venerdì 24 ottobre 2014

Settimana europea da dimenticare, la Serie A non fa più paura a nessuno

Si parla ormai da diverso tempo della crisi che sta colpendo il nostro calcio e che ci sta distanziando sempre più dalle grandi inglesi, spagnole e tedesche. La settimana europea appena finita è forse la prova definitiva: prima le due umilianti (per motivi diversi) sconfitte in Champions subite da Roma e Juventus, poi la pessima figura in Europa League fatta dal Napoli e, in parte, dall'Inter contro gli svizzeri e i francesi. Solo Fiorentina e Torino resistono e portano avanti il nome di quello che una volta era il miglior Campionato del mondo.


ROMA - BAYERN MONACO 1 - 7 (9' Robben (B), 23' Goetze (B), 25' Lewandowski (B), 30' Robben (B), 35' rig. Mueller (B), 65' Gervinho (R), 77' Ribery (B), 79' Shaqiri (B))

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Florenzi incredulo dopo l'ennesimo gol del Bayern

Inizia malissimo la settimana, con una pesantissima sconfitta subita in casa dalla Roma contro il Bayern di Pep Guardiola (la peggior sconfitta interna subita da un'italiana in una gara di coppa europea): la Roma sembra iniziare bene, con le solite incursioni di Gervinho nell'area avversaria, ma è solo un guizzo che dà false speranze ai tifosi di casa. In soli 35 minuti, infatti, la Roma è già sotto di ben 5 gol, in completa balia dell'avversario per tutto il primo tempo. Nella ripresa il Bayern sembra voler rallentare e la Roma segna almeno il gol della bandiera, ma viene umiliata nuovamente dai neoentrati Ribery e Shaqiri, che fissano il punteggio sul 7 a 1: risultato che ai tifosi giallorossi ricorda l'analoga sconfitta, maturata stavolta in casa del Manchester United, subita nel 2007.


OLYMPIACOS - JUVENTUS 0 - 1 (35' Kasami (O))

Roberto, migliore in campo, para un tiro di Morata

Altrettanto umiliante, anche se per motivi diversi, la sconfitta in trasferta della Juventus, che ora vede complicarsi la strada che porta alla qualificazione in Champions. Quella vista ad Atene è una delle peggiori Juventus degli ultimi anni e palesa evidenti problemi di gestione di manovra (accentuate anche dall'oscena prestazione del cardine bianconero, Pirlo) e di mentalità. Il gioco lo conduce per 3/4 del tempo l'Olympiacos, mentre la Juve scende in campo solo intorno al 75' ed inizia a cercare disperatamente il pareggio, che gli verrà più volte negato dalla straordinaria prestazione del portiere Roberto. I bianconeri hanno comunque poco da recriminare, visto che l'unico giocatore ad aver mostrato grinta e ad averci almeno provato è stato Morata: sue le occasioni più pericolose, tra cui una clamorosa traversa colpita dopo la provvidenziale deviazione di Roberto.


YOUNG BOYS - NAPOLI 2 - 0 (52’ Hoarau (Y), 92’ Bertone (Y))

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Bertone sigla il definitivo 2 a 0

Malissimo anche il Napoli, che affonda a Berna contro lo Young Boys. Il solito folle turnover di stampo Benitez (8 giocatori su 11 cambiati rispetto a quelli usati contro l'Inter) evidenzia ancora una volta l'abisso che separa la squadra titolare (che ha già di per sé diversi problemi) da giocatori fantasma come Michu, ma il vero problema resta sempre il reparto arretrato, con pesantissimi errori difensivi che una squadra che mira a diventare grande non si può permettere. Il primo tempo vede le due squadre praticamente alla pari, con un paio di occasioni per parte. È nel secondo tempo che le cose cambiano, con Hoarau che si approfitta di un cross respinto male dalla retroguardia azzurra e insacca il gol del vantaggio. Il Napoli praticamente non reagisce e a partita ormai finita subisce pure il contropiede del raddoppio. Il cammino dei partenopei in Europa non è per nulla compromesso (condividono i 6 punti del girone assieme proprio allo Young Boys e allo Sparta Prague), ma questa è solo una magra consolazione: questa partita era da vincere.


PAOK SALONIKA - FIORENTINA 0 - 1 (38' Vargas (F))
                                    
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Vargas festeggia il gol della vittoria

Sorride invece la Fiorentina, che continua il suo cammino perfetto in Europa, nonostante le fatiche in Campionato. Punteggio pieno, sette gol fatti e nessuno subito: questo il ruolino di marcia della Viola, che vede avvicinarsi la qualificazione e, soprattutto, vede finalmente il ritorno di un Borja Valero finora irriconoscibile. Per tutta la partita la Fiorentina gestisce il gioco, impedendo ai padroni di casa di fare alcunché. Il vantaggio (nonché gol partita) arriva solo al 38', ma prima c'erano state altre occasioni, sciupate tutte da Bernardeschi (clamoroso il gol mancato a porta vuota). Sfortunati anche in ripresa, con un'altra conclusione di Vargas che però si stampa sul palo. Nel recupero il PAOK tenta una reazione, ma la Fiorentina dice no e mantiene inviolata la propria porta in Europa.


INTER - SAINT-ETIENNE 0 - 0
                                        
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Clement e Guarin, durante un'azione

Continua ad essere in astinenza di vittorie l'Inter, che in casa colleziona un altro pareggio contro il Saint-Etienne, quarto in Ligue 1. Una vittoria, due pareggi e due sconfitte nelle ultime cinque partite: numeri tutt'altro che positivi quelli della squadra nerazzurra, che sembrano aver smarrito la via. Guarin sembra il più pimpante tra le file interiste, mentre la punta di diamante della squadra, Icardi, continua le sue prestazioni opache, sprecando troppo. Dall'altro lato si fa invece notare Tabanou, uno dei migliori in campo, che impegna diverse volte un attento Carrizo. Entrambe le squadre continuano a mantenere la porta inviolata in Europa, ma la mancanza di risultati positivi deve far riflettere l'Inter.


TORINO - HJK HELSINKI 2 - 0 (35' Molinaro (T), 58' Amauri (T))
                                     
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Molinaro festeggia la sua rete

Bella partita invece quella del Torino, che mantiene la testa del girone battendo l'ultima della classe, l'Helsinki, fermo a zero punti e zero gol fatti. Il Toro continua il suo cammino glorioso, non subendo gol in Europa da ben 7 gare. Fin da subito i padroni di casa si dimostrano aggressivi, con Josef Martinez che sfiora il gol dopo nemmeno due minuti dal fischio d'inizio. Il modesto Helsinki non riesce a reagire e il Torino può condurre tranquillamente il gioco. Diverse le occasioni nella prima mezz'ora di gioco, fino al gol di Amauri, annullato per un fuorigioco inesistente. Poco importa, perché subito dopo Darmian dalla fascia destra crossa per Molinaro, sulla sinistra, che di controbalzo insacca. A inizio ripresa l'Helsinki tenta una timida reazione, con una punizione intercettata da Padelli, e poco dopo Amauri trova la prima rete (valida) con la maglia granata. L'Helsinki, consapevole della propria incapacità di ribaltare la situazione, non reagisce e il Torino può comodamente trascinare la partita fino al fischio finale.

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