lunedì 1 settembre 2014

Promossi e bocciati, prima giornata

Vediamo quali sono le formazioni che meritano una lode e quali invece una tirata d'orecchie.


PROMOSSI: Milan, Roma, Juventus, Cesena.


MILAN. La gestione Inzaghi si apre con una schiacciante vittoria per 3-1 maturata dopo una partita dominata sul campo contro una Lazio solo a tratti accesa. Il ritrovato El Shaarawy, l'uomo più atteso dai tifosi rossoneri, brucia per 90 minuti la difesa laziale e confeziona un bell'assist, mentre Honda e Menez trovano entrambi il primo gol della stagione. È ancora presto per dire se durerà, ma quello visto è sicuramente un gioco più convincente rispetto a quello dei predecessori.


ROMA. I Lupi riprendono là dove avevano interrotto e battendo una diretta concorrente al titolo lanciano un chiaro messaggio ai rivali di Torino. La Roma non sembra soffrire più di tanto l'addio di Benatia, concedendo poco e nulla ai Viola; là davanti, invece è ormai la solita routine con Gervinho in motorino. Se solo avesse un tiro migliore...


JUVENTUS. C'era timore per la nuova gestione Allegri, invece la prima di Campionato ci mostra una Juve ancora di stampo profondamente contiano. Il 3-5-2 viene ormai giocato a memoria e per 90 minuti i bianconeri dominano sul malandato campo del Bentegodi. Il controllo del centrocampo è il solito, anche senza la regia di Pirlo, e là davanti il nuovo talento Coman rende omaggio alla maglia numero 11 di un certo Pavel Nedved. L'unico errore è stato quello di non riuscir a chiudere la partita, rischiando di essere beffati nel secondo tempo dall'unica vera occasione del Chievo: per fortuna, a metterci una pezza, c'è il sempreverde Buffon.


CESENA. Premio il neopromosso Cesena, che nel suo ritorno in Serie A riesce a battere uno spento Parma, sfatando anche due record negativi: nella massima serie, il Cesena non aveva mai battuto i Crociati e non aveva mai vinto la prima di Campionato. Buon inizio per una delle nostre "Cenerentole".



BOCCIATI: Lazio, Fiorentina, Napoli, Inter.


LAZIO. Inizia davvero male la formazione biancoceleste, con 3 gol incassati e nessun fatto (la rete del 3 a 1 è un autogol). A San Siro si accende solo a tratti, ma non riesce praticamente mai a rendersi pericolosa: l'unico a spingere e provarci davvero è Candreva, che sulla sua fascia trova un terzino non di ruolo come Bonera, ma poi sbaglia il rigore che avrebbe potuto incoraggiare la Lazio a cercare un disperato pareggio.


FIORENTINA. Certo, dall'altro lato la Fiorentina trovava uno squadrone come quello giallorosso, ma la Viola scende in campo solo nel finale del secondo tempo. Enorme delusione per Gomez, praticamente un ectoplasma, mentre è francamente incomprensibile la scelta di schierare Brillante al posto di Ilicic, che sarà l'unico poi a rendersi pericoloso al suo ingresso in campo. Con Rossi costretto ad una nuova operazione, Montella deve correre ai ripari se vuole tenere il passo delle altre big.


NAPOLI. Tra le bocciate è l'unica a vincere, ma non sono i 3 punti a salvare il Napoli dall'ennesima brutta prestazione. Soffre fin troppo il Genoa, che mette a nudo tutta la debolezza difensiva di Maggio e Koulibaly, mentre Hamsik sembra ormai la controfigura di sè stesso e Jorginho è "artiglieria leggera". Se il Napoli vuole continuare a dire la sua in Campionato, ma soprattutto puntare in alto in Europa League, Benitez deve cambiare qualcosa.


INTER. Gli errori arbitrali pesano, ma questo non giustifica una partita in cui un Torino orfano della coppia d'oro Cerci - Immobile mostra più carattere della formazione milanese. Dopo le belle prestazioni in Europa League, ci si aspettava un'Inter più convincente, mentre invece il rodaggio continua. Il rigore e l'espulsione di Vidic sono forse esagerati, ma un giocatore della sua esperienza non può permettersi di commettere simili ingenuità. Per questo punto raccimolato, Mazzarri deve ringraziare il pararigori Handanovic. Più che bocciati, diciamo rimandati a settembre.

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