domenica 31 agosto 2014

MotoGp: King Marc XI a Silverstone





Il titolo di una nota canzone degli Imagination, gruppo anni ’80, era “Just an illusion”. Solo un’illusione. Così si potrebbe riassumere questo week end in cui Marc Marquez ha reso illusioni, giro dopo giro, le speranze degli avversari di potersi togliere qualche soddisfazione parziale in questa stagione dei record. Il quarto posto di Brno di due settimane fa, che aveva messo fine alla serie stratosferica di 10 vittorie consecutive, appare come un pallido ricordo. In Inghilterra Marquez ha dominato ogni sessione, firmato la decima pole position stagionale e poi ha messo il sigillo anche sulla gara.


Non è stata però una passeggiata di salute: Jorge Lorenzo su Yamaha ha tirato fuori una gara superba, combattendo fino all’ultimo metro. Jorge sembra essere tornato sui suoi livelli: la partenza è stata perfetta, il ritmo, a dir poco infernale, ha fatto una selezione pazzesca. Un solo problema per il maiorchino, 4 volte campione del mondo: la Honda Repsol numero 93. Marquez non ha mai mollato la presa, ha sempre lasciato fare il ritmo a Lorenzo fino al quattordicesimo passaggio, quando ha sferrato il suo attacco. Lorenzo non si è arreso e ha costretto all’errore Marquez, prendendosi un piccolo margine. Tutto finito? Neanche per sogno. A 3 giri dalla fine Marquez ha attaccato il rivale, che cercava la chiusura ma nulla poteva sul successivo tentativo nel tornante immediato, dove il 93 ha inventato una piega pazzesca. Le moto si sono toccate un paio di volte e alla fine Lorenzo è stato anche costretto a chiudere il gas per non dar vita ad una carambola col connazionale. Marquez si è involato verso il successo e Lorenzo verso un secondo posto che lo rilancia ulteriormente in classifica.


 E gli altri? Gli altri hanno regalato uno spettacolo simile. Il terzo posto è stato affare di tre piloti di tre marche diverse, cosa ultimamente rara. Valentino Rossi su Yamaha, Daniel Pedrosa su Honda e Andrea Dovizioso su Ducati si sono affrontati a viso aperto per tutta la gara. Inizialmente Dovizioso ha cercato di tenere il ritmo dei due marziani Marquez e Lorenzo, poi ha subìto il ritorno di Rossi e Pedrosa. Poi è stato Rossi a cercare vanamente di raggiungere la coppia al comando. Allora è uscito fuori Pedrosa ma il dominatore di Brno ha perso costantemente terreno fino a farsi scavalcare da Valentino e dal Ducatista. La lotta per il podio è proseguita fino alla fine: Rossi si è difeso dagli assalti di Pedrosa, che è riuscito a passare un Dovizioso comunque grandissimo.


Per Valentino la soddisfazione di aver sfatato il tabù Silverstone, dove non era mai salito sul podio e dove non ha mai vinto, oltre all’orgoglio per aver superato Alex Barros nel numero di gran premi e per essere ancora lì, a 35 anni, a giocarsela con i ragazzini. In Ducati si può festeggiare un gran quinto posto, a soli 9 secondi dalla vetta. Dovizioso ha mostrato di essere ancora una volta un pilota efficiente nella messa a punto della moto e un osso duro in gara. Con i passi avanti fatti finora si può insomma, se non sognare, almeno sperare in un futuro più roseo e magari con buone chance di tornare a competere per la vittoria che manca dal 2010. Peccato per Andrea Iannone, ottavo alle spalle di Espargarò e Bradl (autori di buone gare in rimonta con un passo regolare), che vista la buona giornata della casa di Borgo di Panigale, poteva fare di più. Bellissimo il suo duello con l’idolo di casa Bradley Smith, poi out per un guasto meccanico.


 Il grande sconfitto di oggi è senza dubbio Dani Pedrosa. Due settimane fa il trionfo in Repubblica Ceca che sembrava rilanciarlo nel ruolo di anti-Marquez (almeno per le singole gare, il titolo restava comunque una chimera), oggi invece una prestazione opaca, mai realmente in grado di reggere il ritmo dei primi e vistosamente in difficoltà. Il tutto mentre il compagno di squadra tornava a ruggire. Da uno col talento di Dani ci si aspettava di più. Sarà certamente uno stimolo per il prossimo round a Misano. Perché va bene che Marquez ha il titolo in tasca, ma almeno rovinargli la festa non sarebbe male… A Jorge, Vale e Dani questo compito, che sa tanto di Mission Impossible.




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