martedì 16 settembre 2014

Juventus - Udinese: inizia il tour de force per la Vecchia Signora

Dopo il consueto (e non troppo amato) break di inizio settembre dedicato alle compagini nazionali, si torna finalmente a parlare di campionati e coppe. Si riaccende così l’entusiasmo per una stagione che è solamente agli albori ma si preannuncia già densa di emozioni e sorprese.
Negli anticipi del sabato scendono in campo Roma e Juventus, designate unanimemente come le due grandi favorite, anche quest’anno, per contendersi la conquista finale dello scudetto. I giallorossi inaugurano la seconda giornata di campionato al Castellani di Empoli, dove li attende una formazione giovane e carica di motivazioni. L’incontro si rivela infatti non privo di insidie, e serve una potente e precisa rasoiata di Nainggolan, con la complicità del portiere avversario Sepe, per regalare la vittoria e i 3 punti agli uomini di Garcia. Grande prova ancora una volta da parte del centrocampista belga, autore già di due reti e un assist in due partite: presenza imperiosa in mezzo al campo, abbina la grinta famelica di un ruba palloni all’ottima tecnica di un regista, pone il proprio marchio su tutte le azioni decisive della sua squadra. Si candida di diritto a essere considerato uno dei calciatori più forti della nostra serie A, e a questo punto è lecito attendersi da lui anche grandi prestazioni sul palcoscenico europeo, dove avrà il compito di guidare il centrocampo giallorosso in un girone veramente difficile per provare a strappare una qualificazione che avrebbe del sensazionale.



Radja Nainggolan è approdato a gennaio alla Roma. Soprannominato “il ninja”, è stato incredibilmente escluso dai 23 convocati del Belgio per l’avventura in Brasile.


Archiviato l’anticipo delle 18, la scena si sposta a Torino, per una partita ricca di significati: lo Juventus Stadium abbraccia per la prima volta in stagione i suoi beniamini e accoglie, per la verità non troppo calorosamente, Massimiliano Allegri. Il livornese, che finora si era presentato allo Stadium sempre da avversario, deve ancora togliersi di dosso il marchio milanista e deve portare risultati concreti: quando lo speaker annuncia il suo nome, il pubblico risponde con un tiepido mormorio che rasenta il silenzio. Solo quando arriveranno vittorie significative i tifosi inizieranno ad amare veramente Max e a gridare forte il suo nome.



Lo Juventus Stadium ospita le partite di casa della Juventus dalla stagione 2011/2012. Edificato dove prima sorgeva il vecchio Delle Alpi, è di proprietà della società.

In una serata inaspettatamente calda di fine estate va dunque in scena l’incontro tra Juventus e Udinese. La squadra di casa deve rinunciare a Barzagli e Chiellini in difesa, Vidal e Pirlo a centrocampo; Tevez non è al meglio e rimane in dubbio fino all’ultimo, ma inizia subito il riscaldamento coi titolari. Gioca lui. Spazio dunque per Ogbonna e Caceres ai fianchi di Bonucci, in mezzo al campo Marchisio proverà a fare le veci di Pirlo, con Pogba alla sua sinistra e l’ex della partita, Pereyra, alla sua destra. Sulla fascia sinistra debutta Evra, a destra confermato Lichtsteiner; davanti si punta sulla coppia collaudata Tevez – Llorente. I pali sono difesi, neanche a dirlo, da Gigi Buffon.
Scelte non facili per Max Allegri, che oltre a dover fronteggiare numerosi infortuni deve anche fare i conti con una serie di sette partite in tre settimane: il ritmo sarà serrato e alcune sfide saranno veramente ostiche, come la trasferta a Milano, il big match con l’Atletico nella bolgia del Vicente Calderon e l’attesissimo scontro al vertice con la Roma. Importante dunque saper gestire gli uomini e le energie, per dare il meglio in ogni partita e in tutte le competizioni.
La formazione friulana si presenta con Karnezis fra i pali, difesa a tre formata da Widmer, Danilo e l’esordiente Bubnjic, in mezzo al campo troviamo Guilherme, l’ex bolognese Kone, Allan, Pasquale e Hertaux, in attacco si vede il duo Di Natale – Muriel.



A luglio Massimiliano Allegri è stato scelto dalla dirigenza bianconera dopo l’improvviso addio di Antonio Conte

L’arbitro Damato fischia l’inizio, e la Juventus prova subito a schiacciare gli ospiti nella loro metà campo: fin dai primi minuti la palla è praticamente sempre fra i piedi dei padroni di casa, anche se non si vedono grandi occasioni da gol. Ma dopo 8 minuti un primo sussulto fa vibrare la partita: Pereyra innesca Lichtsteiner sulla destra, lo svizzero controlla e riesce a crossare rasoterra; inizialmente sembra una palla vagante, ma da dietro irrompe fulmineo Tevez che calcia di prima e infila di precisione Karnezis. Lo Stadium esplode, per l’Apache è il ventesimo gol in 36 presenze con la maglia della Juventus. Per tutto il resto del primo tempo gli uomini di Allegri attaccano con forza, tanto che la loro disposizione in campo prende quasi la forma di un 3 – 1 – 6. In qualche sporadica occasione i friulani tentano di ripartire nei grandi spazi inevitabilmente concessi dal grande sforzo offensivo degli avversari, ma tutti i loro tentativi vengono neutralizzati. Col passare dei minuti si mette in evidenza l’intesa sull’asse Pogba – Evra. I due sono compagni di nazionale, e si vede: iniziano a dialogare in maniera efficace, il terzino arriva spesso sul fondo e riesce a mettere in mezzo palle insidiose. La Juventus però spreca tanto e non concretizza, si va così al riposo sul punteggio di 1-0.

 Al rientro dagli spogliatoi Max schiera gli stessi undici del primo tempo, nell’Udinese invece un opaco Muriel esce per far posto a Fernandes. Quest’ultimo apporta inventiva e riesce a dare vitalità al gioco della sua squadra: nelle fasi iniziali della ripresa è infatti l’Udinese a spingere e a schiacciare per alcuni minuti la Juventus. I pericoli per la porta di Buffon però sono pressoché inesistenti, e il portierone nazionale non viene mai chiamato in causa. Pian piano il pallino del gioco torna nelle mani della Juve: sale in cattedra Claudio Marchisio, che non potrà giocare alla maniera di Pirlo ma inizia a recuperare palle importanti e a riorganizzare sapientemente il gioco dei suoi. Ci mette del suo anche Pogba: il giovane parigino non si accontenta mai di giocate banali e ricerca sempre l’eleganza. Rischia di eccedere in leziosità, ma quando le finezze che ha in mente gli riescono mandano in visibilio il pubblico e valgono da sole il prezzo del biglietto.

Bisogna attendere il minuto 75 per assistere a un’altra, decisiva vibrazione nella trama della partita: a centrocampo Tevez con un colpo di testa geniale libera Evra, che corre fino al limite dell’area; il francese e l’argentino tessono un’ottima trama di passaggi fra di loro finché lo stesso Tevez la scarica fuori area per Marchisio, che controlla e lascia partire un destro imparabile.
Gol meritatissimo e coronamento di una prestazione da applausi per il principino, che mette in campo qualità, quantità e cuore: nella passata stagione ha trovato pochissimo spazio, chiuso dal trio Pirlo – Pogba – Vidal, ma è davvero un peccato non veder giocare uno come lui. La sensazione è che giocare faccia bene al ragazzo, e che lui dia un grande contributo al gioco della Juventus: per competere al massimo su più fronti, Allegri non potrà non considerarlo un uomo fondamentale nella rosa bianconera.



Tevez e Marchisio, autori delle due reti che hanno portato la vittoria sull’Udinese

La partita non regala più altre reti, offre tuttavia altre piacevoli sorprese: entrano in campo i giovani Coman e Morata, rispettivamente a 10 e 5 minuti dalla fine, e non perdono l’occasione per farsi notare. Il francese classe 96 si dimostra subito attivo e propositivo, dà un nuovo slancio offensivo alla sua squadra e guida in prima linea gli assalti finali. E Morata desta ancora più impressione: nei 5 minuti che ha a disposizione non si ferma mai, insegue ogni pallone correndo al massimo, tanto che lo stadio lo accompagna con un boato di incredulità e ammirazione. Questi due ragazzi hanno sfruttato molto bene la chance concessa loro dall’allenatore, dimostrando di avere voglia, fame e disponibilità al sacrificio. I loro margini di miglioramento sono enormi, e se continuano così arriveranno lontano.

Juventus
Il migliore: Tevez. E’ la vera anima del gioco bianconero. Guerriero instancabile, gioca anche se non è al meglio e non lascia trasparire il minimo problema: corre come un forsennato, aggredisce ogni pallone e guida un pressing furioso, richiamando spesso i compagni a seguirlo. Appena vede un pallone in area vi si avventa sopra e lo indirizza inevitabilmente in porta. Sfrutta le circostanze come sempre per ricordare le sue origini: questa volta è il turno di Villa Palito, quartiere argentino in cui da 12 anni vengono costruite case per i poveri senzatetto. Hombre del pueblo.



Primo gol in questo campionato per l’Apache, sempre più numero 10 e trascinatore della Juventus

Il peggiore: Ogbonna. Continua a non convincere. Appare di un livello nettamente inferiore a Bonucci e a Caceres, autori invece di una prova molto buona. Sembra spesso indeciso, insicuro e quasi intimorito. Per stavolta è andata bene, ma Allegri dovrà augurarsi di recuperare al più presto Barzagli e Chiellini.

Udinese
Il migliore: Fernandes. Il numero 8 entra all’inizio del secondo tempo e imprime un passo decisamente diverso. Tutte le volte che ha la palla fra i piedi si ha la sensazione che possa fare qualcosa di pericoloso, e infatti si rende protagonista di diversi dribbling e belle giocate. Forse, a posteriori, meritava un posto dall’inizio.

Il peggiore: Di Natale. All’uomo simbolo toccano le responsabilità di una prestazione collettiva rinunciataria. Lui e Muriel non riescono a mettere in apprensione la difesa avversaria, ogni loro timido tentativo si perde nel nulla. In una partita in cui nessuno ha commesso errori evidenti, da uno come Totò ci si aspettava qualcosa in più.

Anche la Juventus riesce infine a guadagnarsi i 3 punti e a raggiungere la Roma in testa alla classifica a punteggio pieno: curioso come le due squadre abbiano vinto esattamente con gli stessi risultati (2-0 nella partita in casa e 0-1 con autogol in quella in trasferta). Questo dato sembra confermare il fatto che la lotta al vertice sarà davvero senza esclusione di colpi, e lo scudetto verrà cucito sul petto di una delle due solo nelle ultimissime battute del campionato.

Allegri è chiamato ora ad affrontare le sfide che contano davvero, a superare lo scoglio dei gironi in Champions e a proseguire la marcia in campionato. La partita con l’Udinese era solo la prima tappa di un tour de force di 7 partite in 3 settimane: il cammino è appena iniziato, è ancora presto per avere risposte su quanto valga davvero questa Juve, quanto possa andare lontano e quali limiti abbia…


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