Il titolo di una nota canzone degli Imagination,
gruppo anni ’80, era “Just an illusion”. Solo un’illusione. Così si potrebbe
riassumere questo week end in cui Marc Marquez ha reso illusioni, giro dopo
giro, le speranze degli avversari di potersi togliere qualche soddisfazione
parziale in questa stagione dei record. Il quarto posto di Brno di due
settimane fa, che aveva messo fine alla serie stratosferica di 10 vittorie
consecutive, appare come un pallido ricordo. In Inghilterra Marquez ha dominato
ogni sessione, firmato la decima pole position stagionale e poi ha messo il
sigillo anche sulla gara.
Non è stata però una passeggiata di salute: Jorge
Lorenzo su Yamaha ha tirato fuori una gara superba, combattendo fino all’ultimo
metro. Jorge sembra essere tornato sui suoi livelli: la partenza è stata
perfetta, il ritmo, a dir poco infernale, ha fatto una selezione pazzesca. Un
solo problema per il maiorchino, 4 volte campione del mondo: la Honda Repsol
numero 93. Marquez non ha mai mollato la presa, ha sempre lasciato fare il
ritmo a Lorenzo fino al quattordicesimo passaggio, quando ha sferrato il suo
attacco. Lorenzo non si è arreso e ha costretto all’errore Marquez, prendendosi
un piccolo margine. Tutto finito? Neanche per sogno. A 3 giri dalla fine
Marquez ha attaccato il rivale, che cercava la chiusura ma nulla poteva sul
successivo tentativo nel tornante immediato, dove il 93 ha inventato una piega
pazzesca. Le moto si sono toccate un paio di volte e alla fine Lorenzo è stato anche
costretto a chiudere il gas per non dar vita ad una carambola col connazionale.
Marquez si è involato verso il successo e Lorenzo verso un secondo posto che lo
rilancia ulteriormente in classifica.


E gli altri?
Gli altri hanno regalato uno spettacolo simile. Il terzo posto è stato affare
di tre piloti di tre marche diverse, cosa ultimamente rara. Valentino Rossi su
Yamaha, Daniel Pedrosa su Honda e Andrea Dovizioso su Ducati si sono affrontati
a viso aperto per tutta la gara. Inizialmente Dovizioso ha cercato di tenere il
ritmo dei due marziani Marquez e Lorenzo, poi ha subìto il ritorno di Rossi e
Pedrosa. Poi è stato Rossi a cercare vanamente di raggiungere la coppia al
comando. Allora è uscito fuori Pedrosa ma il dominatore di Brno ha perso costantemente
terreno fino a farsi scavalcare da Valentino e dal Ducatista. La lotta per il
podio è proseguita fino alla fine: Rossi si è difeso dagli assalti di Pedrosa,
che è riuscito a passare un Dovizioso comunque grandissimo.
Per Valentino la soddisfazione di aver sfatato il
tabù Silverstone, dove non era mai salito sul podio e dove non ha mai vinto,
oltre all’orgoglio per aver superato Alex Barros nel numero di gran premi e per
essere ancora lì, a 35 anni, a giocarsela con i ragazzini. In Ducati si può
festeggiare un gran quinto posto, a soli 9 secondi dalla vetta. Dovizioso ha
mostrato di essere ancora una volta un pilota efficiente nella messa a punto
della moto e un osso duro in gara. Con i passi avanti fatti finora si può
insomma, se non sognare, almeno sperare in un futuro più roseo e magari con
buone chance di tornare a competere per la vittoria che manca dal 2010. Peccato
per Andrea Iannone, ottavo alle spalle di Espargarò e Bradl (autori di buone
gare in rimonta con un passo regolare), che vista la buona giornata della casa
di Borgo di Panigale, poteva fare di più. Bellissimo il suo duello con l’idolo
di casa Bradley Smith, poi out per un guasto meccanico.
Il grande
sconfitto di oggi è senza dubbio Dani Pedrosa. Due settimane fa il trionfo in
Repubblica Ceca che sembrava rilanciarlo nel ruolo di anti-Marquez (almeno per
le singole gare, il titolo restava comunque una chimera), oggi invece una
prestazione opaca, mai realmente in grado di reggere il ritmo dei primi e
vistosamente in difficoltà. Il tutto mentre il compagno di squadra tornava a
ruggire. Da uno col talento di Dani ci si aspettava di più. Sarà certamente uno
stimolo per il prossimo round a Misano. Perché va bene che Marquez ha il titolo
in tasca, ma almeno rovinargli la festa non sarebbe male… A Jorge, Vale e Dani
questo compito, che sa tanto di Mission Impossible.

Nessun commento:
Posta un commento