domenica 7 settembre 2014

Giuseppe Rossi: all'inferno e ritorno



 Alle 21:15 circa del 5 settembre, sul sito della Fiorentina compare un comunicato sulle condizioni della stella viola, Giuseppe Rossi: “ACF Fiorentina  comunica che l'atleta Giuseppe Rossi è' stato sottoposto in data odierna a intervento di artroscopia al ginocchio destro dal dr. S. Singleton presso la clinica di Vail (Colorado). L'esame ha evidenziato una buona stabilità del neolegamento crociato già precedentemente operato. E' stato inoltre possibile riparare con sutura la recente lesione del menisco mediale. L'atleta sarà monitorato in Vail in questa settimana . Al termine inizierà le attività di fisioterapia in New York che proseguiranno a Firenze, secondo protocollo. La ripresa dell'attività sportiva sarà dettata dallo specialista, che stima  intorno ai 4 -5 mesi.”

Ancora uno stop, lungo e doloroso. Ancora quel ginocchio che scricchiola pericolosamente e che, come negli incubi peggiori, si manifesta proprio quando tutto sembra filare liscio. Sì perché per l’ennesima volta il buon Pepito, da grande lottatore qual è, stava cercando di riprendersi da un altro lungo stop, che l’aveva tenuto lontano dai campi per parecchi mesi. Aveva tentato il recupero lampo per riuscire ad essere inserito nella lista di Cesare Prandelli ma il CT, alla fine, aveva preferito scartarlo, alimentando strascichi polemici, proseguiti ben oltre l’eliminazione azzurra al Mondiale.

Sopra: Giuseppe Rossi, 27 anni, dopo l’infortunio del 5 gennaio nel match contro il Livorno

Questo nuovo infortunio purtroppo costringe l’atleta all’ennesimo recupero di una carriera che ha vissuto già tanti stop. Tutto ha avuto inizio nel 2007. Rossi indossava la maglia del Villareal, squadra spagnola con la casacca gialla, cenerentola della Liga, capace comunque di ottenere risultati prestigiosi, come la semifinale di Champions League nel 2006. Tutto sembrava procedere per il meglio anche per Rossi, reduce nella stagione precedente da una grande salvezza nel Parma di Claudio Ranieri. Ottimo esordio nella Liga fino alla sfida contro l’Atletico Madrid, il 4 novembre 2007. Pepito riuscì prima a siglare il gol dell’1-2 e poi a fornire l’assist per il pareggio. Ma il ginocchio destro scricchiolò per la prima volta: rottura del menisco esterno e stiramento del legamento crociato anteriore del ginocchio destro. Rientrò rapidamente il 20 dicembre 2007 per una partita di coppa UEFA contro l’AEK Atene. La stagione proseguì tranquillamente senza problemi. Disputò anche le Olimpiadi. L’anno dopo riuscì a ripetere la bella stagione e partecipò anche alla Confederations  Cup 2009, ben figurando. La stagione 2010/11 fu strepitosa: Rossi mise a segno 32 reti in tutte le competizioni, miglior marcatore della storia del club spagnolo. Ma ancora una volta, sul più bello, la sfortuna tornò a fare capolino. Il 26 ottobre 2011, nel match di Liga, Real Madrid-Villareal (3-0), il ginocchio destro cedette di nuovo e la diagnosi fu terribile: rottura del legamento crociato. Significa sei lunghi mesi di riabilitazione, prima di tornare su un campo di gioco. Pepito tornò ma il 13 aprile 2012, in allenamento il ginocchio saltò di nuovo e la diagnosi fu sempre quella di prima: legamento crociato KO. Altri quattro mesi di stop, quindi una nuova operazione ed altri sei mesi fuori. Un’eternità.

 Nel gennaio 2013, la Fiorentina lo acquistò nonostante le sue condizioni fisiche. Per Pradè, il direttore sportivo della Viola, Pepito Rossi poteva essere il colpo di mercato per far decollare ulteriormente un organico già solido. Entrò in campo solo nell’ultima partita di campionato, quella che mandò ai preliminari di Champions il Milan, di un soffio sulla Fiorentina, non senza polemiche. Durante l’estate la Fiorentina si rafforzò e Rossi si trovò finalmente in una squadra di alto livello. La stagione iniziò bene, Pepito griffò il successo sul Catania con una sua rete, dopo quasi due anni di digiuno forzato. Ma fu nel match sentitissimo contro la Juventus del 20 ottobre 2013 che entrò nel cuore dei tifosi viola. Al termine del primo tempo la Juventus passeggiava sulla Fiorentina con un rotondo 2-0, con Tevez e Pogba, che mimavano l’esultanza di Batistuta, idolo dei fiorentini, irridendo il pubblico. Nel secondo tempo però la rimonta. Rossi, proprio lui, l’uomo che aveva faticato per rientrare in campo, per tornare a calciare un pallone, non aveva intenzione di mollare. Prima siglò il rigore conquistato da Fernandez. Poi sorprese Buffon con una conclusione velenosa. La Juventus accusava il colpo e, dopo due minuti, Joaquìn, servito da Borja Valero, portava clamorosamente avanti la Fiorentina. Due minuti dopo, il timbro definitivo del campione: contropiede velocissimo della Viola con Cuadrado, palla per Rossi, sguardo alla porta e tiro a giro imparabile anche per Buffon. 4-2, il Franchi in delirio. Firenze esplodeva di gioia. Rossi, l’uomo che aveva rifilato 3 gol in una sola partita alla SuperJuve, era ormai il simbolo di una città. Sembrava davvero il preludio ad un gran proseguo di campionato. Invece il 5 gennaio 2014, nella partita Fiorentina-Livorno, un nuovo grave stop: lesione del legamento collaterale del ginocchio destro, con sollecitazione del legamento crociato. Il resto è storia recente, fino all’ultimo triste comunicato.


Sopra: Giuseppe Rossi

La speranza, non solo dei tifosi fiorentini ma di tutti gli amanti del calcio e dello sport, quelli veri e genuini, è quella di rivederlo di nuovo su un campo di gioco, calciando una palla. Magari correre a festeggiare un gol sotto la curva dei suoi tifosi, sorridente e contento per quello che fa. Non vogliamo avere di lui il ricordo delle tante operazioni subìte ma quello delle grandi giocate che lo hanno reso indiscutibilmente uno dei più forti calciatori della sua generazione. Forza Pepito, facciamo tutti il tifo per te!

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