martedì 7 ottobre 2014

SBK: caos Aprilia in Francia


È strano sentirsi dispiaciuti per una vittoria. Eppure è quello che è successo nel team Aprilia in questo week end di Superbike incredibile. A Magny Cours, il padrone di casa Sylvain Guintoli era atteso ad una grande prova per proseguire la sua clamorosa rimonta sul leader del mondiale, Tom Sykes, su Kawasaki, avanti di 31 lunghezze. L’Aprilia, in effetti, si è mostrata nettamente superiore alla rivale giapponese fin dalle libere, costringendo l’inglese a correre sulla difensiva, pur essendo il più veloce sul giro secco. A scombinare ulteriormente le carte ci ha pensato il maltempo e ne è uscito fuori un Gran Premio di Francia davvero incredibile.
Marco Melandri e Sylvain Guintoli, protagonisti in Francia

In gara 1, con la pista bagnata,  Jonathan Rea è scattato forte ma ha dovuto cedere il comando ad uno scatenato Guintoli, marcato a uomo da Sykes. Dietro di loro, Giuliano su Ducati, Loris Baz e Marco Melandri. Sykes ha iniziato a perdere terreno facendosi infilare prima da Giuliano e poi da Melandri, mentre Baz incappa in un dritto. Al giro successivo, è scivolato Giuliano, imitando così il compagno di team Chaz Davies, Laverty e Tony Elias. Nel frattempo problemi per Rea, infilato dalle due Kawasaki, alla spalle del team Aprilia. Davanti Melandri ha ridotto velocemente il gap che lo separava dal leader Guintoli, mostrando un passo di gara mostruoso sul bagnato. Il ravennate si è messo in scia e poi ha superato il compagno, non rispettando l’ordine di squadra, rappresentato dal cartello con una faccetta triste. Dietro di loro, Rea ha dato spettacolo infilando le due Kawasaki, con grande gioia per la casa di Noale. A due giri dalla fine, Melandri, in modo un po’ plateale ha lasciato passare il compagno di team, regalandogli il successo e facendo il gioco di squadra tanto auspicato dall’Aprilia. Rea ha completato il podio, dopo una splendida gara. E le Kawasaki? Le due verdone hanno deciso di copiare la strategia degli avversari, con Baz che cedeva il quarto posto a Sykes, in crisi ancora una volta. Alle sue spalle, in una gara piena di cadute e colpi di scena, ecco Leon Haslam, su Honda, Giuliano, ripartito dopo la scivolata, uno strepitoso Lorenzo Lanzi, su Ducati. Quindi Neukirchner e Barrier a chiudere la top ten.

In gara 2, sempre sotto la pioggia, ancora un ottimo spunto per Rea e Giuliano che si sono alternati in testa alla gara, davanti al duo Aprilia di Melandri e Guintoli, mentre Sykes navigava subito lontano. Giuliano, ancora una volta ha esagerato nei primi giri, incappando nell’ennesimo errore stagionale. Il ragazzo è veloce, ha talento ma non ha ancora piena consapevolezza dei propri limiti e tende ad essere recidivo nei propri errori. Deve imparare a gestire meglio l’ansia e la foga. All’undicesimo è stata la volta di Rea finire a terra, vanificando la possibile vittoria. Strada libera per Guintoli, che aveva superato Melandri, mentre a distanza Sykes si difendeva dagli attacchi di un rinato Leon Haslam. A sei tornate alla conclusione, Guintoli ha sbagliato la staccata, arrivando lungo e permettendo al ravennate di superarlo. E qui è arrivato il colpo di scena e la genesi delle accuse: a Melandri è stato mostrato il cartello per attuare nuovamente il gioco di squadra, come in precedenza ma stavolta il pilota italiano ha ignorato la segnalazione, andando a vincere la seconda manche. Guintoli, secondo, ha comunque rosicchiato altri punti al rivale Sykes, ancora quarto. Sì perché Leon Haslam ha strappato il podio al pilota Kawasaki, grazie ad uno splendido sorpasso all’esterno negli ultimi passaggi. Un numero da grande campione, quale è Leon; peccato solo per la discontinuità. Quinto posto per uno strepitoso Lorenzo Lanzi, in giornata di grazia, davanti a Neukirchner, ad un deludente Baz, a Claudio Corti, fantastico a portare avanti la MV Augusta, ed alle Ducati di Davies e Canepa. Anche in questa gara parecchie cadute hanno condizionato l’esito finale.

Ed ora è iniziato il tormentone: perché Melandri non ha fatto il gioco di squadra? È stata una scelta corretta? L’Aprilia non ha gradito la decisione del ravennate ma Marco si è discolpato dicendo che c’erano degli sponsor da rispettare. Certamente il gioco di squadra dovrebbe stare a cuore più di tutto ma ha anche ragione il buon “Macho” quando ritiene di avere anche lui priorità importanti. In fondo, ora, Melandri si troverebbe in lotta con Rea e Baz per la terza posizione, comunque molto importante per i premi all’interno di una squadra. Va detto che il gioco di squadra su due ruote non è particolarmente frequente ed inoltre non fa fare una gran figura a Guintoli, per certi aspetti, incapace di vincere con le proprie forze. E poi Melandri sarebbe ancora in credito con la squadra per tutti i problemi avuti ad inizio anno, con una moto inguidabile e soprattutto con l’episodio della collisione di Portimao, sotto la pioggia, innescata da Guintoli, che, abbattendolo, lo ha eliminato dai giochi iridati. E adesso? Ora arriva l’ultimo atto, in Qatar. La lotta per un campionato, clamorosamente riaperto, è tra due soli piloti, Tom Sykes e Sylvain Guintoli. Gli altri sono ormai matematicamente fuori dai giochi. Interessante sarà capire il comportamento di Melandri e le conseguenze di questo gesto all’interno della squadra, oltre all’esito del mondiale. Vedremo se si ricorrerà ad una riunione prima della gara o se si lascerà carta bianca. Sicuramente la temperatura nei box Aprilia è molto più elevata di quella del deserto del Qatar che li attende…
Sylvain Guintoli e Tom Sykes: il mondiale Superbike è affare loro

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