sabato 27 settembre 2014

Tanti auguri a Francesco Totti, l'ottavo re di Roma

 
Tanti auguri Francesco, "Capitano, mio Capitano" per il popolo romanista. Un simbolo per la parte della capitale che si riconosce nella squadra giallorossa. Un'icona indissolubile del calcio, italiano e mondiale, sia per gli ammiratori che per i detrattori. 38 anni (ma Garcia dice che lui ne sente molti meno...), una vita correndo dietro quel pallone, accarezzandolo e calciandolo, divertendoti e divertendo compagni e tifosi, regalando magie, autentiche perle per gli occhi degli spettatori di qualsiasi fede calcistica.
Hai iniziato a calcare quel bellissimo palcoscenico, l'Olimpico di Roma, come raccattapalle, osservando e studiando i migliori giocatori. Nella Roma in quel periodo c'era il grande Giannini, il Principe. Era destino che sarebbe arrivato qualcuno di più grande. Qualcuno che piangeva in un angolo, mentre la sua squadra del cuore perdeva la Coppa UEFA 1990/91, in casa contro l'Inter di Trapattoni. Il sogno del debutto tra i grandi è arrivato a 16 anni, il 28 marzo 1993, nei minuti finali della partita Brescia-Roma, con la benedizione di un maestro di calcio, Vujadin Boškov. Sarebbe stato l'inizio di una lunga carriera. La prima partita da titolare in campionato il 27 febbraio 1994, contro la Sampdoria. Quella Sampdoria contro cui la Roma perderà uno scudetto in maniera incredibile nel 2009/10. Ma anche quella del gol da favola, con quel sinistro al volo, su lancio di Marco Cassetti, potentissimo e precisissimo, chirurgico, a trafiggere da posizione defilata il portiere Berti. Una rete da fantascienza, per la quale tutti. compresi i doriani, non hanno potuto fare a meno di applaudirti.
 
Una foto nella prima stagione con la prima squadra della Roma
 
Ti ricordi del primo gol? Contro il Foggia il 4 settembre 1994, con un'altra sassata nell'angolino basso alla destra del portiere. Quell'anno un altro incontro che ti ha cambiato la vita, quello con Carlo Mazzone, l'allenatore un po' matto e particolare, che però ha un fiuto per i talenti. Dirà: " Questo ragazzo è un talento purissimo." Anni difficili ma di apprendistato, in cui hai imparato molto.
Ti ricordi del primo gol nel derby contro gli acerrimi rivali della Lazio? Una conclusione al volo (dopo percussione di Marco Delvecchio) di piatto velenosa, traditrice, a spiazzare un mostro sacro come Marchegiani e pareggiando il derby più pazzo di sempre, con la rimonta giallorossa da 1-3 a 3-3, pur avendo un uomo in meno. La corsa sotto la Sud e l'abbraccio con un altro maestro importante: Zdenek Zeman. Il primo a cercare di affinare, con il duro lavoro, un talento cristallino. Il primo a provarlo in una posizione inedita: l'esterno alto nel tridente d'attacco. E come scordare poi quella rete a fissare il risultato sul 3-1, nel derby di ritorno, con tanto di maglietta irridente verso i laziali: "vi ho purgato ancora" recitava la scritta. Poi l'addio con Zdenek e l'arrivo di Fabio Capello, con cui hai imparato ad essere un vincente completo, oltre che trequartista dalla grande fantasia.
Hai ancora la pelle d'oca quando ripensi al 17 giugno 2001? Roma-Parma, Olimpico tutto esaurito, lo scudetto in bilico tra i giallorossi e la Juventus. I bianconeri sono andati avanti con Del Piero ma sei stato tu a mettere la parola fine alle speranze dei rivali: Candela sfonda sulla fascia, cross basso al centro dell'area ed ecco la conclusione d'esterno che batte imparabilmente Buffon. Un gol che è valso lo scudetto storico. Quello dei 75 punti (mai nessuno aveva realizzato tanti punti in 17 partite).
 
 
Il gol scudetto contro il Parma: il 17 giugno 2001 la Roma è campione d'Italia
 
E che dire del tuo marchio di fabbrica, il cucchiaio? La prima volta, a livello internazionale, è stata scioccante, con quel rigore nella semifinale dell'Europeo del 2000, ad Amsterdam, contro il gigante Van der Sar. Un colpo di genio che ha messo in ginocchio i nervi olandesi. Un gesto tecnico ripetuto negli anni. Come in quel derby trionfale del 10 marzo 2002, vinto per 5-1 sulla Lazio. Mancava il tuo sigillo ed ecco una progressione, una finta ed il pallonetto, su Angelo Peruzzi, uno dei più forti portieri al mondo. Molto simile al gol nella vittoria a San Siro contro l'Inter, del 26 ottobre 2005: percussione irresistibile, finta e poi cucchiaio a scavalcare Julio Cesar. Una pennellata del genio giallorosso.
 
 
Il cucchiaio contro Van der Sar all'Europeo del 2000
 
Già l'Inter, l'acerrima rivale per diverso tempo, che ha sempre ostacolato i sogni scudetto della Roma, fermando anche la serie di undici vittorie consecutive, record ritoccato poi dai nerazzurri l'anno successivo. Ed in quel periodo è arrivato un altro insegnante importante da cui imparare qualcosa di nuovo: Luciano Spalletti. Il mister toscano ha ideato il modulo 4-2-3-1 con il campione a fare da finto centravanti o regista avanzato, un attaccante atipico, capace di svariare, con licenza di colpire o di inventare per i compagni. E la Roma ha dato spettacolo per qualche anno tra Italia ed Europa. Ad esempio a Lione, dove proprio tu, il Capitano, hai sbloccato la gara con un colpo di testa, indirizzando la qualificazione verso Roma. Una serata incredibile. Una delle tante che in quel periodo ti hanno permesso di alzare al cielo due coppe Italia ed una Supercoppa Italiana, a fare il paio con quella del 2001, dopo la sbornia tricolore. Sempre sotto la gestione di Spalletti, ecco il titolo di capocannoniere con 26 centri (6 in più della stagione più prolifica,il 2003/04), con tanto di Scarpa d'Oro.Un periodo splendido a cui faranno seguito anni deludenti per la squadra, non per il Capitano. Questo è il bello: molti campioni non riescono a fare la differenza quando insieme a loro ci sono calciatori, tecnicamente, poco dotati, quando le cose non prendono la piega desiderata. Tu, caro Francesco, hai avuto questo merito: trascinare la squadra, i compagni, lo staff, in periodi negativi. Tanti sono gli esempi ed ognuno potrebbe metterci il suo preferito. Forse tra i più significativi si possono ricordare due partite emblematiche: il derby del 16 marzo 2011 e l'incontro contro la Juventus del 16 febbraio 2013. La prima era stata una partita nervosa e bloccata sullo 0-0 fino al settantesimo. Poi punizione dal limite e conclusione a beffare Muslera; infine il rigore  che è valso il 2-0. Il match contro la Juventus, invece, sembrava già segnato, con una Roma in crisi nerissima di risultati. Ma dal nulla è uscita dal cilindro la magia: una sassata che ha inchiodato Buffon e steso i bianconeri.
Hai saputo trascinare la squadra, ma la carriera quante volte ha rischiato di interrompersi? Prima in quel maledetto incontro con l'Empoli di inizio 2006, con l'orribile distorsione alla caviglia e la rincorsa miracolosa alla convocazione azzurra per i mondiali di Berlino, poi vinti, grazie anche una tua rete su rigore nel torneo. Poi quel drammatico infortunio contro il Livorno, con il crociato anteriore lesionato. Quindi il ritorno sui campi ma l'identica voglia di stupire ed incantare.
 
Con la coppa del mondo, dopo la vittoria ai mondiali del 2006
 
38 anni, 21 passati a sfornare capolavori. Elencarli tutti è impossibile, ognuno poi ha le sue preferenze ed è giusto così. Parlano i numeri: 235 reti e primo posto nella classifica delle reti segnate con la stessa squadra nel campionato italiano. Grazie ai 145 gol realizzati è il giocatore che ha segnato più reti nei campionati professionistici italiani, nel decennio dal 2001 al 2010. Con 710 gare e 290 reti complessive è il calciatore che in assoluto ha giocato più partite e ha segnato più gol con la maglia giallorossa. Inoltre è al secondo posto dei marcatori di tutti i tempi di Serie A, dietro a Piola. Un campione unico, uno dei pochi calciatori veramente completo. Un fenomeno da ammirare. Grazie di cuore ed ancora buon compleanno Totti Francesco, Capitano, mio Capitano.
 
 

1 commento:

  1. omaggiare un campione non è opinabile perché si manifestano sensazioni emotive del tutto personali.
    il contenuto è ben strutturato rispettando perfettamente la cronologia della carriera del calciatore.
    la lettura è piacevole e non ripetitiva.
    continua così

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