giovedì 18 settembre 2014

Champions League: Roma super! 5-1 al CSKA Mosca


Juan Manuel Iturbe festeggia il primo gol della Roma
La Roma torna in Champions League dopo più di tre anni di assenza, da quella doppia sconfitta agli ottavi contro gli ucraini dello Shakhtar Donetsk, preludio di una stagione sotto le aspettative e di altre due annate deludenti. L’avversario che i giallorossi si trovano di fronte, allo stadio Olimpico, è quello più semplice, sulla carta, del girone infernale, con il Bayern Monaco di Guardiola ed il Manchester City di Pellegrini, in cui è stata inserita la squadra capitolina: il CSKA Mosca. Insomma, la Roma riparte da una squadra dell’Est Europa, pericolosa per il fatto che, a differenza delle altre europee, ha iniziato il campionato molto prima ed è quindi già in forma. Rudi Garcia, mister giallorosso, schiera il duo difensivo Manolas-Astori, davanti al portiere De Sanctis. I terzini sono Maicon e Torosidis. Centrocampo con la solidità di Radja Nainggolan, ultimamente decisivo in campionato, il veterano Keita e l’estro di Miralem Pjanic. Davanti il capitano Francesco Totti, alla cinquantesima partita in Champions, affiancato dai due razzi, Manuel Iturbe e Gervinho. De Rossi fuori per squalifica. Il CSKA di Leonid Slutsky risponde con Akinfeev tra i pali, difesa con Fernandes, Berezutski, Ignashevich, Nababkin, a centrocampo Milanov e Natcho, con Tosic, Eremenko e Musa dietro alla punta Doumbia. Dirige la gara l’arbitro David Fernández Borbalán.

 L’avvio però è da calcio accademico per la Roma. Sesto minuto: la Roma attacca in velocità, percussione di Gervinho che vede l’inserimento di Iturbe, passaggio perfetto che taglia fuori la difesa e mette il giovane argentino davanti al portiere Akinfeev. Iturbe non sbaglia ed è 1-0 per la Roma. Olimpico in delirio ma la festa è solo all’inizio. Al decimo minuto, Pjanic innesca la velocità di Iturbe che asfalta il terzino russo, palla in mezzo per Gervinho; l’ivoriano controlla, finta sul difensore e conclusione imparabile per l’estremo difensore che deve di nuovo raccogliere la palla dalla propria porta. La Roma prende coraggio e sale in cattedra, sparisce travolto dalla tempesta giallorossa il CSKA.  Iturbe e Maicon fanno impazzire la difesa dei cosacchi, incapaci di prendere le misure ai giallorossi. Il CSKA avrebbe anche l’occasionissima per riaprire il match: Doumbia sfrutta un’incomprensione tra i difensori della Roma, presi anche da un eccesso di confidenza, e si invola verso la porta di De Sanctis. L’Olimpico trattiene il fiato ma alla fine esplode di gioia: il centravanti si inceppa clamorosamente davanti all’estremo difensore giallorosso, incespicando e regalando la palla al Pirata Morgan. La Roma capisce l’antifona e torna a caricare a testa bassa. Al ventesimo minuto, contropiede sontuoso dei giallorossi, Maicon sfonda sulla fascia e, anziché crossare, va alla conclusione. Akinfeev, forse aspettandosi un passaggio in mezzo, è impreparato sul tiro potente ma non angolato e si lascia sfuggire la palla, in una clamorosa e goffa papera. Roma sul velluto. Unica nota stonata è l’infortunio del fulmine Iturbe che lascia spazio ad Alessandro Florenzi al minuto 24. Il CSKA prova a cambiare qualcosa ma in maniera troppo timida per impensierire De Sanctis e Manolas fa buona guardia, ben supportato da Astori. Al trentunesimo poker della Roma: Totti lancia Gervinho, finta di corpo su Nababkin e conclusione che supera di nuovo Akinfeev. Estasi pura per i tifosi della Lupa. Un primo tempo giocato con velocità e qualità, mix devastante per i russi, nettamente inferiori e surclassati dai giallorossi, che vanno vicinissimi al quinto gol in ben altre quattro occasioni, con Florenzi, Pjanic, Gervinho e Totti.
 
Gervinho protagonista della serata con la sua doppietta

Il secondo tempo si apre con la stessa identica melodia, suonata dall’orchestra diretta da Garcia. Gervinho continua a seminare il panico nella difesa russa e al minuto numero 51 arriva la manita: Torosidis pennella uno splendido traversone su cui s'avventa Florenzi: il giovane romano non impatta il pallone ma trae in inganno Ignashevich, comunque colpevolmente in ritardo, che finisce per trafiggere il compagno Akinfeev. A nulla servono i cambi di Leonid Slutsky, che inserisce Schennikov al posto di Nababkin (annullato completamente dall’attacco stellare della Roma), Efremov al posto di Tosic e  Panchenko al posto di Eremenko. La Roma sfiora il sesto gol con Pjanic, dopo una splendida combinazione con Florenzi, (decisivo il portiere Akinfeev) e Totti. Poi decide di togliere il piede dall’acceleratore e di gestire le forze in vista dell’impegno di campionato contro il Cagliari di Zeman. Il CSKA, dal canto suo, cresce e cerca almeno di raggiungere il gol della bandiera. Una prima volta è Morgan De Sanctis a negare la consolazione ai russi, grazie ad un ottimo intervento in tuffo (62’). Poi Doumbia riesce prima a sparare da pochi passi la palla sopra la traversa (65’), poi a centrare il legno superiore (69’). Manolas ed Astori continuano ad essere un muro insormontabile, finché Garcia decide di togliere il giovane talento greco (standing ovation per lui), dopo aver già sostituito al settantunesimo la freccia nera Gervinho per far spazio ad Adem Ljajic. In campo il giovane Yanga-Mbiwa. Buono anche il suo approccio alla gara. Tuttavia all’ottantaduesimo ecco il gol del CSKA che in parte fa infuriare mister Garcia: palla persa malamente da Torosidis, slalom con rimpallo molto fortunoso di Musa, che resiste ad Astori e a Yanga-Mbiwa e supera con un pallonetto De Sanctis. Astori si infortuna e il CSKA cresce esponenzialmente: prima un gol fantasma negato alla squadra russa, con la conclusione violentissima di Milanov, forse deviata dal portiere, che si stampa sulla traversa e finisce, almeno in parte, oltre la riga, prima di tornare in gioco; poi un’altra occasione con Panchenko, di poco fuori. Ma è la serata della Roma anche in questo. Finisce così, con un 5-1 festeggiato da tutto l’Olimpico.

 La Roma ha giocato da grande squadra, attaccando e colpendo l’avversario quando il momento è stato propizio, gestendo il vantaggio quando necessario. Davvero un’ottima iniezione di fiducia in vista della prossime partite. Unica vera nota stonata, infortuni a parte, i comportamenti incivili dei tifosi russi, con aggressioni alla polizia e lanci di fumogeni. Brutta immagine in una serata di festa, con una Roma che davvero adesso, come poche volte prima d’ora, sembra Maggica…
La corsa dei giocatori della Roma sotto la propria curva, festeggiando il ritorno vittorioso in Champions League


Tabellino
Stadio Olimpico di Roma

Roma(4-3-3): De Sanctis; Maicon, Manolas (76′ Yanga-Mbiwa), Astori, Torosidis; Nainggolan, Keita, Pjanic; Iturbe (25′ Florenzi), Totti, Gervinho (71′ Ljajic). A disp.: Skorupski, Cole, Paredes, Yanga-Mbiwa, Destro. All.: Garcia

CSKA Mosca (4-2-3-1): Akinfeev; Fernandes, Berezutski, Ignashevich, Nababkin (45′ Shennikov); Milanov, Natcho; Tosic (53 Efremov), Eremenko (66' Panchenko), Musa; Doumbia. A disp.: Chepchougov, Chernov, Efremov, A. Berezutski, Bazeliuk. All.: Slutski

Arbitro: David Fernández Borbalán

Marcatori: 6′ Iturbe, 10′ Gervinho, 20′ Maicon, 31′ Gervinho, 50′ Ignashevich (aut) (R), 82′ Musa (C)

 

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