Dopo l'entusiasmo per la qualificazione agli ottavi di tutte e cinque le squadre italiane in Europa League, quest'oggi il nostro calcio è parzialmente tornato coi piedi per terra: escluso il derby italiano, solo il Napoli infatti può sorridere, mentre l'Inter regala in modo folle una partita e il Toro viene addomesticato dallo Zenit.
ZENIT SAN PIETROBURGO - TORINO 2-0 (38' Witsel (Z), 53' Criscito (Z))
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| L'espulsione di Benassi |
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Dopo l'inaspettata (e meritatissima) qualificazione contro l'Athletic Bilbao, il Torino si scontra contro un avversario ritenuto già alla vigilia superiore. I granata giocano inizialmente una partita ordinata, molto difensiva e di ripartenze, e sembrano riuscire a contenere le ondate azzurre; ma ecco poi, al 28', l'episodio che deciderà il match: espulso Benassi per doppio giallo, e in 11 contro 10 il fortino di Ventura crolla. Prima Witsel poi Criscito violano la porta di Padelli (che comunque salva i suoi da un passivo decisamente più pesante), rendendo difficilissima la rimonta del Toro: salvo miracolose e francamente inaspettate rimonte, difficilmente gli uomini di Ventura (molto polemico nei confronti dell'arbitraggio) riusciranno a replicare il miracolo di Bilbao.
WOLFSBURG - INTER 3-1 (6' Palacio (I), 28' Naldo (W), 63' De Bruyne (W), 75' De Bruyne (W))
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| Il colpo di testa di Naldo per l'1 a 1 del Wolfsburg |
Ha del clamoroso la sconfitta dell'Inter. Non tanto per una presunta inferiorità dell'avversario, che è anzi un cliente scomodissimo ed è la seconda squadra della Bundesliga a +9 dalla terza, ma perché i nerazzurri hanno letteralmente regalato la partita, con 3 gol che portano la firma di due giocatori: quella di Juan Jesus (per il primo) e soprattutto di Carrizo.
La partita si apre con Palacio che illude i suoi al quinto minuto, con un gol illuminato da un grandissimo assist di Icardi. Gli ospiti sembrano in grado di tenere il campo, rischiando pochissimo dietro, ma ecco poi il primo pacco regalo: su calcio d'angolo, Juan Jesus si dimentica completamente di Naldo, che con un colpo di testa piega le mani di Carrizo. Nella ripresa, Palacio si addormenta su un pallone dorato, calciando fuori da posizione ottimale, poi Carrizo decide di passare all'altra squadra: prima passa la palla direttamente agli attaccanti, venendo puntualmente punito, poi si addormenta su una punizione lentissima, regalando la doppietta personale a De Bruyne, che sfiora persino la tripletta allo scadere.
Va bene l'idea di avere un portiere di Coppa, ma in partite come queste rifiutarsi di schierare un estremo difensore del calibro di Handanovic è una scelta assolutamente incomprensibile.
NAPOLI - DINAMO MOSCA 3-1 (2' Kuranyi (D), 25' Higuain (N), 31' Higuain rig. (N), 55' Higuain (N))
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| Higuain, eroe della serata grazie alla sua tripletta |
Unico risultato positivo italiano in Europa League quello del Napoli, che ipoteca un posto per i quarti di finale. E dire che la serata era iniziata nel peggiore dei modi: dopo pochissimi secondi infatti i partenopei erano già sotto di un gol, frutto di una zuccata di Kuranyi su calcio d'angolo. A peggiorare le cose, si aggiunge l'uscita di Koulibaly all'8' per infortunio. Insomma, un avvio che avrebbe tagliato le gambe a chiunque, ma non al Napoli, che anzi reagisce con rabbia e rende praticamente un monologo il resto della sfida. Un monologo che ha la voce di Higuain: dapprima il Pipita pareggia i conti di testa, sul cross di Ghoulam, poi firma il sorpasso concretizzando il rigore procurato da Mertens. In avvio di ripresa, la Dinamo Mosca rimane in 10 per il doppio giallo a Zobnin, e i padroni di casa possono arrotondare con un terzo, magnifico gol di Higuain su assist di Mertens.
Le trasferte in Russia sono sempre difficili, ma questo Napoli ha tutte le carte in regola per andare lontano.
FIORENTINA - ROMA 1-1 (17' Ilicic (F), 77' Keita (R))
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| Il rigore calciato da Ljajic, parato da Neto |
Ennesimo pareggio per la Roma nella sfida fratricida con la Fiorentina, ma questa volta è una X d'oro, soprattutto per come era iniziata la serata per i giallorossi. Due infatti sono le facce di questa partita: nel primo tempo, la Viola controlla l'intero campo e mette a ferro e fuoco la squadra di Garcia, costretta a due cambi già prima della mezz'ora per l'infortunio di Manolas e di De Rossi. Proprio Capitan Futuro è colpevole sul gol, perdendo palla su un sempre più importante Salah che innesca Ilicic.
Nel secondo tempo, si assiste ad un ribaltamento di fronte, con una Fiorentina esausta per le energie spese nella prima frazione e una Roma che cerca il gol. Sembra andarci vicino al 59', quando viene fischiato un rigore molto dubbio per l'uscita di Neto su Iturbe: il portiere non viene comunque espulso (compensazione da parte dell'arbitro?) e riesce ad ipnotizzare Ljajic dal dischetto. Tuttavia il vantaggio dura solo fino al 77', quando un liberissimo Keita, già autore dell'1 a 1 contro la Juventus, stacca su calcio d'angolo. Nel finale la Viola tenta disperatamente di segnare, fallendo, mentre la Roma si accontenta di un pareggio che le va più che bene: la gara è ancora apertissima.
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