domenica 14 settembre 2014

MotoGP: a Misano torna il Dottore


A Misano tornano a sventolare i vessilli gialli con il numero dell'idolo di casa, Valentino Rossi. Il Dottore è riuscito a cogliere il successo in maniera imperiosa e netta, diventando il più anziano vincitore di un Gran Premio in attività, interrompendo il filotto di 12 vittorie consecutive della Honda (11 con Marquez e una con Pedrosa). La dedica, ovviamente, va all'amico Marco Simoncelli, tragicamente scomparso in quel maledetto 23 ottobre 2011 a Sepang, ed a cui è anche dedicato il circuito di San Marino. Una vittoria costruita nelle prove, con costanza e dedizione. In ogni sessione Valentino ha dato la sensazione di essere sempre presente e dotato di un ottimo passo. La Yamaha, stavolta, è apparsa nettamente più veloce della Honda, grazie a temperature non troppo elevate ed alle lunghe curve del circuito di Misano. Oltre a Rossi, anche Jorge Lorenzo è apparso rigenerato: sua infatti la pole position. Le Honda di Marc Marquez e Dani Pedrosa sono sembrate in difficoltà, mentre le Ducati con Dovizioso e Iannone hanno stupito in positivo ancora una volta.

 


Valentino Rossi, vincitore della gara della MotoGP, sul podio di Misano

 

 La gara è iniziata con un ottimo spunto per Marquez, Rossi e Lorenzo, mentre Pedrosa restava più attardato, con le Ducati lanciate. Nelle prime posizioni, in avvio di gara, il ritmo è stato impressionante e ad un certo punto si è scatenata la bagarre. Il primo a cedere è stato Lorenzo, incapace di reggere quel passo indiavolato, mentre gli altri due mostri sacri si continuavano a scannare, con sorpassi e controsorpassi. Rossi, uscito vincitore dal corpo a corpo, è riuscito a prendere un po' di margine sul rivale. Al decimo passaggio, il colpo di scena: Marc Marquez, lanciato all'inseguimento del pilota Yamaha, scivolava via alla curva Rio. La moto non è ripartita subito e Marquez è stato costretto a rimontare dall'ultima posizione, chiudendo quindicesimo, grazie al ritiro di Aleix Espargarò. A Rossi si sono così spalancate le porte per la prima vittoria stagionale, la numero 107 in carriera. Gli è bastato gestire il vantaggio, oscillante tra i 2 ed i 3 secondi, sul compagno di squadra Lorenzo. Alla fine il trionfo meritato, con la folla festante. Lorenzo ha chiuso secondo, davanti a Dani Pedrosa e alla Ducati di Andrea Dovizioso, autore di un'altra splendida prova. La Ducati infatti ha fatto passi avanti da gigante, non solo sul giro secco, ma anche nella gestione del mezzo in gara, a partire dall'usura delle gomme. Dovizioso, poi, ha impresso un ottimo ritmo, riuscendo a mettere sotto pressione dalla seconda parte di gara, uno come Pedrosa. Iannone ha chiuso quinto, faticando all'inizio, ma mostrando segnali di crescita continui. La promozione nel top team, a fianco di Dovizioso, gli ha fatto molto bene. Buona gara anche per le due Yamaha di Pol Espargarò e Bradley Smith, che hanno tenuto un buonissimo passo. 

 

 Chi torna da Misano con l'amaro in bocca è sicuramente Jorge Lorenzo. La pole position, prima della stagione, è stata una bella iniezione di fiducia ma alla fine la gara è andata diversamente dalle sue aspettative. E soprattutto a fare più male è stato il fatto di aver chiuso dietro il compagno di squadra. Lo spettro di terminare la stagione senza vittorie e soddisfazioni è un'ipotesi non più così remota. E l'umore non è dei migliori.

 

Marc Marquez, per la prima volta in stagione, ha sbagliato. Ma a rendere questo errore un peccato veniale, che si perdona volentieri al giovane marziano spagnolo, sono il margine enorme in classifica (74 punti di vantaggio sul più immediato inseguitore) e la consueta voglia di vincere sempre e comunque, nonostante abbia il mondiale in tasca. Avrebbe potuto accontentarsi e portare a casa un comodo piazzamento sul podio, ma il desiderio di vincere, tipico di quei campioni, che non sono mai sazi e appagati, ha avuto la meglio. Marc è intelligente e sa quando usare la testa al posto della clava ma, ora che il titolo è quasi acquisito, ha anche pensato che, in fondo, non ci si stanca mai di vincere, per sé e per i propri tifosi. Quindi va ammirato per averci provato lo stesso, anziché essersi accontentato di una gara tranquilla. La delusione di giornata, forse, è Dani Pedrosa. Mai aggressivo, fin da subito lontano dai primissimi della classe, Dani sembra decisamente spento dopo il successo di Brno. Sicuramente la Honda non lo ha aiutato, anzi. Questa era sicuramente una pista decisamente favorevole alla Yamaha. Però il confronto con Marquez, ancora una volta, è impietoso. Pedrosa non è riuscito a spingere forte come avrebbe voluto, ma non è neanche stato in grado di fare quella differenza che ci si sarebbe aspettati.

 

Adesso arriva il GP di Aragona, pista su cui Lorenzo e Rossi non hanno mai vinto. Per Marquez è l'occasione per fare un altro passo avanti verso il titolo e verso record pazzeschi. A meno che non scelga di calmarsi, aspettando che l'aritmetica dia il verdetto iridato definitivo, lasciando spazio agli altri, evitando di ripetere l'errore di Misano. Ma conoscendo il suo modo di interpretare le gare sarà difficile. Tanto di guadagnato per lo spettacolo. Prossima fermata in Spagna... forza ragazzi! Spettacolo a tutto gas!

 

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