giovedì 25 settembre 2014

Gollonzo time: il meglio della Serie A (IV giornata)


Miralem Pjanic dà i tre punti alla Roma

Turno infrasettimanale di Serie A pieno di reti e di sorprese. A Parma, la Roma disputa un buonissimo primo tempo e concretizza i propri sforzi con una splendida azione conclusa con una magia di Totti a smarcare Adem Ljajic, che infila il portiere Antonio Mirante con una conclusione sotto le gambe (27’). La Roma si limita a gestire il vantaggio e non riesce a chiudere, quando potrebbe, con Gervinho. Ed il Parma punisce gli ospiti: prima Cassano impegna severamente De Sanctis con una conclusione velenosa, poi De Ceglie anticipa Torosidis e pareggia (56’). Poi si gioca su un equilibrio instabile, con le due squadre impaurite. Solo qualche guizzo di Cassano per i padroni di casa ed una conclusione alta di Totti per i giallorossi. Al minuto 88 punizione dal limite per la Roma: Pjanic pennella una traiettoria fantastica sotto l’incrocio dei pali. È il gol partita. La Roma resta appaiata alla Juventus a quota 12.
La spettacolare acrobazia di Osvaldo porta in vantaggio l'Inter

Torna a sorridere anche l’Inter di Mazzarri. A San Siro, l’avversario di turno è l’Atalanta di Colantuono. Gli orobici cercano di frenare le accelerazioni nerazzurre e per buona parte del primo tempo sembrano riuscirci, costringendo i padroni di casa ad attaccare solo su palle inattive. Al minuto 25’, viene atterrato Icardi, che si infortuna e viene sostituito da Osvaldo. Punizione e trattenuta su Ranocchia. Rigore per l’Inter, pe ma Sportiello, portiere dell’Atalanta, para la conclusione di Palacio (30’). Passano altri dieci minuti e l’Inter si sblocca grazie alla conclusione in acrobazia di Osvaldo, abituato a siglare gol spettacolari, su cross di Guarin. L’Inter, nel secondo tempo, crea diverse occasioni ma non riesce a sfondare il fortino orobico. Palacio colpisce il palo, bissando quello centrato da Vidic al 15’ nel primo tempo. Gli sforzi nerazzurri vengono premiati all’87’ da Hernanes. Il Profeta infila sotto il sette una splendida punizione dal limite dell’area, con un mix di potenza e precisione. L’Inter torna al successo e si porta a quattro lunghezze dalle prime in classifica.

Al San Paolo si assiste ad un altro capitolo di questo avvio di stagione piuttosto stentato. I partenopei di Benitez affrontano un Palermo in buona forma. Dopo 11 minuti il Napoli è già avanti di due reti, grazie a Koulibaly (colpo di testa su calcio d’angolo di Callejon) e Zapata (gran conclusione al volo nel sette, su assist di Hamsik) e spreca parecchio, complici anche i miracoli di Sorrentino. Il Palermo però prima accorcia con Belotti (17’), lesto a realizzare su corner di Barreto, poi pareggia clamorosamente con Vazquez (24’), abile a spiazzare la difesa partenopea, dopo una percussione sulla fascia di Dybala . Il Napoli ha un sussulto e si riporta avanti grazie a Callejon (46’), che aggancia il cross di Gargano e infila Sorrentino. Nella ripresa, la squadra di Benitez ancora una volta potrebbe chiudere il discorso ma grazia la banda Iachini e allora il Palermo punisce con la rete di Belotti (62’), sempre su assist di Dybala. La partita di fatto si chiude lì. Napoli fischiato ed in evidente crisi. Lo scudetto ormai appare un miraggio.
Rafa Benitez, allenatore del Napoli, in crisi di risultati

La delusione ha anche il volto di Montella. La Fiorentina, orfana di Gomez, cerca di inventare un attacco competitivo con Joaquìn e Babacar. Il più pericoloso ovviamente resta Cuadrado. Il colombiano, con la sua velocità, mette sotto pressione la difesa del Sassuolo di Eusebio Di Francesco. L’assenza di una seconda punta come Rossi o di un panzer come Gomez si sente e la Fiorentina è costretta ad affidarsi alle giocate dei singoli. Cuadrado, al termine di una delle sue galoppate, centra il palo a Consigli battuto. Nella ripresa la Fiorentina continua a pressare, mentre il Sassuolo si difende con le unghie e con i denti, per ottenere un punto preziosissimo su un campo difficile. La Fiorentina avrebbe un’altra chance con Borja Valero, che aggancia il passaggio di Babacar e va al tiro ma la palla si stampa nuovamente sul palo. L’Artemio Franchi, incredulo, non deve rimandare la gioia per il gol. Rete che non arriverà nemmeno con la conclusione, finita alta sopra la traversa, di Cuadrado, al termine di una mischia in area. Fiorentina imprecisa e tanto sfortunata. E gli altri non stanno a guardare.

A Verona sfida tra due squadre in forma: il Verona ed il Genoa. Partita intensa, con continui ribaltamenti di fronte che esaltano i due portieri, Gollini nell’Hellas e Perin nel Genoa. I padroni di casa scaligeri sembrano in grado di gestire la partita ma ci pensa Alessandro Matri a sbloccare il risultato, con uno splendido colpo di testa che si insacca in rete dopo aver baciato il palo (34’). Il Verona cerca di reagire ma trova sulla sua strada un Perin strepitoso. Chi fa male è invece, ancora, Matri, che ruba palla a Marquez e trafigge Gollini (46’). Il Grifone pregusta il successo ma l’Hellas non si arrende e trova il gol con il greco Tachtsidis, grazie ad una staffilata dal limite dell’area che beffa Perin (52’). Il Genoa non riesce a chiudere la partita e il cuore gialloblu fa il resto: Toni fa l’assist man, per una volta, e Ionita, di testa, batte Perin. Finale con il Genoa all’attacco ma senza reti. Un punto a testa.

A Genova invece sorride la Sampdoria. Il Chievo appare decisamente contratto ed i padroni di casa non faticano ad imporre il loro ritmo, chiamando Bardi ad alcuni interventi, finché Gastaldello non sblocca il risultato al 45’. Nella ripresa il Chievo cerca il pari ma sbatte contro un ottimo Viviano, di ritorno dall’esperienza all’Arsenal. Dopo una serie di occasioni mancate da una parte e dall’altra, arriva il gol di Romagnoli, giovane difensore in prestito dalla Roma, che appoggia in rete di testa la palla servitagli da una perla di tacco di Stefano Okaka, sempre più decisivo (81’). A tempo scaduto Paloschi riesce a riaprire il match con una splendida conclusione da fuori area, ma il risultato non cambia. E nel week end è tempo di derby della Lanterna.

Al Torino va la sfida tra deluse contro il Cagliari di Zeman. La paura condiziona l’avvio di entrambe e allora, dopo 11 minuti,  ci pensa Padelli, portiere granata, che rinvia la palla sui piedi di Cossu. Il sardo dribbla il difensore e segna. Sembrerebbe tutto semplice per gli isolani ma sui calci piazzati le dormite sono una prassi e così prima Glik, al 21’, pareggia di testa su calcio d’angolo, poi Quagliarella sfrutta uno schema su punizione e batte per la seconda volta Cragno. Nella ripresa il Cagliari si butta all’attacco ma né Sau, né Ekdal riescono a concretizzare. Il Toro sfiora il terzo gol con El Kaddouri, che centra la traversa. Ventura torna a respirare, Zeman ha ancora tanto lavoro da fare con una squadra lontanissima dal progetto che il Boemo avrebbe in testa.
Zdenek Zeman, allenatore del Cagliari, ultimo in classifica

Nell'anticipo, giocato martedì, emozioni tra Empoli e Milan. L'avvio dei padroni di casa toscani è scoppiettante: al 14' corner di Valdifiori e gol di testa di Tonelli, lesto ad anticipare Bonera. Il Milan accusa il colpo e non riesce a scuotersi. Così arriva anche il gol del raddoppio per i toscani, con Pucciarelli che anticipa ancora Bonera, in confusione totale, battendo Abbiati (21'). L'Empoli avrebbe ancora altre due chance ma Verdi mette fuori da buona posizione e Abbiati nega il gol con una grande parata. Alla fine del primo tempo, si sblocca Torres che di testa va a battere Sepe. Il Milan trova coraggio ed iniziativa. Graziato da Tavano, che cestina il gol vittoria, il Diavolo strappa il pareggio con un rasoterra velenoso di Honda, dopo una sgroppata di Menez. Ora la squadra di Inzaghi ci crede ma vede fermare le proprie ambizioni dalla traversa, centrata da Menez. Nemmeno il rosso a Valdifiori permette al Milan di completare la rimonta. Il fortino dell'Empoli porta a casa un punto importante.

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