Miralem Pjanic dà i tre punti alla Roma
Turno infrasettimanale
di Serie A pieno di reti e di sorprese. A Parma, la Roma disputa un buonissimo
primo tempo e concretizza i propri sforzi con una splendida azione conclusa con
una magia di Totti a smarcare Adem Ljajic, che infila il portiere Antonio
Mirante con una conclusione sotto le gambe (27’). La Roma si limita a gestire il
vantaggio e non riesce a chiudere, quando potrebbe, con Gervinho. Ed il Parma
punisce gli ospiti: prima Cassano impegna severamente De Sanctis con una
conclusione velenosa, poi De Ceglie anticipa Torosidis e pareggia (56’). Poi si
gioca su un equilibrio instabile, con le due squadre impaurite. Solo qualche
guizzo di Cassano per i padroni di casa ed una conclusione alta di Totti per i
giallorossi. Al minuto 88 punizione dal limite per la Roma: Pjanic pennella una
traiettoria fantastica sotto l’incrocio dei pali. È il gol partita. La Roma
resta appaiata alla Juventus a quota 12.
Torna a sorridere anche
l’Inter di Mazzarri. A San Siro, l’avversario di turno è l’Atalanta di
Colantuono. Gli orobici cercano di frenare le accelerazioni nerazzurre e per
buona parte del primo tempo sembrano riuscirci, costringendo i padroni di casa ad
attaccare solo su palle inattive. Al minuto 25’, viene
atterrato Icardi, che si infortuna e viene sostituito da Osvaldo. Punizione e trattenuta su Ranocchia. Rigore per l’Inter, pe
ma Sportiello, portiere dell’Atalanta, para la conclusione di Palacio (30’). Passano
altri dieci minuti e l’Inter si sblocca grazie alla conclusione in acrobazia di
Osvaldo, abituato a siglare gol spettacolari, su cross di Guarin. L’Inter, nel
secondo tempo, crea diverse occasioni ma non riesce a sfondare il fortino
orobico. Palacio colpisce il palo, bissando quello centrato da Vidic al 15’ nel
primo tempo. Gli sforzi nerazzurri vengono premiati all’87’ da Hernanes. Il Profeta
infila sotto il sette una splendida punizione dal limite dell’area, con un mix
di potenza e precisione. L’Inter torna al successo e si porta a quattro lunghezze
dalle prime in classifica.
Al San Paolo si assiste
ad un altro capitolo di questo avvio di stagione piuttosto stentato. I
partenopei di Benitez affrontano un Palermo in buona forma. Dopo 11 minuti il
Napoli è già avanti di due reti, grazie a Koulibaly (colpo di testa su calcio d’angolo
di Callejon) e Zapata (gran conclusione al volo nel sette, su assist di Hamsik)
e spreca parecchio, complici anche i miracoli di Sorrentino. Il Palermo però
prima accorcia con Belotti (17’), lesto a realizzare su corner di Barreto, poi
pareggia clamorosamente con Vazquez (24’), abile a spiazzare la difesa
partenopea, dopo una percussione sulla fascia di Dybala . Il Napoli ha un
sussulto e si riporta avanti grazie a Callejon (46’), che aggancia il cross di
Gargano e infila Sorrentino. Nella ripresa, la squadra di Benitez ancora una
volta potrebbe chiudere il discorso ma grazia la banda Iachini e allora il
Palermo punisce con la rete di Belotti (62’), sempre su assist di Dybala. La partita
di fatto si chiude lì. Napoli fischiato ed in evidente crisi. Lo scudetto ormai
appare un miraggio.
La delusione ha anche il
volto di Montella. La Fiorentina, orfana di Gomez, cerca di inventare un
attacco competitivo con Joaquìn e Babacar. Il più pericoloso ovviamente resta
Cuadrado. Il colombiano, con la sua velocità, mette sotto pressione la difesa
del Sassuolo di Eusebio Di Francesco. L’assenza di una seconda punta come Rossi
o di un panzer come Gomez si sente e la Fiorentina è costretta ad affidarsi
alle giocate dei singoli. Cuadrado, al termine di una delle sue galoppate,
centra il palo a Consigli battuto. Nella ripresa la Fiorentina continua a
pressare, mentre il Sassuolo si difende con le unghie e con i denti, per
ottenere un punto preziosissimo su un campo difficile. La Fiorentina avrebbe un’altra
chance con Borja Valero, che aggancia il passaggio di Babacar e va al tiro ma
la palla si stampa nuovamente sul palo. L’Artemio Franchi, incredulo, non deve rimandare
la gioia per il gol. Rete che non arriverà nemmeno con la conclusione, finita
alta sopra la traversa, di Cuadrado, al termine di una mischia in area. Fiorentina
imprecisa e tanto sfortunata. E gli altri non stanno a guardare.
A Verona sfida tra due
squadre in forma: il Verona ed il Genoa. Partita intensa, con continui
ribaltamenti di fronte che esaltano i due portieri, Gollini nell’Hellas e Perin
nel Genoa. I padroni di casa scaligeri sembrano in grado di gestire la partita
ma ci pensa Alessandro Matri a sbloccare il risultato, con uno splendido colpo
di testa che si insacca in rete dopo aver baciato il palo (34’). Il Verona
cerca di reagire ma trova sulla sua strada un Perin strepitoso. Chi fa male è
invece, ancora, Matri, che ruba palla a Marquez e trafigge Gollini (46’). Il
Grifone pregusta il successo ma l’Hellas non si arrende e trova il gol con il
greco Tachtsidis, grazie ad una staffilata dal limite dell’area che beffa Perin
(52’). Il Genoa non riesce a chiudere la partita e il cuore gialloblu fa il
resto: Toni fa l’assist man, per una volta, e Ionita, di testa, batte Perin. Finale
con il Genoa all’attacco ma senza reti. Un punto a testa.
A Genova invece sorride
la Sampdoria. Il Chievo appare decisamente contratto ed i padroni di casa non
faticano ad imporre il loro ritmo, chiamando Bardi ad alcuni interventi, finché
Gastaldello non sblocca il risultato al 45’. Nella ripresa il Chievo cerca il
pari ma sbatte contro un ottimo Viviano, di ritorno dall’esperienza all’Arsenal.
Dopo una serie di occasioni mancate da una parte e dall’altra, arriva il gol di
Romagnoli, giovane difensore in prestito dalla Roma, che appoggia in rete di
testa la palla servitagli da una perla di tacco di Stefano Okaka, sempre più
decisivo (81’). A tempo scaduto Paloschi riesce a riaprire il match con una
splendida conclusione da fuori area, ma il risultato non cambia. E nel week end
è tempo di derby della Lanterna.
Al Torino va la sfida
tra deluse contro il Cagliari di Zeman. La paura condiziona l’avvio di entrambe
e allora, dopo 11 minuti, ci pensa
Padelli, portiere granata, che rinvia la palla sui piedi di Cossu. Il sardo
dribbla il difensore e segna. Sembrerebbe tutto semplice per gli isolani ma sui
calci piazzati le dormite sono una prassi e così prima Glik, al 21’, pareggia
di testa su calcio d’angolo, poi Quagliarella sfrutta uno schema su punizione e
batte per la seconda volta Cragno. Nella ripresa il Cagliari si butta all’attacco
ma né Sau, né Ekdal riescono a concretizzare. Il Toro sfiora il terzo gol con
El Kaddouri, che centra la traversa. Ventura torna a respirare, Zeman ha ancora
tanto lavoro da fare con una squadra lontanissima dal progetto che il Boemo
avrebbe in testa.
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