres più arrebbante, che già al 47' sfiora il gol, anche stavolta su punizione. Facchin vola e disinnesca il tiro di Maiorino.
Questo pericolo funge da campanello d'allarme per i padroni di casa, che cercano il vantaggio soprattutto attraverso le giocate di Cesarini: al 57' sfodera un gran tiro dal limite, di poco fuori.
La partita si svolge ora soprattutto a centrocampo, con un grande equilibrio la tre le due squadre e diversi interventi scorbutici. I cambi non sbloccano la partita, e le due occasioni più importanti arrivano solo a tempo praticamente scaduto: al 45' Cogliati spreca a porta praticamente vuota, mentre al 47' Aya, da solo in area, sfodera un tiro da posizione defilata, sfiorando il palo e la beffa per il Pavia.
Si chiude quindi una partita equilibrata, con una Torres che affronta a testa alta i padroni di casa, strappando un punto preziosissimo in uno stadio difficile come il Fortunati.


IL MIGLIORE: o meglio, i migliori. Per il Pavia sono sicuramente da premiare Pederzoli, che ha svolto una gran gara a centrocampo e ha trovato il pareggio su punizione, e un sempre pericoloso Cesarini. Per la Torres invece grande Testa, che si supera più di una volta, soprattutto nel primo tempo.


IL TABELLINO

- PAVIA (4-3-1-2):
Facchin; Ghiringhelli, Abbate, Biasi, Cardin; Rosso (dal 71' Falconieri), Pederzoli, Carraro; Cesarini; Soncin, Ferretti (dal 62' Cogliati). Allenatore: Riccardo Maspero.

- TORRES (4-2-3-1): Testa; Aya, Marchetti, Migliaccio, Imparato; Pizza, Giuffrida; Foglia, Baraye (dal 76' Balistreri), Maiorino (dall'86' Pizzutelli); Infantino (dal 92' Funari). Allenatore: Francesco Costantino.

ARBITRO: Alessandro Caso.

GOL: Infantino 5' rig. (T), Pederzoli 46' (P).

AMMONITI: Imparato 35' (T), Infantino 46' (T), Giuffrida 63' (T), Pizza 7' (T).

martedì 28 ottobre 2014

MotoGp Sepang: Sandokan Marquez

 
 
Il padrone è tornato. Marc Marquez si traveste da Sandokan e travolge tutti gli avversari, riprendendo la sua personale marcia verso record fantascientifici ed interrompendo un digiuno lungo più di un mese. Non è stata una passeggiata. Le mutevoli condizioni climatiche hanno cambiato ripetutamente le carte in tavola. In prova si è passati dal caldo terribile di questo periodo al diluvio, capace di inondare la pista, rendendola impraticabile. Il favorito sulla carta e considerando il passo messo in mostra nelle prove era Dani Pedrosa, atteso ad un pronto riscatto dopo la sfortunata trasferta australiana. Jorge Lorenzo, come sempre, ben figurava nelle prove, mentre Valentino Rossi ha fatto fatica a trovare il giusto set up. La pole position con relativo record della pista, però, è andata al solito Marc Marquez, alla tredicesima partenza dalla prima posizione in questa stagione (manco a dirlo, un altro record).
 
La gara è stata combattuta fin dall'inizio, con i quattro fenomeni (Marquez, Pedrosa, Rossi e Lorenzo) a darsi battaglia. Il campione del mondo ha steccato la partenza, finendo imbottigliato anche a causa di un contatto con Lorenzo. Il maiorchino ha preso subito il comando, davanti a Pedrosa e Rossi. Marquez comunque non ha perso tempo e si è portato immediatamente in seconda posizione. Ecco il primo colpo di scena: Pedrosa ha gettato via una gara iniziata molto bene e con un ottimo passo, per una scivolata causata dalla perdita di anteriore. Gara in salita, anche se Dani non si è arreso ed ha ripreso a spingere forte, rimontando fino all'undicesima posizione. Poi un altro errore ed il ritiro, sempre alla stessa maniera. Sicuramente è stata una giornata storta per Pedrosa anche se questo zero lo condanna ad una quarta posizione inimmaginabile ad agosto, quando interrompeva il dominio di Marquez a Brno. Da lì, dal 17 agosto, è stato solo un lungo declino, senza più grandi guizzi, rassegnato e travolto dal confronto con il compagno di squadra. Dispiace perché Dani ci ha abituato a ben altro. Questa stagione è sicuramente tra le più negative della sua carriera e soprattutto getta ombre preoccupanti sulla sua competitività nel prossimo anno.
 
La gara è proseguita con Lorenzo in testa, braccato da vicinissimo da Rossi e Marquez, fino a metà gara, quando il maiorchino della Yamaha è stato costretto a cedere il passo ai due fenomeni scatenati. Jorge ha ammesso dopo la gara di non aver azzeccato la giusta preparazione in vista alla faticosa trasferta in Indonesia. Un passo indietro rispetto alle ultime prove. E forse un segnale di debolezza: Lorenzo è sempre stato famoso per la cura maniacale dei dettagli, tra i quali l'assetto della moto e la preparazione fisica. Stupisce quindi che abbia sottovalutato così la gara più faticosa dell'anno, per le temperature altissime. E fa ancora più scalpore che si sia presentato al via in condizioni fisiche non idonee per potersi giocare un campionate così difficile. Evidentemente la perdita del titolo dell'anno scorso ha lasciato qualche piccolo segno nelle certezze di Jorge, minandole almeno sensibilmente. Forse semplicemente questo è un anno storto. Sicuramente anche per lui questo 2014 dovrà essere archiviato rapidamente.
 
La gara è proseguita con il duello tra Rossi e Marquez. Il campione del mondo ha messo subito pressione al Dottore di Tavullia, costringendolo ad arrivare lungo all'ultima curva ed infilandolo. Da lì è stato un lungo testa a testa tra loro due, il bambino prodigio ed il vecchio campione, l'allievo ed il maestro. Uno nella scia dell'altro, a fotocopia, in una guerra di nervi e provocazioni, con continue frenate al limite. Alla fine, a tre giri dalla conclusione, Marc ha spiccato il volo, staccando il rivale e siglando tra l'altro il giro più veloce. Per Rossi però la soddisfazione è stata davvero grande. A 35 anni, Valentino sta mostrando di essere ancora in grado di giocarsi le gare contro ragazzi molto più giovani di lui, in barba a chi lo dava per bollito. Invece Rossi c'è. Senz'altro le crisi di Lorenzo e Pedrosa lo hanno agevolato nella rincorsa al secondo posto in classifica (primo degli umani, visto questo Marquez). Ma va anche detto che il salto di qualità rispetto all'anno scorso c'è stato eccome. Se solo non ci fosse quel piccolo marziano...
 
Marquez ha ripreso la via della vittoria dopo un periodo particolare fatto di errori e di sfortunati azzardi. Stavolta non ha sbagliato. Una vittoria che sa di liberazione e di record: eguagliato il leggendario Mick Doohan, campionissimo degli anni '90, capace di conquistare 12 successi in una sola stagione, in sella alla Honda, proprio come il giovane alfiere spagnolo. Questo successo forse è stato ancora più importante perché Marc ha saputo rialzarsi dopo gli errori ed è riuscito in due cose non da poco: costringere all'errore uno come Rossi e resistere alla sua proverbiale pressione (che ha fatto molte vittime, come Biaggi e Stoner). Questo dà ancora più risalto all'ennesima impresa del nuovo cannibale delle due ruote.
 
 
 
 
Per la Ducati è stata una gara negativa, con Crutchlow costretto al ritiro per un problema meccanico e Dovizioso solo ottavo al traguardo, dopo aver trascorso tre quarti di gara a ridosso del podio, rallentato da un altro inconveniente tecnico. L'unico a sorridere è stato Hernandez, con la Ducati satellite, capace di chiudere settimo, proprio davanti al forlivese. Una grande gioia per un ragazzo spesso in ombra (non sempre per colpa sua). Ottime le gare di Stefan Bradl e Bradley Smith, quarti e quinti, in gran rimonta. Ma l'eroe di giornata è Pol Espargarò. Il minore dei due fratelli era incappato in un terribile volo prima delle qualifiche, rompendosi un piede (oltre a numerosi lividi ed escoriazioni in tutto il corpo). Nonostante tutto ha deciso di prendere parte ugualmente al Gran Premio, stupendo per la determinazione e la grinta. Ha corso pieno di antidolorifici ed il risultato è stato eccellente: sesto al traguardo, nonostante il dolore ed il caldo atroce. Il paddock lo ha applaudito al rientro e giustamente perché Pol stavolta ha tirato fuori dal cilindro un numero da vero campione.

venerdì 24 ottobre 2014

Settimana europea da dimenticare, la Serie A non fa più paura a nessuno

Si parla ormai da diverso tempo della crisi che sta colpendo il nostro calcio e che ci sta distanziando sempre più dalle grandi inglesi, spagnole e tedesche. La settimana europea appena finita è forse la prova definitiva: prima le due umilianti (per motivi diversi) sconfitte in Champions subite da Roma e Juventus, poi la pessima figura in Europa League fatta dal Napoli e, in parte, dall'Inter contro gli svizzeri e i francesi. Solo Fiorentina e Torino resistono e portano avanti il nome di quello che una volta era il miglior Campionato del mondo.


ROMA - BAYERN MONACO 1 - 7 (9' Robben (B), 23' Goetze (B), 25' Lewandowski (B), 30' Robben (B), 35' rig. Mueller (B), 65' Gervinho (R), 77' Ribery (B), 79' Shaqiri (B))

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Florenzi incredulo dopo l'ennesimo gol del Bayern

Inizia malissimo la settimana, con una pesantissima sconfitta subita in casa dalla Roma contro il Bayern di Pep Guardiola (la peggior sconfitta interna subita da un'italiana in una gara di coppa europea): la Roma sembra iniziare bene, con le solite incursioni di Gervinho nell'area avversaria, ma è solo un guizzo che dà false speranze ai tifosi di casa. In soli 35 minuti, infatti, la Roma è già sotto di ben 5 gol, in completa balia dell'avversario per tutto il primo tempo. Nella ripresa il Bayern sembra voler rallentare e la Roma segna almeno il gol della bandiera, ma viene umiliata nuovamente dai neoentrati Ribery e Shaqiri, che fissano il punteggio sul 7 a 1: risultato che ai tifosi giallorossi ricorda l'analoga sconfitta, maturata stavolta in casa del Manchester United, subita nel 2007.


OLYMPIACOS - JUVENTUS 0 - 1 (35' Kasami (O))

Roberto, migliore in campo, para un tiro di Morata

Altrettanto umiliante, anche se per motivi diversi, la sconfitta in trasferta della Juventus, che ora vede complicarsi la strada che porta alla qualificazione in Champions. Quella vista ad Atene è una delle peggiori Juventus degli ultimi anni e palesa evidenti problemi di gestione di manovra (accentuate anche dall'oscena prestazione del cardine bianconero, Pirlo) e di mentalità. Il gioco lo conduce per 3/4 del tempo l'Olympiacos, mentre la Juve scende in campo solo intorno al 75' ed inizia a cercare disperatamente il pareggio, che gli verrà più volte negato dalla straordinaria prestazione del portiere Roberto. I bianconeri hanno comunque poco da recriminare, visto che l'unico giocatore ad aver mostrato grinta e ad averci almeno provato è stato Morata: sue le occasioni più pericolose, tra cui una clamorosa traversa colpita dopo la provvidenziale deviazione di Roberto.


YOUNG BOYS - NAPOLI 2 - 0 (52’ Hoarau (Y), 92’ Bertone (Y))

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Bertone sigla il definitivo 2 a 0

Malissimo anche il Napoli, che affonda a Berna contro lo Young Boys. Il solito folle turnover di stampo Benitez (8 giocatori su 11 cambiati rispetto a quelli usati contro l'Inter) evidenzia ancora una volta l'abisso che separa la squadra titolare (che ha già di per sé diversi problemi) da giocatori fantasma come Michu, ma il vero problema resta sempre il reparto arretrato, con pesantissimi errori difensivi che una squadra che mira a diventare grande non si può permettere. Il primo tempo vede le due squadre praticamente alla pari, con un paio di occasioni per parte. È nel secondo tempo che le cose cambiano, con Hoarau che si approfitta di un cross respinto male dalla retroguardia azzurra e insacca il gol del vantaggio. Il Napoli praticamente non reagisce e a partita ormai finita subisce pure il contropiede del raddoppio. Il cammino dei partenopei in Europa non è per nulla compromesso (condividono i 6 punti del girone assieme proprio allo Young Boys e allo Sparta Prague), ma questa è solo una magra consolazione: questa partita era da vincere.


PAOK SALONIKA - FIORENTINA 0 - 1 (38' Vargas (F))
                                    
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Vargas festeggia il gol della vittoria

Sorride invece la Fiorentina, che continua il suo cammino perfetto in Europa, nonostante le fatiche in Campionato. Punteggio pieno, sette gol fatti e nessuno subito: questo il ruolino di marcia della Viola, che vede avvicinarsi la qualificazione e, soprattutto, vede finalmente il ritorno di un Borja Valero finora irriconoscibile. Per tutta la partita la Fiorentina gestisce il gioco, impedendo ai padroni di casa di fare alcunché. Il vantaggio (nonché gol partita) arriva solo al 38', ma prima c'erano state altre occasioni, sciupate tutte da Bernardeschi (clamoroso il gol mancato a porta vuota). Sfortunati anche in ripresa, con un'altra conclusione di Vargas che però si stampa sul palo. Nel recupero il PAOK tenta una reazione, ma la Fiorentina dice no e mantiene inviolata la propria porta in Europa.


INTER - SAINT-ETIENNE 0 - 0
                                        
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Clement e Guarin, durante un'azione

Continua ad essere in astinenza di vittorie l'Inter, che in casa colleziona un altro pareggio contro il Saint-Etienne, quarto in Ligue 1. Una vittoria, due pareggi e due sconfitte nelle ultime cinque partite: numeri tutt'altro che positivi quelli della squadra nerazzurra, che sembrano aver smarrito la via. Guarin sembra il più pimpante tra le file interiste, mentre la punta di diamante della squadra, Icardi, continua le sue prestazioni opache, sprecando troppo. Dall'altro lato si fa invece notare Tabanou, uno dei migliori in campo, che impegna diverse volte un attento Carrizo. Entrambe le squadre continuano a mantenere la porta inviolata in Europa, ma la mancanza di risultati positivi deve far riflettere l'Inter.


TORINO - HJK HELSINKI 2 - 0 (35' Molinaro (T), 58' Amauri (T))
                                     
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Molinaro festeggia la sua rete

Bella partita invece quella del Torino, che mantiene la testa del girone battendo l'ultima della classe, l'Helsinki, fermo a zero punti e zero gol fatti. Il Toro continua il suo cammino glorioso, non subendo gol in Europa da ben 7 gare. Fin da subito i padroni di casa si dimostrano aggressivi, con Josef Martinez che sfiora il gol dopo nemmeno due minuti dal fischio d'inizio. Il modesto Helsinki non riesce a reagire e il Torino può condurre tranquillamente il gioco. Diverse le occasioni nella prima mezz'ora di gioco, fino al gol di Amauri, annullato per un fuorigioco inesistente. Poco importa, perché subito dopo Darmian dalla fascia destra crossa per Molinaro, sulla sinistra, che di controbalzo insacca. A inizio ripresa l'Helsinki tenta una timida reazione, con una punizione intercettata da Padelli, e poco dopo Amauri trova la prima rete (valida) con la maglia granata. L'Helsinki, consapevole della propria incapacità di ribaltare la situazione, non reagisce e il Torino può comodamente trascinare la partita fino al fischio finale.