È successo di tutto ma
alla fine i pronostici sono stati rispettati. Vince Lewis Hamilton su Mercedes,
davanti al compagno rivale Nico Rosberg. Vittoria meritata ed in parte
annunciata nelle libere dal passo gara dell’inglese fuori portata per tutti gli
altri. Vittoria che, se non altro tiene ancora aperto il discorso mondiale,
perché molto probabilmente un successo tedesco avrebbe dato il colpo di grazia
alle speranze iridate di Hamilton.
Eppure la partenza lasciava presagire ben
altro. Allo start, l’inglese partiva a rilento, finendo per essere scavalcato
dal compagno di team, da Magnussen e da Massa. Rosberg sembrava riuscire a
scappare via, distanziando di 4 secondi gli inseguitori. Al quinto passaggio
attacco di Massa che andava a superare il pilota della McLaren, imitato da
Hamilton. Il brasiliano della Williams iniziava a recuperare sulla testa della
corsa. Rosberg, innervosito dal recupero, cercava di aumentare il ritmo ma
steccava la prima frenata al nono giro, andando lungo e perdendo terreno sui
diretti inseguitori. Hamilton capiva che il momento era quello ideale per la
rimonta: sorpasso agevole alla prima variante su Massa (passaggio numero 10) e
ritmo forsennato, cercando di recuperare sul compagno di scuderia. Da 2 secondi
a 1 secondo e 2 decimi nel giro in 14 tornate. Al ventiquattresimo giro,
Rosberg rompeva gli indugi rientrando ai box, imitato una tornata dopo da
Hamilton. Il distacco rimaneva lo stesso ma per poco perché l’inglese infilava
due giri record, recuperando quasi un secondo. Rosberg, pressato così dal ritmo
incalzante del rivale, arrivava nuovamente lungo alla prima staccata, favorendo
il sorpasso di Hamilton. Da lì non ci sarebbe più stata storia, troppo forte,
cattivo e veloce Lewis. Cavalcata verso la sesta vittoria stagionale, la
ventottesima in carriera. Rosberg faceva buon viso a cattivo gioco,
accontentandosi di una preziosissima seconda posizione in ottica mondiale. I
titoli si vincono anche con la testa… Se non altro, in casa Mercedes si torna a
respirare, dopo due settimane ad altissima tensione per il contatto di Spa Francorchamps
tra le due vetture, che era costato il ritiro a Lewis e la vittoria a Nico.
Ovviamente la pace non durerà in eterno, c’è un mondiale in palio e due
grandissimi piloti, disposti a tutto per conquistarlo. Ne vedremo ancora delle
belle...

Sopra:
la felicità del team Mercedes per la doppietta siglata con Lewis Hamilton (al
centro) e Nico Rosberg (a fianco)
Da applausi il ritorno
al podio di Felipe Massa, dopo un anno di assenza. Primo podio dopo il divorzio
dalla Ferrari, nella sua nuova avventura da pilota Williams. Una bella
soddisfazione in una stagione fino ad ora davvero sfortunata, mentre il
compagno di squadra, Valtteri Bottas, collezionava podi ed ottime gare. Felipe
infatti è rimasto coinvolto in tanti incidenti nei primi giri, anche quando
avrebbe avuto un buon passo; il podio non sarebbe stato una chimera già in
Austria se il box non avesse sbagliato la strategia. A Monza, invece, tutto è
andato per il meglio, senza problemi. Valtteri Bottas, stavolta, non è riuscito
a centrare il podio ma ha disputato comunque una grandissima gara. Peccato per
la partenza che lo faceva scivolare indietro, a metà gruppo. Ma in rapida
sequenza il finlandese riusciva a superare Hulkenberg (gara opaca in cui ha
fatto il gambero), Raikkonen, Perez, Alonso, Button, Magnussen (al termine di
un duello con colpi proibiti, che sono costati una penalità di 5 secondi al
danese) e Vettel. Indubbiamente una splendida dimostrazione di quello che è il
suo talento. In casa Williams la soddisfazione per aver superato la Ferrari
nella lotta per il terzo posto della classifica costruttori.

Sopra:
Felipe Massa, 33 anni, tornato sul podio con la Williams
Gran Premio d’Italia dai due volti in casa Red
Bull: Vettel era partito con l’intenzione di fare punti importanti, non tanto
per la classifica quanto per il morale. Invece non solo il podio sembra un
miraggio, ma per l’ennesima volta finisce alle spalle del compagno Daniel
Ricciardo, autore di un’ottima rimonta nella seconda metà di gara. Il mondiale
resta un sogno per il giovane talento australiano ma intanto prosegue
brillantemente il suo processo di crescita. Inappellabile ed interlocutorio
sulla situazione attuale dei due piloti della casa austriaca è il sorpasso alla
Roggia di Ricciardo. Finta a destra verso l’esterno e poi rapidissimo cambio di
direzione verso l’interno della chicane. Poi attaccato al cordolo,
millimetrico, senza dare la possibilità all’ormai ex capitano di replicare.
L’ennesimo smacco che il giovane sfidante ha rifilato al veterano in una
stagione che sta riscrivendo le gerarchie.
Buona gara per Sergio
Perez, che qui, due anni fa conquistò un clamoroso secondo posto su Sauber. Spettacolare
il duello, ruota contro ruota, con l’ex compagno in McLaren, Jenson Button, mai
in gioco per le posizioni che contano. Magnussen completava la top ten per via
della penalizzazione che lo faceva scivolare dalla settima piazza. Il ragazzo
ha un indiscutibile talento ma deve imparare a non esagerare e a non rovinare
la sua gara e quella degli altri, per eccessi di foga. Sicuramente col tempo
imparerà a gestire meglio la pressione e le sue emozioni.
In casa Ferrari invece
regna il caos totale. In pista le due Rosse non sono mai apparse in grado di
poter puntare al podio, un grande risultato sulla pista di casa. Invece
Raikkonen, dopo l’improvvisa resurrezione di Spa Francorchamps, due settimane
fa, è tornato a disputare una gara anonima. Sicuramente contro le vetture
motorizzate Mercedes era difficile fare meglio ma Kimi è davvero sembrato
rassegnato e poco combattivo. L’unico guizzo è stato un controsorpasso su
Bottas, ma solo per un errore del pilota Williams. Fernando Alonso come sempre
ha lottato al via ma alla lunga non c’era molto da fare. Fino al giro 29,
quando la Ferrari numero 14 si fermava alla prima variante, davanti alla
tribuna con i tifosi della Rossa (beffa nella beffa!), col cambio rotto. Il
ritiro meccanico metteva fine alla striscia di 86 gare senza un problema
tecnico. Un brutto colpo sia per il terzo posto nella classifica piloti che si
allontana sia per il mondiale costruttori, con il sorpasso Williams. Come se
non bastasse questa Caporetto sportiva, ci si sono messe le voci di possibili
dimissioni di Luca Cordero di Montezemolo, presidente della Ferrari S.p.A. e le
critiche mosse da Sergio Marchionne, amministratore delegato della FIAT (che
detiene del resto il 90% della Ferrari). Marchionne si è lamentato per la
scarsa competitività della Rossa aggiungendo che nessuno è indispensabile. Un
avvertimento verso Montezemolo? Lo stesso presidente non le ha mandate a dire e
ha replicato: “La Ferrari ormai è americana.” Che sia l’inizio di un nuovo
capitolo nella storia della Ferrari?

Sopra:
il sorpasso di Dani Ricciardo (Red Bull) su Kimi Raikkonen (Ferrari)
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