sabato 4 ottobre 2014

Vettel-Red Bull e Alonso-Ferrari: è il momento dei saluti



È finita un’epoca. Due matrimoni storici che si interrompono in maniera clamorosa, con una stagione deludente che si sta avviando a conclusione. Due matrimoni che hanno portato tanto alle parti in causa, che hanno segnato la storia della Formula 1. Fernando Alonso e la Ferrari, Sebastian Vettel e la Red Bull, binomi vincenti e (quasi) indissolubili. Entrambi i piloti hanno portato le loro scuderie ai vertici dopo periodi di buio (la Red Bull prima recitava un ruolo da comprimaria, senza aver mai vinto alcun gran premio), entrambi sono divenuti il simbolo delle loro squadre.
Vettel e la Ferrari: nuovo binomio vincente in F1?

Sebastian Vettel è arrivato in Red Bull nel 2009, dopo una stagione alla Toro Rosso, in cui aveva conquistato la sua prima vittoria (prima anche per la scuderia), sotto la pioggia a Monza. Al suo approdo già si iniziava ad accostare il suo talento a quello del più grande interprete della Formula 1 degli ultimi anni, Michael Schumacher. La prima stagione, chiusa al secondo posto dietro a Jenson Button, ha mostrato una crescita evidente ma anche alcuni limiti nella gestione e nella visione di gara, con errori clamorosi come Montecarlo. È riuscito comunque a togliersi la soddisfazione di essere il primo a portare al successo la Red Bull, rivoluzionata dai nuovi regolamenti sugli scarichi, nel Gran Premio di Cina, diventando a 21 anni il più giovane a vincere due GP con due vetture diverse. Si è ripetuto in altre tre occasioni, in Gran Bretagna, Giappone e Abu Dhabi. L’iniziale vantaggio della Brawn GP e qualche ritiro di troppo (tra errori suoi e problemi di affidabilità) lo hanno frenato. Già nella stagione successiva le cose sono migliorate anche se qualche problema di affidabilità iniziale lo ha costretto ad una partenza ad handicap. La stagione è scivolata via all’insegna della lotta a cinque per il mondiale tra Vettel, Webber, Alonso, Hamilton e Button. Nel finale di stagione le due McLaren si sono tirate fuori dalla lotta ed il mondiale è diventato una questione tra le due Red Bull e la Ferrari con Alonso.

Già Alonso e la Rossa di Maranello che proprio nel 2010 hanno iniziato la loro avventura insieme. Entrambi cercavano il rilancio dopo una stagione sottotono, al contrario di Vettel e della Red Bull che, invece, puntavano a migliorare un’annata già al top. Alonso era reduce da due anni difficili alla Renault, a Maranello si cercava di ripartire dopo l’illusione del 2008 e la debacle del 2009. La Ferrari si è mostrata subito vincente ed affidabile con l’asturiano, riuscendo a mantenersi sempre nei piani alti della classifica ed alternandosi in testa al mondiale con Webber e Hamilton. Il mondiale si è deciso nelle ultime tre gare. In Corea, sotto una pioggia battente, il leader del campionato, Mark Webber, commetteva un errore imperdonabile ed andava a sbattere contro il muretto. Vettel, in testa alla gara, è stato costretto a fermarsi per un problema idraulico, lasciando ad Alonso la vittoria e la leadership. In Brasile doppietta Red Bull, con Seb primo e Webber secondo, davanti ad Alonso. Titolo da assegnare all’ultima gara ad Abu Dhabi. Webber ha commesso un altro errore, danneggiando la vettura e rientrando i box. La Ferrari ha deciso di marcarlo, facendo rientrare Alonso. Strategia sbagliata, Vettel lasciato tutto solo e libero di involarsi verso il primo alloro mondiale. Sarebbe stato l’inizio di un’epopea incredibile.
Abu Dhabi 2010: Sebastian Vettel è campione del mondo

Il 2011 infatti è stato un anno incredibile per il tedesco, capace di conquistare ben 11 gran premi, ipotecando la vittoria finale già a maggio. Vettel ha mostrato per tutta la stagione un passo inavvicinabile per chiunque altro e solo qualche errore (come in Canada o in Germania) ha regalato minime soddisfazioni agli avversari, travolti dal suo strapotere. Il terzo posto nel Gran Premio del Giappone a Suzuka, dietro a Button ed Alonso, lo ha laureato campione del mondo per la seconda volta. Ovviamente è stato il più giovane a riuscirci… Mentre Vettel abbatteva ogni resistenza e scriveva nuovi record, Alonso in Ferrari viveva una stagione difficile. Alcune incomprensioni nel team si manifestavano. Nonostante tutto è riuscito a conquistare una vittoria, nel Gran Premio d’Inghilterra. Poco, troppo poco nel complesso, nonostante un secondo posto finale alle spalle dell’imprendibile Vettel.
Dopo 5 anni, Fernando Alonso lascia la Ferrari

Il 2012 sembrava essere l’anno buono per la rivincita di Alonso e della Ferrari. Inizialmente Vettel e la Red Bull sono partiti forte, mettendosi in testa alla classifica ma, dopo il Bahrein, sono entrati in un periodo di crisi, con ben quattro gare consecutive senza podio. Alonso, invece, con una serie di risultati impressionanti, si è portato in testa alla classifica. La gara di Valencia, con il ritiro contemporaneo di Vettel ed Hamilton, ha aperto le porte della fuga mondiale allo spagnolo della Ferrari. Il rendimento discontinuo degli avversari sembrava davvero lanciare Alonso verso il titolo; ma con il ritiro della Ferrari a Spa, Vettel è tornato a sognare la rimonta clamorosa. E le tre vittorie consecutive nella trasferta asiatica, a Singapore, Suzuka ed in Corea lo portavano a conquistare la vetta della classifica. Alonso in quelle tre gare, tra un incidente e due giornate difficili, ha perso costantemente terreno, cedendo la leadership al tedesco e trovandosi dietro di 13 lunghezze. Negli ultimi appuntamenti la tensione e gli errori hanno condizionato i due contendenti, mentre Raikkonen e Hamilton coglievano i successi di giornata. Alonso sprecava la chance di recuperare punti importanti ad Abu Dhabi (pista davvero maledetta per la Ferrari), chiudendo secondo mentre Vettel rimontava dal fondo, finendo terzo e limitando i danni. Ruoli invertiti in Texas, con Vettel beffato da Hamilton e davanti allo spagnolo. 13 punti di vantaggio all’ultima gara. Vettel all’inizio della gara è stato tamponato da Bruno Senna, ma è riuscito a risalire, nonostante la pioggia. Alonso non è riuscito a fare la differenza e si è dovuto arrendere, chiudendo secondo. A Vettel è bastato finire sesto per conquistare il terzo titolo consecutivo, per soli 3 punti.
Vettel e la Red Bull, dominatori delle ultime stagioni di F1, si separano
 
Il 2013 ha avuto connotazioni diametralmente opposti per i due piloti. Vettel ha rasentato la perfezione, dando l’impressione di correre in una categoria a sé stante, totalmente diversa da quella di tutti gli altri. Praticamente nessun errore commesso. Record di vittorie in una stagione (13), record di vittorie consecutive (8), strappato a Michael Schumacher. Titolo conquistato con tre gare d’anticipo, nel Gran Premio d’India. L’avvio di stagione sembrava promettere un campionato aperto ed interessante, ma, dopo Spa, non c’è più stato scampo per gli avversari. Eppure, proprio quando Vettel toccava l’apice della sua carriera, si è lasciato andare ad una frase per certi aspetti sibillina: “Godiamoci questi successi, perché non sarà sempre così”. Sembrava incredibile in quel momento, ora invece è incredibilmente azzeccata per la situazione in cui si è trovato quest’anno. Ed adesso l’annuncio dell’addio alla Red Bull, travolto dal confronto con Daniel Ricciardo. Sembra sempre più concreta la possibilità di un approdo in Ferrari al posto di Alonso. Fernando, nel 2013, ha iniziato la sua parabola discendente in Ferrari. E pensare che la stagione era iniziata anche molto bene, con i successi in Cina ed in Spagna. Poi una lenta ed inesorabile resa di fronte allo strapotere Red Bull. Il nervosismo in Ferrari si è acuito sempre di più, fino a raggiungere il suo apice nelle prove del Gran Premio d’Italia, con un litigio via radio con i tecnici della scuderia modenese. Da lì il pilota spagnolo è apparso sempre più rassegnato, quasi svogliato. Il 2014 è sembrato solo una lunga passerella in attesa di un nuovo cambiamento. Gli addii di Domenicali e Montezemolo hanno chiuso il cerchio e per Alonso è arrivato il tempo del saluti. Pare che ora il suo futuro sia tra Woking e Tokio, con il nuovo binomio McLaren-Honda. Sembrano trascorsi secoli lunghissimi da quella premiazione sul podio di Monza, quando, contravvenendo al “copione”, si era rivolto in italiano alla folla rossa, giurando amore eterno alla Ferrari. Non è proprio andata così…

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