È strano sentirsi
dispiaciuti per una vittoria. Eppure è quello che è successo nel team Aprilia
in questo week end di Superbike incredibile. A Magny Cours, il padrone di casa
Sylvain Guintoli era atteso ad una grande prova per proseguire la sua clamorosa
rimonta sul leader del mondiale, Tom Sykes, su Kawasaki, avanti di 31 lunghezze.
L’Aprilia, in effetti, si è mostrata nettamente superiore alla rivale
giapponese fin dalle libere, costringendo l’inglese a correre sulla difensiva,
pur essendo il più veloce sul giro secco. A scombinare ulteriormente le carte
ci ha pensato il maltempo e ne è uscito fuori un Gran Premio di Francia davvero
incredibile.
In gara 1, con la pista
bagnata, Jonathan Rea è scattato forte
ma ha dovuto cedere il comando ad uno scatenato Guintoli, marcato a uomo da
Sykes. Dietro di loro, Giuliano su Ducati, Loris Baz e Marco Melandri. Sykes ha
iniziato a perdere terreno facendosi infilare prima da Giuliano e poi da
Melandri, mentre Baz incappa in un dritto. Al giro successivo, è scivolato
Giuliano, imitando così il compagno di team Chaz Davies, Laverty e Tony Elias. Nel
frattempo problemi per Rea, infilato dalle due Kawasaki, alla spalle del team
Aprilia. Davanti Melandri ha ridotto velocemente il gap che lo separava dal
leader Guintoli, mostrando un passo di gara mostruoso sul bagnato. Il ravennate
si è messo in scia e poi ha superato il compagno, non rispettando l’ordine di
squadra, rappresentato dal cartello con una faccetta triste. Dietro di loro,
Rea ha dato spettacolo infilando le due Kawasaki, con grande gioia per la casa
di Noale. A due giri dalla fine, Melandri, in modo un po’ plateale ha lasciato
passare il compagno di team, regalandogli il successo e facendo il gioco di
squadra tanto auspicato dall’Aprilia. Rea ha completato il podio, dopo una
splendida gara. E le Kawasaki? Le due verdone hanno deciso di copiare la
strategia degli avversari, con Baz che cedeva il quarto posto a Sykes, in crisi
ancora una volta. Alle sue spalle, in una gara piena di cadute e colpi di
scena, ecco Leon Haslam, su Honda, Giuliano, ripartito dopo la scivolata, uno
strepitoso Lorenzo Lanzi, su Ducati. Quindi Neukirchner e Barrier a chiudere la
top ten.
In gara 2, sempre sotto
la pioggia, ancora un ottimo spunto per Rea e Giuliano che si sono alternati in
testa alla gara, davanti al duo Aprilia di Melandri e Guintoli, mentre Sykes navigava
subito lontano. Giuliano, ancora una volta ha esagerato nei primi giri,
incappando nell’ennesimo errore stagionale. Il ragazzo è veloce, ha talento ma
non ha ancora piena consapevolezza dei propri limiti e tende ad essere recidivo
nei propri errori. Deve imparare a gestire meglio l’ansia e la foga. All’undicesimo
è stata la volta di Rea finire a terra, vanificando la possibile vittoria. Strada
libera per Guintoli, che aveva superato Melandri, mentre a distanza Sykes si
difendeva dagli attacchi di un rinato Leon Haslam. A sei tornate alla
conclusione, Guintoli ha sbagliato la staccata, arrivando lungo e permettendo
al ravennate di superarlo. E qui è arrivato il colpo di scena e la genesi delle
accuse: a Melandri è stato mostrato il cartello per attuare nuovamente il gioco
di squadra, come in precedenza ma stavolta il pilota italiano ha ignorato la
segnalazione, andando a vincere la seconda manche. Guintoli, secondo, ha
comunque rosicchiato altri punti al rivale Sykes, ancora quarto. Sì perché Leon
Haslam ha strappato il podio al pilota Kawasaki, grazie ad uno splendido sorpasso
all’esterno negli ultimi passaggi. Un numero da grande campione, quale è Leon;
peccato solo per la discontinuità. Quinto posto per uno strepitoso Lorenzo
Lanzi, in giornata di grazia, davanti a Neukirchner, ad un deludente Baz, a Claudio
Corti, fantastico a portare avanti la MV Augusta, ed alle Ducati di Davies e
Canepa. Anche in questa gara parecchie cadute hanno condizionato l’esito
finale.
Ed ora è iniziato il tormentone:
perché Melandri non ha fatto il gioco di squadra? È stata una scelta corretta? L’Aprilia
non ha gradito la decisione del ravennate ma Marco si è discolpato dicendo che
c’erano degli sponsor da rispettare. Certamente il gioco di squadra dovrebbe
stare a cuore più di tutto ma ha anche ragione il buon “Macho” quando ritiene
di avere anche lui priorità importanti. In fondo, ora, Melandri si troverebbe
in lotta con Rea e Baz per la terza posizione, comunque molto importante per i
premi all’interno di una squadra. Va detto che il gioco di squadra su due ruote
non è particolarmente frequente ed inoltre non fa fare una gran figura a
Guintoli, per certi aspetti, incapace di vincere con le proprie forze. E poi
Melandri sarebbe ancora in credito con la squadra per tutti i problemi avuti ad
inizio anno, con una moto inguidabile e soprattutto con l’episodio della collisione
di Portimao, sotto la pioggia, innescata da Guintoli, che, abbattendolo, lo ha
eliminato dai giochi iridati. E adesso? Ora arriva l’ultimo atto, in Qatar. La lotta
per un campionato, clamorosamente riaperto, è tra due soli piloti, Tom Sykes e
Sylvain Guintoli. Gli altri sono ormai matematicamente fuori dai giochi. Interessante
sarà capire il comportamento di Melandri e le conseguenze di questo gesto all’interno
della squadra, oltre all’esito del mondiale. Vedremo se si ricorrerà ad una
riunione prima della gara o se si lascerà carta bianca. Sicuramente la
temperatura nei box Aprilia è molto più elevata di quella del deserto del Qatar
che li attende…
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