domenica 21 settembre 2014

Serie A: sintesi Milan - Juventus 0 - 1

Dopo una partenza convincente sia in campionato che in Europa, la Juve di Allegri è attesa forse al primo vero esame della stagione. Max torna, stavolta nelle vesti di avversario, a San Siro, che per 3 anni e mezzo era stata la sua casa. Il tecnico livornese ha portato nella bacheca rossonera uno scudetto, ottenendo poi nelle stagioni successive un secondo e un terzo posto.
Ad attendere la Vecchia Signora troviamo il nuovo Milan di Pippo Inzaghi: la squadra è ancora da sistemare nel reparto arretrato, ma davanti ha dimostrato di poter fare molto male, soprattutto grazie all'estro e alla grande condizione fisica di Jeremy Menez. Sfida al vertice dunque, tra quelle che sono, insieme alla Roma, le uniche squadre a punteggio pieno nella nostra serie A dopo le prime due giornate.
Da sempre grande fascino avvolge gli incontri tra i diavoli rossoneri e i trenta volte campioni d'Italia: ad alimentare l'attesa e la tensione contribuiscono il fantasma del gol non assegnato a Muntari, episodio che si rivelò decisivo nella stagione 2011/2012 (conclusasi poi col primo dei tre scudetti di Conte), e soprattutto un San Siro completamente esaurito e trepidante come non si vedeva da tempo. In un momento come questo, un ottimo segnale per il nostro calcio.

Non ci sono particolari problemi nella rosa del Milan: solo Torres non è ancora in grado di giocare dall'inizio, ma col tridente El Shaarawy-Menez-Honda mister Inzaghi non ha nulla di cui preoccuparsi. Abbiati sostituisce l'infortunato Diego Lopez, sulle fasce giocano Abate e De Sciglio con al centro dela difesa la coppia formata da Rami e Zapata. Completa lo schieramento il trio di centrocampo Poli-De Jong-Muntari.
Deve ancora fare i conti con alcune grane invece Allegri: Barzagli e Pirlo sono ancora out, Vidal torna a sedersi in panchina ma non è ancora pronto. La formazione è la stessa che una settimana fa ha sconfitto l'Udinese, con l'unica eccezione di Asamoah al posto di Evra sulla fascia sinistra.

I bianconeri partono subito provando a tenere il possesso di palla, aspettando il momento giusto per colpire; i padroni di casa decidono di aspettare e di sfruttare prontamente eventuali indecisioni nel gioco avversario. Il Milan riesce effettivamente a dare origine a qualche ripartenza, ma gli juventini sono bravi a recuperare subito le rispettive posizioni. Quando una delle due contendenti prova a costruire trame di gioco, l'altra si schiaccia all'indietro e chiude tutti gli spazi. L'avvio di partita è molto combattuto ma non si vedono grandi occasioni. Il primo squillo giunge dai piedi di Pereyra: il giovane argentino si presenta al limite dell'area e prova a piazzare la palla all'incrocio: un Abbiati ormai battuto guarda il pallone accarezzare la rete immediatamente dietro la traversa e spegnersi quindi di pochissimo fuori.

Passa qualche minuto e il Milan risponde con un inserimento in area di Honda, che tra due giganti come Chiellini e Bonucci riesce a trovare il tempo per raccogliere un magnifico cross giunto da sinistra e impattarlo di testa: non si fa trovare impreparato Buffon, che arriva a togliere il pallone dallo specchio allontanandolo al contempo dalla portata degli avversari in agguato in area. Verso la mezz'ora Caceres si stira, e Allegri deve rimpiazzarlo con Ogbonna.
Llorente si presenta davanti ad Abbiati e conclude da distanza ravvicinata al termine di una bella azione, ma l'occasione più limpida del primo tempo giunge dai piedi di Claudio Marchisio: negli ultimi minuti il centrocampista della nazionale si invola pericolosamente fino al limite dell'area e lascia partire un potente sinistro che centra in pieno il palo.

Al rientro dagli spogliatoi il match riprende con gli stessi 22 in campo. Dopo qualche minuto iniziano a svegliarsi Pogba, che nella prima ora di gioco si era fatto vedere molto poco, e Tevez, chiuso con efficacia dalle retrovie rossonere per tutta la prima frazione dell'incontro.
E poi, a 20' dalla fine, i due fuoriclasse bianconeri decidono di sbloccarla: l'Apache con la sua solita tenacia recupera una ghiotta palla e la scarica su Pogba: il francese si gira e confeziona un assist delizioso su cui si avventa a chiudere il triangolo ancora lui, Carlitos Tevez, che con una finta mette a sedere Abbiati prima di punirlo inesorabilmente.

IL MIGLIORE: ormai si rischia di cadere nella monotonia, ma il premio di uomo partita va ancora una volta al ragazzo di Fuerte Apache. Per un'ora fatica a trovare spazio nel traffico, ma poi riesce a sradicare una palla delle sue e si costruisce il gol quasi dal nulla, con l'eccellente collaborazione di Pogba. Tevez sta diventando sempre più decisivo di partita in partita, di questo passo potrà portare la Juventus veramente lontano.

IL TABELLINO

-MILAN (4-3-3): Abbiati; Abate, Zapata, Rami, De Sciglio; Poli (76' Torres), Muntari, De Jong; El Sharaawy (67' Bonaventura), Menez, Honda (83' Pazzini). All. Inzaghi

-JUVENTUS (3-5-2): Buffon; Chiellini, Bonucci, Caceres (35' Ogbonna); Asamoah, Pogba, Marchisio, Pereyra (76' Vidal), Lichtsteiner (83' Romulo); Tevez, Llorente. All. Allegri

ARBITRO: Nicola Rizzoli

GOL: Tevez (71') (J).

AMMONIZIONI: Muntari (84'), Torres (91') (M); Marchisio (42'), Ogbonna (63'), Asamoah (91') (J).

A nulla servono gli inserimenti di Pazzini e Torres nel finale: con un unico, fulmineo e decisivo affondo la Juventus espugna San Siro, inanella la quarta vittoria consecutiva e porta a casa 3 punti preziosissimi e quanto mai pesanti nell'economia del campionato. Sempre più letale e decisivo Carlitos Tevez, ormai vero e insostituibile trascinatore di questa Juventus. Juventus che convince nel gioco e nelle prestazioni e che ha avviato la propria stagione spingendo fortissimo sull'acceleratore, dimostrando che non si accontenta di tre scudetti consecutivi e che quest'anno anche in Europa vuole rivestire un ruolo da protagonista. Col rientro di Vidal, Pirlo e Barzagli il gioco potrà solo migliorare; Pereyra si sta dimostrando sempre più affidabile in mezzo al campo; in panchina scalpitano Coman e Morata, in attesa di avere finalmente occasioni importanti per mettere in mostra le loro capacità.
E se queste sono solo le premesse, per il momento Allegri può davvero sorridere.

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