domenica 28 settembre 2014

MotoGp: Lorenzo vince la lotteria di Aragon


È proprio vero che tutto può cambiare in un secondo. Addirittura può succedere che da un giorno all’altro il mondo si capovolga, con le Honda, regine incontrastate del sabato, crollate nella gara. Un gara iniziata con la pista asciutta, dopo una mattinata di pioggia e nebbia ad Aragon. Pole per Marc Marquez, davanti al compagno di squadra Dani Pedrosa. Le Yamaha in sesta e settima posizione, rispettivamente con Valentino Rossi e Jorge Lorenzo. Partenza super per Lorenzo, Marquez, Pedrosa e Rossi, avanti ad imporre il ritmo. Inaugura la serie di cadute in gara, Andrea Iannone, partito dalla terza posizione e scivolato dopo soli due passaggi. Altre due tornate e tocca a Rossi: tenta di affiancare all’esterno Pedrosa in staccata ma arriva lungo, finisce sull’erba sintetica, perdendo il controllo della M1. Brutta botta, gara finita ed un trauma cranico come spiacevole ricordo. Gli altri big però non hanno mai smesso di scannarsi. Inizialmente Lorenzo pareva averne più degli altri, poi le due Honda sono tornate a dettare legge, con Marquez e Pedrosa impegnati in una serie di sorpassi e controsorpassi. Ma proprio quando i due hondisti sembravano avviarsi verso una doppietta incredibile ecco il colpo di scena: la pioggia. Il circuito tuttavia non si è bagnato in maniera omogenea. I primi segnali si sono avuti dai tempi dei primi in calo. Ed Andrea Dovizioso, in rimonta sul terzo in classifica, Lorenzo, è scivolato via sulla pista sempre più insidiosa. La svolta definitiva è arrivata negli ultimi sei giri: Lorenzo, ormai staccato dai primi due, è rientrato ai box, prendendo la moto con l’assetto da bagnato. A quattro giri dalla fine il secondo colpo di scena di giornata: Pedrosa, secondo ed all’inseguimento di Marquez, è scivolato all’ingresso della prima curva. Un segnale chiaro che le gomme da asciutto non erano più in condizione. Marquez ha tentato l’impresa d’altri tempi, forse anche per via della scomoda posizione che non gli permetteva di agire in modo molto diverso, nel discorso per la vittoria. Tuttavia al giro successivo è toccato al numero 93 scivolare e buttare via la vittoria stagionale numero 12. Un giro per rientrare e pit stop per il cambio moto. Alla fine un tredicesimo posto, davanti a Pedrosa, anche lui ripartito dopo la caduta. Dopo tutti questi colpi di scena ha vinto Jorge Lorenzo, interrompendo un lungo digiuno, con l’ultima vittoria risalente al 9 novembre 2013, quando dovette abdicare a favore di Marquez. Oggi invece la dea bendata ha guardato dalla sua parte ma va detto che Jorge si è meritato questo successo: dopo un avvio di stagione disastroso, ha lavorato bene anche sulle proprie paure e sui propri limiti, tornando al top. Peccato che questa vittoria, unita ad una sequenza di quattro secondi posti ed un terzo nelle ultime 5 gare, sia arrivata troppo tardi, con un mondiale ormai chiuso.



Jorge Lorenzo ha vinto il Gran Premio di Aragona, cinquantatreesima vittoria in carriera

Infatti nei piani alti la classifica non ha subìto scossoni ed anzi, Marquez, pur in una giornata no, ha guadagnato punti nei confronti dei diretti inseguitori. Ora i punti di vantaggio sono 75 su Pedrosa e 78 su Rossi, con 100 ancora da assegnare. Un margine di tutta sicurezza. Forse avrebbe potuto far festa anche prima, se non avesse osato troppo in queste ultime due gare, in cui ha racimolato solo 4 punti. Certo non si può parlare di crisi, visto il margine ancora enorme e la discontinuità degli avversari. Però Marc deve imparare a gestirsi meglio in determinate situazioni e a non rischiare troppo. Va anche detto che a vent’anni la voglia di vincere e di strafare è tanta ed anche altri campionissimi, da giovani, hanno sbagliato molto. Come ha ammesso lui stesso, quella di oggi può essere ugualmente una lezione preziosissima, in termini di malizia e furbizia, da aggiungere al bagaglio di conoscenze.

Certo è che i suoi azzardi restano impensabili per gli altri. Rossi ha accusato una battuta a vuoto ma ha dato l’impressione di faticare per tutto il week end. Pedrosa invece avrebbe potuto tentare un azzardo diverso da quello del compagno di squadra (che comunque, trovandosi per primo, non poteva controllare le scelte degli altri): forse avrebbe potuto anticipare il rientro e giocarsi tutto negli ultimi giri. Invece ha mostrato un po’ di insicurezza nel tentare di marcare disperatamente Marquez. Ora la si è accesa ulteriormente la corsa per il secondo posto nel mondiale. Ci sarà da divertirsi, anche perché Marquez avrà fretta e voglia di cancellare le ultime delusioni e di chiudere definitivamente il discorso mondiale.

Nella giornata della caduta degli dei, grandi protagonisti sono stati anche il secondo classificato Aleix Espargaro, su Art ed il terzo piazzato, Cal Crutchlow, su Ducati. Risultati incredibili per entrambi ma con due sapori diversi: Aleix ha mostrato più di una volta di essere davvero forte e grintoso ma oggi si è tolto la soddisfazione del primissimo podio nella top class. Con una moto decisamente poco competitiva. In Suzuki non potranno che essere felici per il neoacquisto… Cal invece si è preso una bella rivincita dopo una stagione a dir poco deludente. In tanti lo davano per finito, gli infortuni non gli hanno dato tregua. È stato un periodo difficile ma l’inglese sembra esserne uscito bene. Oggi senz’altro i guai altrui lo hanno favorito ma gli va dato merito di essere stato nel posto giusto al momento giusto, in questa pazza lotteria.

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