Dopo due mesi di pausa,
la Superbike torna in pista a Jerez de la Frontera, storico circuito spagnolo. Dal
clima instabile di luglio a Portimao al caldo dell’Andalusia. Dopo il disastro
clamoroso avvenuto in Portogallo, dove una doppietta Aprilia, quasi fatta, era
stata cestinata da un’assurda entrata di Sylvain Guintoli che aveva steso il
compagno di squadra Marco Melandri, arriva il riscatto per la casa di Noale.
Due gare, due doppiette. Il capoclassifica Tom Sykes su Kawasaky ha vissuto un
week end difficile ed ha dovuto correre in difesa, cercando di limitare i
danni. L’Aprilia, su questo circuito, ha dimostrato di essere superiore. Forse
l’unico rimpianto per la squadra veneta è che a vincere non sia stato Guintoli,
ancora in lizza per il titolo, ma il ravennate Melandri.

Sopra:
Marco Melandri (32 anni) sulla sua Aprilia numero 33
Gara 1 iniziava con un
ottimo spunto dell’Aprilia numero 33 ma ben presto il comando della corsa è
stato rilevato dal compagno di team, davanti al connazionale su Kawasaki, Baz,
al pilota su Suzuki, Lowes e al duo Ducati, Davies e Giugliano. Sykes ha fatto
una gran fatica fin da subito e non ha mai trovato il suo solito passo di gara
indiavolato. Da metà gara chi ha cambiato ritmo è stato Marco Melandri. Preciso
nelle sue traiettorie, ha iniziato una rimonta inesorabile. Prima al nono giro
superava Chaz Davies, poi due tornate dopo Davide Gugliano, che nel passaggio
successivo scivolava, gettando alle ortiche un buon piazzamento. Quindi
Melandri a suon di giri record si è portato a ridosso di Loris Baz e lo ha
costretto all’errore per reggere il suo ritmo. Al sedicesimo giro, Guintoli è
stato raggiunto dallo scatenato compagno di squadra e, a 3 tornate dal termine,
ha dovuto subire il sorpasso. Con due giri veloci Melandri ha staccato
definitivamente il rivale francese e si è involato verso la vittoria. A
completare il podio, Chaz Davies su Ducati, bravo a non commettere errori e a
tenere il suo ritmo. Dietro Jonathan Rea vinceva la battaglia con Sykes per la
quarta piazza. Sesto posto per Laverty,
davanti ad Haslam e ad Elias
La rivincita in gara 2
ha seguito un copione analogo. Guintoli è partito nuovamente molto forte,
saltando il poleman Baz. Sykes stavolta dava l’idea di reggere il ritmo imposto
dalla Aprilia, seguito da Melandri. Giugliano, nei primi giri, si rendeva protagonista
di diversi sorpassi prima che la sua Ducati non lo appiedasse per noie al
cambio. Un vero peccato, per un talento a cui manca sempre la concretezza nei
risultati. Dopo qualche giro è crollato Baz, infilato prima da Chaz Davis,
quindi dal gruppo dei rimontanti Laverty, Rea e Haslam. Melandri invece non ha
perso tempo e, come in gara 1, ha atteso il momento opportuno per sferrare l’attacco
decisivo. All’undicesimo giro, attacco in staccata ai danni di Tom Sykes (che
poi ha comunque tentato di non perdere troppo terreno). Quindi in cinque
passaggi, si colmava il gap tra le due Aprilia. Dopo qualche esitazione,
Melandri ha infilato con una staccata imperiosa alla prima curva Guintoli, che
non ha potuto far altro che alzare bandiera bianca. Netta la differenza di
passo tra i due. Splendida doppietta quindi per il ravennate, alla sua quinta
affermazione stagionale e al secondo en plein. Una bella dedica per la figlia
Martina, nata il 19 luglio. Guintoli con i due secondi posti riapre il discorso
mondiale, rosicchiando 13 lunghezze al capoclassifica Sykes, terzo in gara 2. Ora
il divario tra i due è di soli 31 punti con ancora 100 da assegnare. Ottimo
quarto posto per Chaz Davis, molto regolare e in grado di raccogliere buoni
risultati quando si presenta l’occasione. Quinto posto per un grande Johnny
Rea, autore di due belle gare in rimonta, dopo prove piuttosto difficoltose, in
volata su Laverty, su Suzuki. Baz chiude un week end disastroso con un settimo
posto, davanti a Leon Haslam.
Ora con quattro manche
ancora da correre, il titolo resta in bilico tra due piloti, Tom Sykes (352
punti) e Sylvain Guintoli (321 punti). Fino a poche gare fa, per la verità, l’inglese
del team Kawasaki sembrava saldamente al comando ma qualche battuta d’arresto
di troppo ha rimesso in corsa il rivale francese che dal canto suo può
tranquillamente recriminare per due occasioni buttate alle ortiche: la caduta
in gara 2 ad Assen, sotto la pioggia, regalando il successo a Rea e l’erroraccio
di Portimao. Senza questi errori, il distacco sarebbe stato sicuramente
inferiore. Ora però, potrà puntare a rifarsi nella gara di casa. Sykes ora deve
tirare fuori il colpo da campione, che gli permetta di chiudere senza problemi
questo mondiale, evitando una clamorosa beffa. Con i risultati delle due manche
di Jerez, escono dai discorsi mondiali (non aritmeticamente) Loris Baz,
Jonathan Rea e Marco Melandri. Al terzo posto in classifica c’è Jonathan Rea a 285:
paga purtroppo la discontinuità nel corso del campionato. Johnny ha mostrato la
consueta classe ed una ritrovata condizione fisica, dopo i tanti infortuni che
negli anni precedenti hanno frenato le sue prestazioni. Il vero problema è
stata la Honda, competitiva solamente ad inizio campionato e poi naufragata
clamorosamente nel corso della stagione. In quarta posizione a 267 punti c’è
Marco Melandri. Per lui i grandi rimpianti sono l’avvio stentato di campionato,
con tante gare opache e disastrose, e la collisione causata da Guintoli in
Portogallo, che lo ha definitivamente tolto di scena. In quinta piazza c’è
Loris Baz. Il ragazzo francese ha talento ed ha fatto vedere una prima parte di
stagione eccezionale ma è poi crollato nella seconda fase, non riuscendo più a
ripetere con continuità i risultati dell’inizio. Per loro, il distacco è
decisamente difficile da colmare ma probabilmente saranno l’ago della bilancia
di questo mondiale, sempre più tirato ed incerto.
CRONACA DELLE GARE PRECISA, LESSICO AMPIO. NON E' FACILE IN POCHE RIGHE DESCRIVERE LA DINAMICA DI DUE GARE.
RispondiEliminaSEMPRE IMPECCABILE ! ! ! !
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