martedì 23 settembre 2014

Mondiale volley 2014: estasi Polonia!




La gioia sfrenata dei giocatori polacchi: la Polonia è sul tetto del mondo



Il mondiale delle novità e delle sorprese non poteva che chiudersi in maniera clamorosa: la Polonia è campione del mondo, dopo quarant’anni dall’ultima ed unica volta in Messico, nel 1974. Un successo che ha dell’incredibile. Pochissimi avrebbero scommesso su questa nazionale, dotata di giocatori di un ottimo livello ma finora inconcludenti (eccezion fatta per la World League 2012, giocata a Sofia). Invece tutta la squadra ha mostrato una compattezza straordinaria, una grandissima voglia di non arrendersi mai, di stare sempre concentrati ed attenti al match. E soprattutto una grandissima fame di vittoria. Non sono mancati i momenti difficili, come la sconfitta contro gli USA nella seconda fase, ma la squadra è apparsa rigenerata e decisa a risollevarsi dopo lo scivolone, che comunque non ha interrotto il volo dell’aquila polacca. Le vittorie al tie break contro i più quotati Russia e Brasile, nel girone di ferro, hanno poi dato la benzina giusta per realizzare il miracolo. Grande merito va dato al commissario tecnico Stephane Antiga, francese che ha compiuto l’impresa. Tutta la squadra va applaudita per come si è espressa, giocando una pallavolo  volte anche spettacolare ma su tutti spiccano il capitano Michal Winiarski, martello pesante per le difese avversarie, Mateusz Mika, vera rivelazione del torneo, schiacciatore divenuto incontenibile nella fase decisiva e trascinatore nella finalissima, Karol Kloz, centrale granitico, Mariusz Wlazly, opposto micidiale, talentuoso, a tratti devastante, ed il libero Pawel Zatorski, saltimbanco capace di grandi interventi, sicurissimo in ricezione. Ma la vera spinta forse è venuta dal pubblico stesso, pronto a spingere i propri beniamini in tutte le partite, dal debutto contro la Serbia alla finalissima contro il Brasile.

Capitan Winiarski alza la coppa: la Polonia è campione del mondo per la seconda volta


Già il Brasile, il dream team della pallavolo, ancora una volta arrivato fino all’atto finale, dopo i tre trionfi iridati consecutivi (2002, 2006, 2010). Una corazzata ever green del panorama internazionale, grazie alla bravura indubbia del CT Bernardinho nel mixare giovani emergenti e veterani sempre affamati di nuovi trionfi. Il Brasile è arrivato a questi mondiali in un momento particolare, a secco di successi da due anni. Un segnale che, forse, qualcosa nel meccanismo finora perfetto di Bernardinho, sembra essersi inceppato. La World League 2012 e soprattutto la clamorosa sconfitta nella finale Olimpica hanno aperto una breccia e le ultime rese nelle finali delle World League a Buenos Aires e Firenze contro Russia e USA hanno messo a nudo le fragilità del dream team. Il cammino è stato spedito fino alla terza fase, quando la prima sconfitta subìta per mano della Polonia ha minato le certezze verdeoro. Il successo perentorio sulla Russia pareva avesse restituito autostima al gruppo ed invece la vittoria sofferta in semifinale contro la Francia non ha fatto dormire una notte serena ai brasiliani. In finale, per un set, si è visto un Brasile impeccabile, con Mario perfetto in ricezione, Bruninho spettacolare regista di bocche di fuoco travolgenti, che rispondono ai nomi di Lucarelli, Murilo e Wallace, oltre ai super centrali Sidão e Lucas. Poi si è staccata la spina. Sul 25-18 del primo set, esce dal campo il vero Brasile ed entra in campo la Polonia e nei momenti cruciali dei set successivi la selezione sudamericana sbaglia incredibilmente troppo, permettendo ai padroni di casa, più freddi e precisi di chiudere il discorso. 25-21, 25-23 i risultati con cui la Polonia si è portata avanti. Le espressioni incredule dei verdeoro dicevano tutto di una serata che sarebbe dovuta andare in maniera decisamente diversa. Nel quarto set si è rivisto il Brasile ma ancora una volta nel momento cruciale del set, avanti 21-19, la squadra ha smesso di giocare: la ricezione è stata imprecisa, in alcuni momenti disastrosa, le alzate di Bruno poco efficaci e gli attacchi inconcludenti. La Polonia, con tenacia e merito, è riuscita a rimontare e a finire 25-22, nel tripudio generale. Una delusione per il Brasile, che sembra non saper più vincere. Che sia la fine di un glorioso ciclo vincente?

Un'immagine simbolo del mondiale: il muro brasiliano con Murilo, Sidão e Vissotto superato dall'attacco di Konarski





La Germania, splendida terza classificata


Per la medaglia di bronzo la sfida è stata tra Francia e Germania, con alcuni volti nuovi del campionato italiano, come i tedeschi Denis Kaliberda, Lukas Kampa e Sam Deroo e i francesi Kevin Le Roux ed Earvin N’Gapeth. La partita per il terzo posto ha visto prevalere la compagine tedesca 3-0 (25-21, 26-24, 25-23), al termine di un match intenso e combattuto, anche deciso dall’intervento della moviola. Un po’ a sorpresa, visto che le due squadre si erano trovate anche all’interno del girone del terzo turno, insieme all’Iran, ed in quel caso la Francia era riuscita a prevalere (sempre 3-0 con i parziali di 25-21, 26-24, 25-23), chiudendo al primo posto il pool. Indubbiamente però entrambe le selezioni possono tornare a casa con buone impressioni, visto il valore ed il buon gioco espresso. Alla vigilia non era sicuramente pronosticabile un risultato del genere per tedeschi e transalpini. Prendendo spunto dal modello polacco, poi si può cercare di lavorare per migliorare ulteriormente due organici di già grande spessore. Magari tentando il colpaccio alla prossima World League o all’Europeo.


La Francia, quarta classificata, ha disputato uno splendido mondiale


Positivo il mondiale dell’Iran di Slobodan Kovac: oltre allo splendido sesto posto c’è la consapevolezza di aver intrapreso la strada giusta per diventare protagonista nei prossimi anni, nella scena mondiale. L’Iran sta iniziando ad avere più padronanza dei propri mezzi, più determinazione e ha imparato a non temere di giocarsela alla pari contro qualsiasi squadra. Sotto questo aspetto va apprezzato il lavoro, prima di Velasco, poi di Kovac, che con questo piazzamento ha fatto un vero e proprio miracolo sportivo. Ci si aspettava di più forse dagli Stati Uniti, vincitori della World League a Firenze, ma naufragati, per poco, nella seconda fase. La squadra c’è, la mentalità giusta anche. Forse semplicemente la dea bendata aveva deciso che questo sarebbe stato il mondiale della Polonia  Grande delusione del mondiale, forse alla pari con l’Italia, è la Russia. Mondiale praticamente impeccabile fino alla terza fase nel girone della morte con Brasile e Polonia. Poi sul più bello la nazionale si è sciolta. Disfatta contro il Brasile e sconfitta al tie break contro la Polonia, un po’ a sorpresa. Dai vincitori olimpici e campioni d’Europa ci si attendeva ben altro e invece ora ci sarà da riflettere su un quinto posto che sa di fallimento. Perché in Russia, forse mai come in questa occasione, ci si sentiva tanto forti da sembrare imbattibili e favoriti per la vittoria finale. Invece dal crollo nella World League fiorentina alla disfatta polacca, il passo è stato breve. Ci sarà da vedere se questo è stato solo un annus horribilis o la fine di un gruppo vincente. Russia e Brasile avranno di che riflettere, Polonia e USA potranno festeggiare: sono loro le squadre regine del 2014, l’anno delle outsider.
La Russia, delusione del torneo iridato



Nessun commento:

Posta un commento