Tutto come previsto o quasi. Al termine della prima,
lunga ed intensa settimana della Vuelta 2014 la maglia rossa è sulle spalle del
favorito alla vigilia, Nairo Quintana, già vincitore del Giro d’Italia a maggio
e della maglia a pois nel Tour de France 2013. Tuttavia non è stato così
scontato: la maglia rossa, orfana del vincitore dell’anno scorso Chris Horner,
è passata da Jonathan Castroviejo, primo della Movistar trionfatrice nella
cronometro a squadre, a Michael Matthews, che aveva indossato per qualche
giorno la maglia rosa a maggio.
L’ha vestita
per due volte anche Alejandro Valverde, compagno di squadra di Quintana, sulla
carta venuto per fare il gregario ma ben presto entrato nella lista dei
pretendenti alla vittoria finale. Tra questi non possono mancare anche i due
grandi assenti al Tour de France, per gli infortuni dovute alle cadute: Chris
Froome, inglese nativo del Kenia, del team Sky, ed Alberto Contador, del team
Tinkoff. La classifica resta molto corta, nonostante due arrivi in salita come
l’inedito traguardo di La Zubia e quello di Aramòn Valdelinares: comanda, come
già detto, Quintana davanti a Contador per soli 3 secondi, a Valverde per 8 e
al vincitore dell’ultima tappa, Winner Anacona, altro prodotto del grande
vivaio colombiano. Chris Froome è staccato di 28 secondi, 2 in più di Joaquin
Rodriguez, veterano a caccia dell’ennesimo podio per riscattare una stagione
sfortunata. Rigoberto Uran, secondo al Giro d’Italia per due anni di fila, è
già lontano a 1 minuto e 26 secondi, quasi tagliato fuori dalla vittoria
finale. Lontano anche Samuel Sanchez del team BMC: nonostante l’aiuto di un
altro veterano, Cadel Evans, è già a 1’35”.
Il discorso
per la vittoria finale resta, seguendo la logica, tra Quintana, Contador,
Froome e Valverde. Sono anche coloro che più hanno impressionato nei due arrivi
in salita. Nel primo il forcing di Valverde ha messo in crisi Quintana e mentre
l’inglese del team Sky e il castigliano hanno retto. Ma nell’ultimo arrivo,
quello a Aramòn, Quintana e Contador hanno staccato i rivali. In questo momento
Alberto Contador appare il ciclista più in forma. La frattura alla tibia sembra
un brutto ricordo, la sparata del Pistolero appare ancora buona. Il problema
forse sarà la durata di questa condizione, vista la preparazione un po’
accelerata. Ma a Contador piace stupire... Quintana resta un enigma: in
difficoltà a La Zulbia, pimpante ad Aramòn. Possibile che si stia scaldando in
attesa dell’ultima settimana. Valverde non sembra avere le tre settimane nelle
gambe ma ha l’esperienza dalla sua e corre in casa. Froome è il grande punto di
domanda: a La Zulbia aveva dato l’impressione di tenere il ritmo di Valverde,
sull’ultima salita è andato in difficoltà. Le cadute quest’anno non gli danno
tregua. E poi a suo sfavore c’è da dire che il team Sky, macchina da guerra
negli ultimi anni, sembra decisamente logora. Nessuno imprime più quel ritmo
massacrante e Froome fatica a contenere gli attacchi avversari. Mai darlo per finito
però: se la squadra ritroverà un minimo di compattezza e lui la sicurezza e la
lucidità sarà un brutto cliente per tutti.
La lotta tra velocisti per ora vede un pareggio tra
il francese Nacer Bouhanni e il tedesco John Degenkolb. Probabilmente il
discorso per le vittorie di tappa nelle volate resterà un affare loro. Una
buona notizia per gli italiani è la splendida vittoria nella settima tappa di
Alessandro De Marchi, dopo una fuga partita da lontano. Una grande notizia
anche in vista dei mondiali che si terranno proprio in Spagna. Chissà che possa
essere di buon auspicio per la squadra azzurra con il nuovo commissario tecnico
Davide Cassani. De Marchi poi ha qualità e coraggio. Al Giro d’Italia si è reso
protagonista di diverse azioni da lontano e al Tour di quest’anno ha vinto il
premio per la combattività. Sognando i mondiali, non resta che goderci questa
seconda settimana di Vuelta. Si inizia a fare sul serio...
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