A
Misano tornano a sventolare i vessilli gialli con il numero dell'idolo di casa,
Valentino Rossi. Il Dottore è riuscito a cogliere il successo in maniera
imperiosa e netta, diventando il più anziano vincitore di un Gran
Premio in attività, interrompendo il filotto di 12 vittorie consecutive della
Honda (11 con Marquez e una con Pedrosa). La dedica, ovviamente, va all'amico
Marco Simoncelli, tragicamente scomparso in quel maledetto 23 ottobre 2011
a Sepang, ed a cui è anche dedicato il circuito di San
Marino. Una vittoria costruita nelle prove, con costanza e dedizione. In
ogni sessione Valentino ha dato la sensazione di essere sempre presente e
dotato di un ottimo passo. La Yamaha, stavolta, è apparsa nettamente più veloce
della Honda, grazie a temperature non troppo elevate ed alle lunghe curve del
circuito di Misano. Oltre a Rossi, anche Jorge Lorenzo è apparso rigenerato:
sua infatti la pole position. Le Honda di Marc Marquez e Dani Pedrosa sono
sembrate in difficoltà, mentre le Ducati con Dovizioso e Iannone hanno stupito
in positivo ancora una volta.

La
gara è iniziata con un ottimo spunto per Marquez, Rossi e Lorenzo, mentre
Pedrosa restava più attardato, con le Ducati lanciate. Nelle prime posizioni,
in avvio di gara, il ritmo è stato impressionante e ad un certo punto si è
scatenata la bagarre. Il primo a cedere è stato Lorenzo, incapace di reggere
quel passo indiavolato, mentre gli altri due mostri sacri si continuavano a
scannare, con sorpassi e controsorpassi. Rossi, uscito vincitore dal corpo a
corpo, è riuscito a prendere un po' di margine sul rivale. Al decimo
passaggio, il colpo di scena: Marc Marquez, lanciato all'inseguimento del
pilota Yamaha, scivolava via alla curva Rio. La moto non è ripartita
subito e Marquez è stato costretto a rimontare dall'ultima posizione, chiudendo
quindicesimo, grazie al ritiro di Aleix Espargarò. A Rossi si sono così
spalancate le porte per la prima vittoria stagionale, la numero 107 in carriera.
Gli è bastato gestire il vantaggio, oscillante tra i 2 ed i 3
secondi, sul compagno di squadra Lorenzo. Alla fine il trionfo
meritato, con la folla festante. Lorenzo ha chiuso secondo, davanti a Dani
Pedrosa e alla Ducati di Andrea Dovizioso, autore di un'altra splendida
prova. La Ducati infatti ha fatto passi avanti da gigante, non solo
sul giro secco, ma anche nella gestione del mezzo in gara, a partire dall'usura
delle gomme. Dovizioso, poi, ha impresso un ottimo ritmo, riuscendo a
mettere sotto pressione dalla seconda parte di gara, uno come Pedrosa. Iannone
ha chiuso quinto, faticando all'inizio, ma mostrando segnali di
crescita continui. La promozione nel top team, a fianco di Dovizioso, gli
ha fatto molto bene. Buona gara anche per le due Yamaha di Pol Espargarò e
Bradley Smith, che hanno tenuto un buonissimo passo.
Chi
torna da Misano con l'amaro in bocca è sicuramente Jorge Lorenzo. La
pole position, prima della stagione, è stata una bella iniezione di fiducia ma
alla fine la gara è andata diversamente dalle sue aspettative. E soprattutto a
fare più male è stato il fatto di aver chiuso dietro il compagno di squadra. Lo
spettro di terminare la stagione senza vittorie e soddisfazioni è un'ipotesi
non più così remota. E l'umore non è dei migliori.
Marc
Marquez, per la prima volta in stagione, ha sbagliato. Ma a rendere questo
errore un peccato veniale, che si perdona volentieri al giovane marziano
spagnolo, sono il margine enorme in classifica (74 punti di vantaggio sul più
immediato inseguitore) e la consueta voglia di vincere sempre e comunque,
nonostante abbia il mondiale in tasca. Avrebbe potuto accontentarsi e
portare a casa un comodo piazzamento sul podio, ma il desiderio di
vincere, tipico di quei campioni, che non sono mai sazi e appagati, ha avuto la
meglio. Marc è intelligente e sa quando usare la testa al posto della clava ma,
ora che il titolo è quasi acquisito, ha anche pensato che, in fondo,
non ci si stanca mai di vincere, per sé e per i propri tifosi. Quindi va
ammirato per averci provato lo stesso, anziché essersi accontentato di una gara
tranquilla. La delusione di giornata, forse, è Dani Pedrosa. Mai aggressivo,
fin da subito lontano dai primissimi della classe, Dani sembra decisamente
spento dopo il successo di Brno. Sicuramente la Honda non lo ha aiutato, anzi.
Questa era sicuramente una pista decisamente favorevole alla Yamaha. Però il
confronto con Marquez, ancora una volta, è impietoso. Pedrosa non è riuscito a
spingere forte come avrebbe voluto, ma non è neanche stato in grado di fare
quella differenza che ci si sarebbe aspettati.
Adesso
arriva il GP di Aragona, pista su cui Lorenzo e Rossi non hanno mai vinto. Per
Marquez è l'occasione per fare un altro passo avanti verso il titolo e verso
record pazzeschi. A meno che non scelga di calmarsi, aspettando che
l'aritmetica dia il verdetto iridato definitivo, lasciando spazio agli altri,
evitando di ripetere l'errore di Misano. Ma conoscendo il suo modo di
interpretare le gare sarà difficile. Tanto di guadagnato per lo spettacolo. Prossima
fermata in Spagna... forza ragazzi! Spettacolo a tutto gas!
Nessun commento:
Posta un commento