Pazzo Giappone in
Formula 1. È successo di tutto e di più in un Gran Premio folle e anche
drammatico. Il protagonista indiscusso è stato il meteo, decisamente
imprevedibile e radicalmente opposto tra prove e gara. Le qualifiche, disputate
su pista asciutta, hanno messo fin da subito in mostra la superiorità delle
Mercedes, con la pole di Nico Rosberg e la seconda piazza di Lewis Hamilton.
Dietro, seconda fila Williams e l’alternanza tra Ferrari e Red Bull. Ma nessuno
aveva fatto seriamente i conti con il periodo dei tifoni.

La gara è partita sotto una pioggia battente,
che ha costretto tutte le vetture ad accodarsi dietro alla Safety Car. Solo
poche tornate, giusto il tempo per vedere Ericsson finire fuori per l’eccessiva
acqua presente in pista e per far sospendere la gara. Alla ripartenza, sempre
in regime di Safety Car, la Ferrari di Alonso è ammutolita e ha costretto il
pilota spagnolo alla resa. Le posizioni
delle qualifiche sono rimaste congelate fino al nono passaggio, quando la gara
è iniziata effettivamente. Tutti ai box per sostituire le gomme da bagnato con
le intermedie. Chi ci ha guadagnato è stato Jenson Button, salito in terza
piazza, grazie alla strategia incredibile. Dietro di lui è iniziata la rimonta
delle Red Bull di Vettel e Ricciardo, lestissimi ad infilare le due Williams di
Bottas e Massa, in crisi con l’assetto da bagnato. Tuttavia in pochissime
tornate le due Mercedes erano già imprendibili per chiunque. Rosberg primo,
Hamilton secondo. Tutto il resto non conta, fa un altro sport. Il duello sotto
l’acqua si è deciso al giro numero 29, con Rosberg in crisi con l’assetto e frequenti
sottosterzi. Hamilton alla fine del rettilineo ha sferrato il suo attacco
superando il rivale all’esterno ed allungando. Sarebbe risultato decisivo e
risolutore, con Hamilton che, con questo successo, consolida la leadership e
mette un serio sigillo in ottica mondiale. Ora i punti di vantaggio sono 10,
pochi da poter gestire ma un vero macigno, dal punto di vista psicologico per
Rosberg. Qui sull’asciutto, è sembrato davvero in palla, ma la pioggia ed i
cronici problemi alla vettura lo hanno frenato. La rimonta tedesca si fa sempre
più difficile ma si sa che il regista oscuro di questo film, chiamato “Mondiale
2014”, si diverte a regalare colpi di scena imprevedibili. Nella lotta per l’ultimo posto utile, Button
sembrava aver pescato il jolly che lo avrebbe portato ad un podio fantastico.
Invece verso la conclusione della gara le Red Bull, più a loro agio in queste
condizioni particolari, si sono rivelate nettamente più forti: Vettel ha
approfittato di problemi ai box della McLaren per portarsi al terzo posto.
Ricciardo è riuscito a passare davanti a Button e ha provato ad insidiare la
terza piazza del compagno di squadra, salvo poi rientrare ai box per la sosta e
ritrovarsi a duellare per la quarta piazza con la McLaren. Alla fine ha avuto
la meglio il giovane talento della Red Bull ma ormai il podio era compromesso. Nel
frattempo la Ferrari superstite di Raikkonen naufragava in dodicesima
posizione, complice un pasticcio durante
la sosta, riuscendo così a rendere amarissima la domenica del popolo rosso. Alla fine Vettel è salito sul podio, davanti al compagno di team (il passaggio in Ferrari sembra averlo rigenerato). Ottima gara per Butto, quinto al traguardo ma battagliero. Sesta e settima piazza per le due Williams di Bottas e Massa, davanti a Hulkenberg su Force India, Vergne (ancora sorprendente, dopo Singapore) e a Sergio Perez.
Proprio quando ci si
aspettava un finale di gara frizzante e vivace, ecco il colpo di scena: al giro
numero 44, alla curva 7, con visibilità precaria, Sutil, su Sauber, è finito
fuori pista. Subito è intervenuta la gru per liberare la via di fuga ma sempre
nello stesso punto è uscito di strada anche Jules Bianchi, francese della
Marussia. Il giovane prodotto della scuola Ferrari è andato a sbattere
violentemente contro la gru, finendovi praticamente sotto. Alcuni scatti
successivi hanno mostrato il pilota bloccato all’interno della carcassa del
veicolo, sbriciolata sul lato sinistro. Fin da subito le condizioni del pilota
si sono rivelate critiche. Bianchi è stato ricoverato inizialmente nella
clinica mobile dell’autodromo, quindi nel centro medico più vicino, l’ospedale
universitario di Mie, ad una trentina di chilometri da Suzuka. È stato
sottoposto ad un intervento per rimuovere un ematoma al cervello, conseguenza
del terribile impatto. L’intervento è riuscito ma per ora le sue condizioni
restano critiche. Jules respira autonomamente ma non ha ancora ripreso
conoscenza dopo il tremendo incidente e rimane in terapia intensiva. Si può
solo sperare adesso in una sua convalescenza. Non resta che attendere le
prossime 24 ore e si avranno novità, sperando ovviamente che siano positive. La
gara è proseguita per qualche giro con l’ennesimo ingresso della Safety Car,
salvo poi interrompersi con leggero anticipo per via delle condizioni
metereologiche e delle notizie poco confortanti sul giovane Bianchi. Probabilmente si poteva anche evitare di proseguire in queste condizioni climatiche estreme, anche se col senno di poi è sempre facile esporsi e proporre. Sicuramente la segnaletica maldestra dei commissari e l'incertezza della commissione gara faranno discutere, anche per decidere il comportamento da tenere in situazioni future analoghe. Senz'altro "the show must go on", ma giocare con fuoco continuamente è una vera follia.
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