lunedì 20 ottobre 2014

SuperLega volley A1: Super Ravenna a Piacenza

Pessimo esordio casalingo per il nuovo Copra Ardelia Piacenza, rivoluzionato dalle vicende societarie in un'estate particolarmente tormentata. Certamente l'avversario che la compagine piacentina ha dovuto affrontare non era quello più morbido e tenero: la CMC Ravenna, con il nuovo tecnico, l'argentino Kantor, ha mantenuto l'ossatura della splendida stagione precedente, chiusa con un grandissimo quinto posto, rinforzandola con alcuni innesti di qualità. Su tutti spicca l'opposto brasiliano Renàn, 217 cm di potenza pura, autentico martello della squadra romagnola.
 
Le qualità di questo ragazzone brasiliano sono emerse nettamente nel primo set. Ravenna con Toniutti e Renan in diagonale, Cebulj e Koumentakis in banda, Cester e Mengozzi al centro, con il libero Bari. Piacenza ha schierato  Vermiglio e Le Roux in diagonale, Papi e Zlatanov in banda, Alletti e Ostapenko al centro. Debutto per il libero brasiliano Mario Junior.  Nonostante il tifo caloroso piacentino (con tanto di grande coreografia all'annuncio delle formazioni), la squadra di mister Radici ha iniziato l'incontro come nel primo set di Supercoppa contro Treia, mostrando limiti evidenti a muro, in ricezione e, cosa ancora peggiore, nella costruzione del gioco. Ravenna, invece, ha giocato subito sciolta, senza problemi. Addirittura la squadra di Kantor navigava con un vantaggio di 6 punti (14-8). Piacenza ha iniziato lentamente a carburare e ad entrare in partita, recuperando terreno sugli avversari, fino a portarsi a due lunghezze (21-19). Quindi l'aggancio dei piacentini sul 21 pari. Poi, nonostante alcuni problemi di rotazione per i ravennati, la verve di Renàn e di Toniutti ha fatto la differenza, chiudendo il set 25-23.
 
Nel secondo set pronta reazione griffata Copra. Piacenza è scappata via subito ed ha fatto il vuoto (12-8). Ravenna tentava di rientrare, portandosi ad una sola lunghezza, sul 14-13. Ma è stato solo un fuoco di paglia: Piacenza in questo set è stata devastante ed è riuscita ad esprimersi al meglio, scappando via nuovamente (19-15). Ravenna ha cercato nuovamente di accorciare (23-20) ma l'aggancio non è riuscito per merito dei biancorossi. Le Roux decisivo in questo set, a tratti immarcabile. Vermiglio entusiasmante e determinante con un muro vincente.
 
Tutto da rifare per Ravenna ed il terzo set è diventato un lungo testa a testa, con le due squadre che si sono alternate a condurre la gara, creando ed annullando break. Piacenza ha dato l'impressione di poter allungare portandosi sul 17-14. Un errore di Vermiglio ha permesso a Ravenna di restare a galla, mentre il Copra si perdeva nel suo caos. Pareggio Ravenna 19-19. Piacenza avrebbe un'altra chance ma Le Roux sul più bello scivola e non riesce a chiudere il punto. Ravenna ha fiutato il momento opportuno ed ha dato l'allungo decisivo, grazie anche agli errori incredibili dei padroni di casa. Nonostante gli sforzi piacentini, ecco l'ace di Koumentakis a chiudere il terzo set.
 
Chi nel quarto set si attendeva una grande reazione di Piacenza è rimasto deluso. Fin da subito è apparso chiaro che Ravenna aveva in pugno la partita e attendeva il momento buono per piazzare l'allungo vincente. E così è stato. Dopo un avvio scoppiettante, con diversi botta e risposta, la squadra di Kantor è arrivata al time out tecnico avanti 12-8. Nuovo allungo e 16-11, segnale di una resa senza condizioni dei padroni di casa, lentamente sempre più fuori partita e travolti dal fenomenale Renàn. A chiudere il match, tra i fischi del Palabanca, ci ha pensato Mengozzi, con un primo tempo.
 
Nulla di irrecuperabile, siamo in fondo solo ad inizio stagione. Certamente in casa Copra ci sarà molto da riflettere su quanto visto in queste due uscite stagionali, con la sconfitta di misura contro Treia in Supercoppa e con il match odierno. Non tutto va buttato via: Vermiglio ha mostrato di essere ancora un ottimo palleggiatore, i "vecchietti terribili" Zlatanov e Papi non hanno deluso. Kevin Le Roux ha fatto vedere ottimi spunti, senza mostrare troppe difficoltà nel passaggio da centrale ad opposto. In difesa Mario Junior ha dato saggio di alcuni ottimi interventi. Jacopo Massari ha iniziato col piede giusto. Cosa non va allora in questo Copra Piacenza "ammalato"? Certamente bisogna tenere presente che per ora la squadra ha bisogno di tempo. Molti giocatori devono ancora trovare la giusta intesa, i meccanismi per potersi esprimere al meglio. La rosa del resto ha indubbiamente elementi di eccelsa qualità e poi l'allenatore Andrea Radici è sicuramente molto preparato, visti i risultati eccellenti ottenuti a Città di Castello. Quindi, cari tifosi biancorossi, servirà tanta tanta pazienza prima di poter vedere i risultati dell'operato di mister Radici. Tuttavia c'è già da riflettere su alcuni aspetti negativi: dal punto di vista tecnico, i centrali hanno mostrato finora diversi limiti. Mai in grado di saper leggere con attenzione un primo tempo avversario, spesso in ritardo a muro, a volte imbarazzanti in attacco, con schiacciate-mozzarelle facilmente difendibili dagli avversari. A parte Tencati, che ha giocato troppo poco, gli altri tre hanno deluso le aspettative. E poi, se i vecchietti non sono più in grado di reggere un'intera partita, i giovani sono ancora acerbi: ad esempio Massari fatica ad entrare in partita e a trovare la giusta continuità ed a volte si perde in errori grossolani. Vermiglio, dal canto suo, a volte esagera con le finezze e non sempre trova la via migliore per agevolare la squadra (perché ostinarsi con il primo tempo se i centrali non sono in un momento particolarmente felice?). Ma l'aspetto più preoccupante del match contro Ravenna è la tenuta mentale: Piacenza ha dato troppe volte la sensazione di essere fragile e molle, non riuscendo a contrastare adeguatamente l'avversario, finendo per adagiarsi sugli allori o arrendendosi rapidamente. Sicuramente può trattarsi anche di un naturale momento di scoramento per i risultati che ora non arrivano, ma è importante non crollare psicologicamente e, se non altro, ritrovare il giusto mordente.
 
Ravenna, invece, può continuare a sognare in questo "magic moment" che dura da maggio. L'addio di Bonitta non ha scalfito minimamente la voglia di stupire dei ragazzi della città romagnola. Anzi, ora Ravenna può sognare in grande, puntando ad una buona qualificazione per i playoff come dichiarato dal fenomenale palleggiatore, Benjamin Toniutti. Le basi ci sono tutte: una squadra solida e quadrata, che ha cambiato poco e si è rafforzata, l'estro del francese in regia, il mostro Renàn e quell'entusiasmo sano che può far miracoli. Certo, la parola scudetto resta una chimera, quello è affare d'altri, Treia, in primis. Ma vuoi vedere che Kantor si è rivisto in DVD i miracoli di Monti a Piacenza e di Kovac a Perugia?
 
Pagelle
Piacenza
Vermiglio 5,5: la ricezione non è delle migliori, spesso deve correre a tappare le falle che fa la seconda linea. Tuttavia a volte pecca di egoismo, talvolta valuta male e, soprattutto, non riesce mai a dare quello scossone, quel cambio di ritmo alla squadra, che resta lenta e prevedibile nella manovra. Insomma da Vale ci si aspetta un po' di più. Il confronto con Toniutti dall'altra parte della rete è deprimente.
Le Roux 8: pesa tantissimo nell'economia del terzo set quella scivolata maledetta che costa la fuga a Piacenza. Resta comunque il trascinatore della banda. Decisivo a muro e in attacco, non basta a portare la sua squadra almeno al tie break. Encomiabile il suo sforzo.
Ostapenko 4: tolto il servizio, arma eccezionale con cui riesce a scardinare, a volte, la difesa ravennate, combina troppo poco. E per di più, quando viene imbeccato da Vermiglio riesce a sbagliare tanto. Lento e prevedibile in attacco, impacciato a muro ed in difesa. Quello visto finora è il gemello fuori ritmo del colosso russo. Ora tutti vorrebbero rivedere quello vero, anche perché il ricordo di Simon pesa, eccome.
Kohut 3: se la prova di Ostapenko è insufficiente, la sua è addirittura disastrosa. Il servizio lo aiuta a sprazzi ma il peggio è in attacco, dove è, a tratti, imbarazzante con lisci clamorosi sui primi tempi. Sempre in ritardo, mai preciso e poco incisivo. Insomma, una brutta prova da lasciarsi alle spalle. Ci sarà tempo per rifarsi.
Papi 7: buona la prova del fenomeno di Falconara. In ricezione riesce a reggere bene, aiutando e supportato da Mario. Pochissimi i suoi errori. In attacco viene impiegato poco, ma quando è chiamato in causa si fa trovare pronto. Si spera di rivederlo sui livelli di forma dell'anno scorso.
Zlatanov 5,5: prova dai due volti; in attacco è il solito martello e, quando riesce, fa davvero male alla difesa avversaria, mentre a muro dà spettacolo, stampando più volte Renàn e compagni. In ricezione ed in difesa risulta essere l'anello debole, concedendo troppi punti a Ravenna, senza riuscire a trovare un modo per arginare le bordate avversarie.
Mario Junior 6,5: non è impeccabile sull'ace che risolve il primo set e in altre situazioni non sembra sicuro. Tuttavia riesce a tenere a galla la seconda linea anche in momenti difficili, con qualche ottimo guizzo. Ci si aspetta qualcosa in più da lui, ma si dovrà attendere che recuperi dalle fatiche mondiali e che la squadra lo aiuti maggiormente, non esponendolo così agli attacchi avversari.
Massari 5,5: entrare a partita in corso non è facile, figurarsi con una partita così complicata. Ancora una volta nel momento decisivo stecca il colpo. Per il resto va a corrente alternata, poi naufraga con gli altri nel quarto set.
Marra s.v.: entra nel quarto set per difendere ma non viene mai impegnato.
Tavares 6: entra solo per andare al servizio ma ben figura. Il ragazzo è molto giovane ed ha talento. Indubbiamente avrà modo di ritagliarsi spazio più avanti.
Tencati 6: cerca di dare un minimo di solidità in più a muro, visti i disastri fatti dagli altri. Può far poco nel crollo finale.
Radici 5,5: c'è ancora tanto da lavorare ed è inutile girarci attorno. Alcune scelte sono discutibili (perché Tavares al posto di Ostapenko solo per il servizio, quando è l'unica arma valida del russo? Perché non tentare di giocarsi la carta Tencati visto il rendimento dei centrali? Ter Horst non vale proprio nemmeno un Zlatanov in giornata no?), altre lo premiano. Vedremo quando i risultati gli daranno ragione.
 
Ravenna
Toniutti 9: uno spettacolo per gli occhi. Dirige un'orchestra ben formata con il piglio del campione. Riesce a dettare il ritmo ai suoi, variando continuamente le soluzioni e rendendo il suo gioco imprevedibile. Pure in difesa fa gli straordinari.
Renàn 8,5: se Toniutti è la mente, lui è il braccio. E che braccio! A tratti immarcabile, fa a pezzi la difesa avversaria, trascinando i suoi. Unica pecca: non sempre è lucido in attacco e a volte non usa la forza quando servirebbe.
Cebulj 7,5: al servizio crea diversi problemi a Piacenza ma in generale la sua prova è davvero encomiabile. Sbaglia pochissimo, agevolando i compagni.
Koumentakis 8: anche lui fa malissimo col servizio, permettendo ai suoi di aggiudicarsi il terzo set, che poi spianerà la strada al successo romagnolo. In generale, disputa una grandissima partita.
Cester 7: a muro riesce a fermare molto bene gli attacchi piacentini, nei primi tempi ha vita facile grazie alle sviste degli avversari. Tanto per non essere da meno degli altri, martella pure col servizio.
Mengozzi 7: nei primi set disputa una buona prova, senza grandi lampi. Nel finale decide di chiudere la partita da solo a suon di primi tempi e murate.
Bari 6,5: viene aiutato da un'ottima difesa dei suoi e, rispetto al collega Mario, non fatica più di tanto. Bravissimo comunque a dare sicurezza ai suoi e a permettere a Toniutti di avere ottimi palloni per sprigionare il suo genio.
Cavanna 7: entra per andare al servizio. Decide di prendersi qualche scampolo di gloria nel finale con una lunga serie di servizi in cui Piacenza alza bandiera bianca
Goi 6: non può molto sugli attacchi di Piacenza, fa quello che gli è possibile.
Kantor 9: semplicemente fa il capolavoro al suo debutto. Una partita pressoché perfetta, giocata contro una squadra sulla carta favorita e in un palazzetto difficilissimo, in cui l'anno scorso si era imposta solo Perugia. Meglio di così...
 
Volley, un inizio esaltante per la Cmc Ravenna: vittoria a Piacenza per 3-1
COPRA ARDELIA PIACENZA-CMC RAVENNA 1-3 (23-25, 25-20, 22-25, 17-25).
COPRA ARDELIA PIACENZA: Ostapenko 7, Le Roux 21, Zlatanov 9, Kohut 7, Vermiglio 2, Papi 6, Mario Jr (libero), Tencati, Massari 6, Tavares. Ne: Page, Ter Horst. All. Radici.
CMC RAVENNA: Cebulj 17, Cester 7, Renan 21, Koumentakis 12, Mengozzi 9, Toniutti, Goi (libero), Bari (libero),  Cavanna, Gabriele. Ne: Ricci, Zappoli.  All. Kantor.
Arbìtri: Gnani e Sobrero
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