lunedì 6 ottobre 2014

Gran Premio del Giappone: vince Hamilton, ansia per Bianchi


Pazzo Giappone in Formula 1. È successo di tutto e di più in un Gran Premio folle e anche drammatico. Il protagonista indiscusso è stato il meteo, decisamente imprevedibile e radicalmente opposto tra prove e gara. Le qualifiche, disputate su pista asciutta, hanno messo fin da subito in mostra la superiorità delle Mercedes, con la pole di Nico Rosberg e la seconda piazza di Lewis Hamilton. Dietro, seconda fila Williams e l’alternanza tra Ferrari e Red Bull. Ma nessuno aveva fatto seriamente i conti con il periodo dei tifoni.
I due piloti della Mercedes, Nico Rosberg (a sinistra) e Lewis Hamilton (a destra), in lotta per il mondiale

 La gara è partita sotto una pioggia battente, che ha costretto tutte le vetture ad accodarsi dietro alla Safety Car. Solo poche tornate, giusto il tempo per vedere Ericsson finire fuori per l’eccessiva acqua presente in pista e per far sospendere la gara. Alla ripartenza, sempre in regime di Safety Car, la Ferrari di Alonso è ammutolita e ha costretto il pilota spagnolo alla resa.  Le posizioni delle qualifiche sono rimaste congelate fino al nono passaggio, quando la gara è iniziata effettivamente. Tutti ai box per sostituire le gomme da bagnato con le intermedie. Chi ci ha guadagnato è stato Jenson Button, salito in terza piazza, grazie alla strategia incredibile. Dietro di lui è iniziata la rimonta delle Red Bull di Vettel e Ricciardo, lestissimi ad infilare le due Williams di Bottas e Massa, in crisi con l’assetto da bagnato. Tuttavia in pochissime tornate le due Mercedes erano già imprendibili per chiunque. Rosberg primo, Hamilton secondo. Tutto il resto non conta, fa un altro sport. Il duello sotto l’acqua si è deciso al giro numero 29, con Rosberg in crisi con l’assetto e frequenti sottosterzi. Hamilton alla fine del rettilineo ha sferrato il suo attacco superando il rivale all’esterno ed allungando. Sarebbe risultato decisivo e risolutore, con Hamilton che, con questo successo, consolida la leadership e mette un serio sigillo in ottica mondiale. Ora i punti di vantaggio sono 10, pochi da poter gestire ma un vero macigno, dal punto di vista psicologico per Rosberg. Qui sull’asciutto, è sembrato davvero in palla, ma la pioggia ed i cronici problemi alla vettura lo hanno frenato. La rimonta tedesca si fa sempre più difficile ma si sa che il regista oscuro di questo film, chiamato “Mondiale 2014”, si diverte a regalare colpi di scena imprevedibili.  Nella lotta per l’ultimo posto utile, Button sembrava aver pescato il jolly che lo avrebbe portato ad un podio fantastico. Invece verso la conclusione della gara le Red Bull, più a loro agio in queste condizioni particolari, si sono rivelate nettamente più forti: Vettel ha approfittato di problemi ai box della McLaren per portarsi al terzo posto. Ricciardo è riuscito a passare davanti a Button e ha provato ad insidiare la terza piazza del compagno di squadra, salvo poi rientrare ai box per la sosta e ritrovarsi a duellare per la quarta piazza con la McLaren. Alla fine ha avuto la meglio il giovane talento della Red Bull ma ormai il podio era compromesso. Nel frattempo la Ferrari superstite di Raikkonen naufragava in dodicesima posizione,  complice un pasticcio durante la sosta, riuscendo così a rendere amarissima la domenica del popolo rosso. Alla fine Vettel è salito sul podio, davanti al compagno di team (il passaggio in Ferrari sembra averlo rigenerato). Ottima gara per Butto, quinto al traguardo ma battagliero. Sesta e settima piazza per le due Williams di Bottas e Massa, davanti a Hulkenberg su Force India, Vergne (ancora sorprendente, dopo Singapore) e a Sergio Perez.

Proprio quando ci si aspettava un finale di gara frizzante e vivace, ecco il colpo di scena: al giro numero 44, alla curva 7, con visibilità precaria, Sutil, su Sauber, è finito fuori pista. Subito è intervenuta la gru per liberare la via di fuga ma sempre nello stesso punto è uscito di strada anche Jules Bianchi, francese della Marussia. Il giovane prodotto della scuola Ferrari è andato a sbattere violentemente contro la gru, finendovi praticamente sotto. Alcuni scatti successivi hanno mostrato il pilota bloccato all’interno della carcassa del veicolo, sbriciolata sul lato sinistro. Fin da subito le condizioni del pilota si sono rivelate critiche. Bianchi è stato ricoverato inizialmente nella clinica mobile dell’autodromo, quindi nel centro medico più vicino, l’ospedale universitario di Mie, ad una trentina di chilometri da Suzuka. È stato sottoposto ad un intervento per rimuovere un ematoma al cervello, conseguenza del terribile impatto. L’intervento è riuscito ma per ora le sue condizioni restano critiche. Jules respira autonomamente ma non ha ancora ripreso conoscenza dopo il tremendo incidente e rimane in terapia intensiva. Si può solo sperare adesso in una sua convalescenza. Non resta che attendere le prossime 24 ore e si avranno novità, sperando ovviamente che siano positive. La gara è proseguita per qualche giro con l’ennesimo ingresso della Safety Car, salvo poi interrompersi con leggero anticipo per via delle condizioni metereologiche e delle notizie poco confortanti sul giovane Bianchi. Probabilmente si poteva anche evitare di proseguire in queste condizioni climatiche estreme, anche se col senno di poi è sempre facile esporsi e proporre. Sicuramente la segnaletica maldestra dei commissari e l'incertezza della commissione gara faranno discutere, anche per decidere il comportamento da tenere in situazioni future analoghe. Senz'altro "the show must go on", ma giocare con fuoco continuamente è una vera follia.
Jules Bianchi, pilota della Marussia, coinvolto in un grave incidente

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