Ancora uno stop, lungo
e doloroso. Ancora quel ginocchio che scricchiola pericolosamente e che, come
negli incubi peggiori, si manifesta proprio quando tutto sembra filare liscio.
Sì perché per l’ennesima volta il buon Pepito, da grande lottatore qual è,
stava cercando di riprendersi da un altro lungo stop, che l’aveva tenuto
lontano dai campi per parecchi mesi. Aveva tentato il recupero lampo per
riuscire ad essere inserito nella lista di Cesare Prandelli ma il CT, alla
fine, aveva preferito scartarlo, alimentando strascichi polemici, proseguiti
ben oltre l’eliminazione azzurra al Mondiale.
Sopra:
Giuseppe Rossi, 27 anni, dopo l’infortunio del 5 gennaio nel match contro il
Livorno
Questo nuovo infortunio
purtroppo costringe l’atleta all’ennesimo recupero di una carriera che ha
vissuto già tanti stop. Tutto ha avuto inizio nel 2007. Rossi indossava la
maglia del Villareal, squadra spagnola con la casacca gialla, cenerentola della
Liga, capace comunque di ottenere risultati prestigiosi, come la semifinale di
Champions League nel 2006. Tutto sembrava procedere per il meglio anche per
Rossi, reduce nella stagione precedente da una grande salvezza nel Parma di
Claudio Ranieri. Ottimo esordio nella Liga fino alla sfida contro l’Atletico
Madrid, il 4 novembre 2007. Pepito riuscì prima a siglare il gol dell’1-2 e poi
a fornire l’assist per il pareggio. Ma il ginocchio destro scricchiolò per la
prima volta: rottura del menisco esterno e stiramento del legamento crociato
anteriore del ginocchio destro. Rientrò rapidamente il 20 dicembre 2007 per una
partita di coppa UEFA contro l’AEK Atene. La stagione proseguì tranquillamente
senza problemi. Disputò anche le Olimpiadi. L’anno dopo riuscì a ripetere la
bella stagione e partecipò anche alla Confederations Cup 2009, ben figurando. La stagione 2010/11
fu strepitosa: Rossi mise a segno 32 reti in tutte le competizioni, miglior
marcatore della storia del club spagnolo. Ma ancora una volta, sul più bello, la
sfortuna tornò a fare capolino. Il 26 ottobre 2011, nel match di Liga, Real
Madrid-Villareal (3-0), il ginocchio destro cedette di nuovo e la diagnosi fu
terribile: rottura del legamento crociato. Significa sei lunghi mesi di
riabilitazione, prima di tornare su un campo di gioco. Pepito tornò ma il 13
aprile 2012, in allenamento il ginocchio saltò di nuovo e la diagnosi fu sempre
quella di prima: legamento crociato KO. Altri quattro mesi di stop, quindi una
nuova operazione ed altri sei mesi fuori. Un’eternità.
Nel gennaio 2013, la Fiorentina lo acquistò
nonostante le sue condizioni fisiche. Per Pradè, il direttore sportivo della
Viola, Pepito Rossi poteva essere il colpo di mercato per far decollare
ulteriormente un organico già solido. Entrò in campo solo nell’ultima partita
di campionato, quella che mandò ai preliminari di Champions il Milan, di un
soffio sulla Fiorentina, non senza polemiche. Durante l’estate la Fiorentina si
rafforzò e Rossi si trovò finalmente in una squadra di alto livello. La stagione
iniziò bene, Pepito griffò il successo sul Catania con una sua rete, dopo quasi
due anni di digiuno forzato. Ma fu nel match sentitissimo contro la Juventus
del 20 ottobre 2013 che entrò nel cuore dei tifosi viola. Al termine del primo
tempo la Juventus passeggiava sulla Fiorentina con un rotondo 2-0, con Tevez e
Pogba, che mimavano l’esultanza di Batistuta, idolo dei fiorentini, irridendo
il pubblico. Nel secondo tempo però la rimonta. Rossi, proprio lui, l’uomo che aveva
faticato per rientrare in campo, per tornare a calciare un pallone, non aveva
intenzione di mollare. Prima siglò il rigore conquistato da Fernandez. Poi
sorprese Buffon con una conclusione velenosa. La Juventus accusava il colpo e,
dopo due minuti, Joaquìn, servito da Borja Valero, portava clamorosamente
avanti la Fiorentina. Due minuti dopo, il timbro definitivo del campione:
contropiede velocissimo della Viola con Cuadrado, palla per Rossi, sguardo alla
porta e tiro a giro imparabile anche per Buffon. 4-2, il Franchi in delirio.
Firenze esplodeva di gioia. Rossi, l’uomo che aveva rifilato 3 gol in una sola
partita alla SuperJuve, era ormai il simbolo di una città. Sembrava davvero il
preludio ad un gran proseguo di campionato. Invece il 5 gennaio 2014, nella
partita Fiorentina-Livorno, un nuovo grave stop: lesione del legamento
collaterale del ginocchio destro, con sollecitazione del legamento crociato. Il
resto è storia recente, fino all’ultimo triste comunicato.
Sopra:
Giuseppe Rossi
La speranza, non solo
dei tifosi fiorentini ma di tutti gli amanti del calcio e dello sport, quelli
veri e genuini, è quella di rivederlo di nuovo su un campo di gioco, calciando
una palla. Magari correre a festeggiare un gol sotto la curva dei suoi tifosi,
sorridente e contento per quello che fa. Non vogliamo avere di lui
il ricordo delle tante operazioni subìte ma quello delle grandi giocate che lo hanno reso
indiscutibilmente uno dei più forti calciatori della sua generazione. Forza
Pepito, facciamo tutti il tifo per te!
superlativo
RispondiElimina